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Un corridoio culturale europeo che ha bisogno di risorse

La Via Francigena del Sud che unisce Roma e Gerusalemme conta oggi anche sull’impegno concreto delle Regioni e Province coinvolte,  dal sud di Roma passando per Latina attraverso la Campania, il Molise e la Puglia, insieme a Comuni e Associazioni dei territori.

«I tempi sono maturi per procedere alla certificazione di questo percorso come integrazione dell’attuale Via Francigena, che da Canterbury si ferma oggi a Roma. Si può inoltrare la formale richiesta nell’ambito dell’accordo parziale tra Consiglio d’Europa e Governo Italiano – ha dichiarato l’europarlamentare Silvia Costa, intervenendo  al Convegno promosso dalla Società Italiana di Geografia, con la partecipazione della rete di amministratori locali, istituzioni culturali, associazioni di pellegrini e università, e ha sottolineato: «Occasioni come questa rappresentano un forte impulso in questa direzione».

L’iniziativa promossa dal Parlamento Europeo in collaborazione con il Consiglio e la Commissione per rilanciare il grande programma degli itinerari culturali europei, e in particolare della Via Francigena, ha avuto il merito  di rafforzare il paternariato di “governance” di questo storico percorso, con l’obiettivo di renderlo un vero e proprio corridoio culturale attraverso tre Paesi, come strategica opportunità di sviluppo territoriale e imprenditoriale di qualità e di valorizzazione del patrimonio immateriale e immateriale, nonché di nuova occupazione.

Lo stesso progetto Per Viam, di cui l’iniziativa di oggi è una tappa, è stato vincitore di un bando europeo nato dal finanziamento inserito nel bilancio europeo come “azione preparatoria”, grazie all’impegno di alcuni europarlamentari guidati da Silvia Costa. Tale stanziamento, se approvato anche il prossimo anno, diventerà una linea permanente di bilancio.

«La procedura per il riconoscimento della Via Francigena del Sud può essere aperta dall’Associazione Europea delle Vie Francigene suffragata dall’importante documentazione scientifica raccolta a testimonianza dell’importanza storica di questo percorso, e entro il 2013, può rendere effettiva l’integrazione  della Via del Sud», afferma Silvia Costa che però avverte: “«La sparizione di ogni riferimento al patrimonio culturale nell’ambito della nuova programmazione dei Fondi strutturali e dal nuovo programma pluriennale di ricerca Horizon 2020 è inaccettabile».

«Gli emendamenti che ho proposto – conclude Silvia Costa – sono stati approvati nella Commissione Cultura in Horizon 2020, ma accolti solo parzialmente nella Commissione per le politiche di coesione. Occorre un corale presa di posizione e un forte impegno per evitare che vengano a mancare le risorse necessarie per implementare e rendere effettivamente praticabili e strategici gli itinerari culturali europei, come appunto la Via Francigena».

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    1 commento for “Un corridoio culturale europeo che ha bisogno di risorse”

    1. Cara Silvia, RadioRai in collaborazione con la Comunità Radiotelevisiva Italofona – di cui sono Segretaria Generale – ha appena terminato il progetto “Da Roma a Gerusalemme: le strade, il mare, la nostra lingua”
      Abbiamo camminato dal 2 maggio, partendo da Piazza San Pietro, fino a Brindisi poi ci siamo imbarcati per Creta e Cipro per arrivare infine a Gerusalemme il 12 giugno. Ogni giorno siamo andati in onda su RadioRai e su RadioRaiweb, in podcast su RSI e sulle radio che hanno partecipato al progetto: Radio Capodistria, Radio Albania, Radio Romania, Radio Pola, Radio Svizzera, Radio Vaticana. Si può trovare un diario del cammino sul nostro sito http://www.comunitaitalofona.org e da lì ascolare il podcast delle puntate su RSI, vedere l’intervista che il Centro Media Francescano ci ha fatto a Betlemme e leggere il blog http://daromaagerusalemme.blog.rai.it/
      Ovviamente c’è tanto da dire e da raccontare. Sarebbe bello poterne discutere insieme. Spero a presto. Loredana

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