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Un tocco femminile all’Europa, nuova strategia su parità di genere

pariopportunitaLa Commissione europea ha adottato oggi una strategia quinquennale per la promozione della parità fra uomini e donne in Europa. La strategia mira in particolare a sfruttare meglio il potenziale delle donne, contribuendo così a realizzare gli obiettivi socioeconomici generali dell’UE, e traduce i principi definiti nella “Carta delle donne” della Commissione europea in misure specifiche che puntano tanto ad aumentare la presenza femminile nei consigli di amministrazione delle società quanto a combattere la violenza di genere.

Da una nuova indagine Eurobarometro emerge che l’87% dei cittadini europei sostiene l’azione dell’UE contro la violenza domestica. Una persona su quattro conosce qualcuno che ne è stato vittima.

“Per quanto riguarda la parità di genere, l’Europa ha dato un esempio al mondo intero inserendo il principio della parità salariale per uno stesso lavoro nel trattato di Roma del 1957. Oggi possiamo fare la stessa cosa per quanto riguarda la partecipazione delle donne al processo decisionale e la lotta contro la violenza di genere,” ha affermato Viviane Reding, Commissario per la Giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza e vicepresidente della Commissione europea.

Per rilanciare il motore della crescita – ha aggiunto il Commissario – l’Europa dovrebbe usare meglio il talento delle donne. In passato non sono stata una fautrice delle quote rosa per i posti di responsabilità nelle imprese, ma considerati gli scarsi progressi in questo settore, in futuro potremmo dover pensare ad iniziative di questo tipo a livello europeo. Nella primavera del 2011 intendo incontrare i responsabili delle principali società europee quotate in borsa per discutere sulla situazione e sulla possibilità di una decisa autoregolamentazione. In funzione dei risultati di questo dialogo con l’industria, deciderò se prendere altre iniziative nel 2012″.

La strategia sulla parità di genere adottata oggi dalla Commissione europea prevede una serie di azioni basate su cinque priorità: l’economia e il mercato del lavoro, la parità salariale, la parità nei posti di responsabilità, la lotta contro la violenza di genere e la promozione della parità all’esterno dell’UE. Queste misure consistono, tra l’altro:

  • nell’attirare più donne nel mercato del lavoro e nel contribuire a realizzare l’obiettivo di un tasso di occupazione complessivo del 75% per uomini e donne fissato nella strategia Europa 2020;
  • nel proporre iniziative mirate affinché più donne occupino posti di responsabilità nel settore economico;
  • nel promuovere l’imprenditorialità femminile e il lavoro autonomo;
  • nell’istituire una Giornata europea per la parità salariale per sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che in Europa le donne continuano a guadagnare in media circa il 18% in meno degli uomini;
  • nel collaborare con tutti gli Stati membri per combattere la violenza contro le donne, e specialmente per eradicare le pratiche di mutilazione genitale femminile in Europa e nel mondo.

La Commissione europea si impegnerà inoltre in un dialogo annuale sulla parità di genere ad alto livello, a cui parteciperanno il Parlamento europeo, le presidenze del Consiglio europeo, i partner sociali europei e la società civile per valutare i progressi compiuti nell’attuazione della strategia.

Contesto

Le iniziative dell’UE a favore della parità tra uomini e donne hanno contribuito a migliorare la vita di molti cittadini europei. Alcune tendenze recenti si rivelano incoraggianti: aumenta la presenza delle donne sul mercato del lavoro (quasi il 60% in media nell’UE, rispetto al 52% del 1998) e sono migliorate la formazione e l’istruzione. Nell’Unione europea il 59% dei laureati è rappresentato da donne di età compresa tra 20 e 24 anni (cfr. allegato).

Le disparità di genere sussistono, però, in molti settori. Nel mercato del lavoro le donne sono ancora presenti soprattutto nei settori meno remunerati mentre sono sotto rappresentate nei posti di responsabilità. La maternità fa abbassare i tassi di occupazione femminile: le donne imprenditrici rappresentano soltanto il 33,2% dei lavoratori autonomi. Inoltre, anche a casa le donne continuano a lavorare, senza essere remunerate, più degli uomini.

La violenza di genere rimane un problema. Una recente indagine Eurobarometro ha misurato la percezione che l’opinione pubblica ha della violenza domestica contro le donne. Tra febbraio e marzo 2010 sono stati intervistati 26.800 cittadini in tutti i 27 Stati membri dell’Unione. La precedente indagine Eurobarometro era stata condotta nel 1999 negli allora 15 Stati membri dell’UE.

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