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Workshop il 16 luglio a Roma sulla Via Francigena del Sud

Il prossimo 16 luglio la sede della Società Geografica Italiana ospiterà nell’Aula “Giuseppe Dalla Vedova” di Palazzetto Mattei in Villa Celimontana, in Via della Navicella 12, un workshop sul ruolo della rete nello sviluppo della Via Francigena del Sud. Il workshop, promosso da Per Viam e Società Geografica Italiana con il patrocinio di Regione Basilicata, Regione Campania, Regione Lazio, Regione Molise e Regione Puglia, mette a confronto esperienze ed ipotesi di lavoro prodotte da enti pubblici ed associazioni culturali meridionali, soggetti interessati alla definizione della rete, alla creazione di un progetto ed alla certificazione del percorso della Francigena del Sud.

Nel 1994 il Consiglio d’Europa e la Commissione Europea riconobbero la Via Francigena come importante itinerario culturale e le attribuirono, in termini progettuali, unitarietà e fruibilità a livello turistico, offrendo alle regioni coinvolte un’importante occasione di sviluppo territoriale. Il cammino della Via Francigena si fermò a Roma, lasciando fuori il tracciato che dal Lazio meridionale si allunga nel territorio della Campania, del Molise e della Lucania scendendo fino al Salento, regione terminale della Puglia, lì dove giungevano molti pellegrini diretti verso la Terrasanta e/o approdavano molti altri provenienti dall’Oriente e diretti a Roma. Il mancato riconoscimento della Via Francigena del Sud come Via storica di pellegrinaggio, non solo ne misconosce il fondamentale ruolo di raccordo con l’Oriente, ne nega il valore culturale, paesaggistico ed economico, ma limita eventuali occasioni di dialogo con i Paesi mediterranei e, soprattutto, esclude le regioni meridionali dai grandi circuiti del turismo culturale e religioso. Ne consegue l’urgenza di un suo riconoscimento ufficiale, la certificazione di questo segmento meridionale dell’itinerario ed il suo riconoscimento a livello istituzionale consentirà agli enti pubblici e ai portatori d’interesse di accedere a tutti i benefici finanziari che ne derivano, favorendo l’attivazione delle diverse fasi di realizzazione del percorso e sua valorizzazione (dallo studio ai lavori di perimetrazione, messa in sicurezza dei tratti individuati, acquisto di zone di proprietà privata, realizzazione di infrastrutture: segnaletica, ecc.). La Certificazione di Itinerario Culturale alla Fracigena del Sud è un obiettivo possibile ma condizionato dalla partecipazione di molti soggetti istituzionali (regioni, province, comuni, associazioni) e non, complessivamente impegnati nella definizione di un progetto che risponda ai criteri di eleggibilità di tema, rete ed azioni E’ un processo che richiede competenze ma, soprattutto, azioni di concertazione indirizzate a costruire una rete permanente di attività e di interesse per la Via Francigena, che non solo sia utile ad ottenere la certificazione, ma, soprattutto, sia abile a mantenerla, quando ottenuta. di un Itinerario Culturale, così come previsto dal Regolamento del Consiglio d’Europa.

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