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“UE e coppie omosessuali: No alla equiparazione alla famiglia, sì ad un riconoscimento delle unioni civili”

Mi sono astenuta sulla relazione sulla parita tra uomini e donne nella UE – 2011 perchè  non ho condiviso alcuni passaggi (sui quali ho votato contro), tra i quali il paragrafo in cui  si esprime un giudizio negativo sul fatto che in diversi Paesi – tra i quali il nostro, ma anche la Francia ed altri – non si ricomprenda nell’istituto giuridico della famiglia la coppia dello stesso sesso. Non solo perchè non spetta alla UE di entrare nell’ordinamento familiare dei singoli Stati membri, sulla base del principio di sussidiarietà, ma anche perché la nostra Costituzione definisce la famiglia come “società naturale (maschio e femmina) fondata sul matrimonio”, pur equiparando giustamente i diritti dei minori nati fuori o dentro una famiglia e i diritti/doveri dei genitori.

Come è noto, il PD ha assunto da tempo una posizione ufficiale chiara a questo proposito, ovvero – nel caso di convivenze omosessuali – è a favore non di una equiparazione alla famiglia, ma di un riconoscimento di effetti e diritti connessi alle convivenze civili. Cosa diversa e accettabile  è prevedere – come già si è espresso il Parlamento europeo – il mutuo riconoscimento di tali unioni tra Stati membri  in cui già viga una legislazione in materia.

Silvia Costa

 


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    4 commenti for ““UE e coppie omosessuali: No alla equiparazione alla famiglia, sì ad un riconoscimento delle unioni civili””

    1. Simone Montanari scrive:

      Non vorrei entrare nel merito della posizione politica del PD in fatto di coppie omosessuali, che comunque da elettore gay non condivido, ma vorrei farle notare come quella piccola aggiunta tra parentesi che ha fatto al testo della Costituzione sia una strumentalizzazione della stessa. Come sa benissimo l’art.29 recita solamente “società naturale fondata sul matrimonio”. L’aggiunta risulta “artificiosa” e scorretta, tanto più che quell’aggettivo, naturale, qualifica il termine società che definisce il concetto di famiglia e non quello di matrimonio.

    2. Peter da Palermo scrive:

      Non ci posso credere! A questo punto poteva votare contro.
      Sarei curioso di sapere chi le ha suggerito quell’interpretazione della Costituzione – perché di interpretazione si tratta – quando la Corte ha chiesto al potere legislativo di riempire un vuoto, sostenendo sostanzialmente che la Costituzione non può essere usata per giustificare una qualunque posizione sul tema del matrimonio tra due donne o due uomini.
      Ma la domanda è una: perché state facendo di tutto per evitare che io vi dia (come per me è “naturale” – restiamo nello stesso campo semantico) il mio voto?
      Ah! E qualora se lo domandasse, non sono omosessuale, sono felicemente sposato, ho una bella famiglia e – a detta di chi mi circonda – sono anche molto religioso!

    3. M scrive:

      Che con quel naturale la Costituzione indichi maschio e femmina è una sua libera interpretazione. Due uomini o due donne che condividono la vita, che creano solidarietà e coesione sociale, sono famiglia (anche se quelli come lei, ben rappresentati in numero nel PD, hanno opinioni diverse) e sicuramente seguono la loro naturale propensione di vita, la natura che li rende persone degne della stessa dignità degli altri. Il fatto che lei sia “attenta” a non utilizzare l’argomento della procreazione accanto alla parola “naturale” che le porterebbe una valanga di critiche come discriminazioni delle coppie sposate sterili, non significa che l’argomento non sia comunque lo stesso e quindi inconsistente. Se infatti come scritto nella Costituzione, la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, questo non significa che la Costituzione verrebbe intaccata dall’ampliamento della definizione di coniugi del codice civile e soprattutto tale articolo non presenta da nessuna parte la parola “solo” come ad esempio “riconosce solo i diritti della…” oppure “società naturale solo fondata sul matrimonio” questo significa che (analizzando tutte le parole come lei fa con il “naturale”) non preclude da nessuna parte la possibilità di considerare le altre famiglie. O mi vuol dire che, come scrive lei, maschio e femmina (che lei definisce nel termine “naturale”) uniti in condivisione di vita, qualora non abbiamo il matrimonio (e quindi “esclusi” dalla Costituzione) sono passibili di non essere considerati famiglia? Il punto sappiamo invece benissimo qual è, la discriminazione degli omosessuali e l’ipocrisia della politica che preferisce essere vile e non piena, perchè appunto giustamente nessuno si sogna di dire che due conviventi etero non sono famiglia.
      Quanto al suo partito, il PD, Lei ha perfettamente ragione, il partito ha la sua posizione, peraltro forse anche più restrittiva della sua in quanto i DICO allora sancivano i diritti e doveri dei conviventi e non della coppia, la solita storia dei diritti delle persone per non riconoscere l’unione. Quindi lei dice la verità. Il punto non è questo infatti, semmai è perchè nel suo partito ci siano ancora persone come Scalfarotto e Concia per esempio, quando il partito da Bersani a Bindi ha una posizione espressa più o meno chiaramente e quindi da intendere come ufficiale del partito. Se un partito ha una linea e non si è d’accordo si va via. Lei insomma aderisce perfettamente alla posizione del suo partito, che certamente non è un partito europeo e progressista, indietro ai socialisti di Hollande, persino indietro rispetto a conservatori come Cameron. La gente si ritrova discriminazioni e vive schiacciata dalla sub cultura medioevale e il PD si mette a interpretare le parole. Liberi voi, sono molto rispettoso delle vostre posizioni, ma sicuramente io sono libero come sempre di non votarvi. Fortunatamente non l’ho mai fatto. Cordiali saluti.

    4. Simone Montanari scrive:

      Grazie per aver non aver pubblicato il mio commento. Un atteggiamento molto democratico.

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