- Silvia Costa - http://www.silviacosta.it -

Turismo, l’Europa si rimette in cammino

La scelta del turismo culturale come tema per la Giornata europea del turismo 2010 del 27 settembre è stata anche il frutto dell’azione che al parlamento europeo abbiamo avviato con la Commissione e il Consiglio perché l’Ue assumesse una forte iniziativa di rilancio degli itinerari europei, per una nuova strategia sul turismo culturale. In tal modo si è messo al centro uno dei settori più consistenti del turismo europeo sul quale investire con un approccio integrato e multilivello, come previsto dal Trattato di Lisbona.

È importante aver individuato, tra i quattro assi della comunicazione sul turismo, la promozione di un turismo sostenibile, responsabile e di qualità, nonché il consolidamento dell’immagine dell’Europa come insieme di destinazioni diversificate.

E il tema del rilancio degli itinerari culturali europei, con un’attenzione particolare alla via Francigena, è cruciale per il futuro del settore. Gli itinerari culturali sono un prodotto turistico transnazionale per eccellenza e possono aprire la strada a future iniziative legislative per la promozione di prodotti turistici “europei”.

L’obiettivo è fare dell’esperienza degli itinerari un’occasione di collaborazione più organica con il Consiglio d’ Europa, ma anche di sostenere la messa a regime dell’offerta territoriale attraverso il sostegno alla competitività delle piccole e medie imprese e degli operatori turistici Si tratta di dare al sistema del turismo culturale il segnale che la Ue intende investire in questo settore nell’ambito della strategia di uscita dalla crisi. Perché dalla crisi economica e occupazionale si esce anche valorizzando competenze, vocazioni territoriali, sviluppo rurale e dei piccoli centri, con articolazione dell’offerta ricettiva, del patrimonio culturale e naturale, della produzione artistica, delle tradizioni enogastronomiche.

I grandi itinerari europei definiti dal Consiglio d’Europa sono uno straordinario patrimonio da valorizzare e costituiscono dei vettori transnazionali di un nuovo modo di concepire il turismo, ma sono anche una nuova risposta in tema di politica culturale.

Infatti molte analisi ci dicono che – nella attuale crisi – i consumi culturali sono gli unici a non essersi ridotti. Eppure la voce cultura è una delle prime ad essere tagliata da diversi governi, a partire da quello italiano. È un paradosso, se si considera come sia soprattutto la cultura oggi a motivare e ad ampliare una nuova domanda di turismo e come l’offerta culturale possa costituire lo stimolo di una nuova fase dello sviluppo sostenibile e di qualità.

Certo, il turismo culturale nella Ue è ancora orientato in gran parte sui centri storici o i grandi eventi e facilitato dall’offerta low cost, ma è in atto una profonda trasformazione che vede una ricerca di esperienze culturali e ambientali più dinamiche.

Insomma, potremmo dire che alla cultura dell’evento si sta sostituendo quella di un’esperienza da vivere, alla fretta si contrappone la riscoperta della lentezza.
In tale contesto, si collocano crescenti realtà di giovani e meno giovani, di associazioni amatoriali, spirituali o sportive che rendono vivi gli itinerari culturali, accanto alla ricerca di un’identità europea fatta di dialogo interculturale e conoscenza dell’altro.

Insomma, gli itinerari culturali, come la via Francigena, possono diventare gli assi di una nuova strategia europea che ponga al centro un approccio integrato fra turismo, cultura, ambiente e sviluppo sostenibile, a livello sia comunitaro che territoriale.

In questo quadro si inserisce la passeggiata che il 9 e 10 ottobre faremo sulla via Francigena in provincia di Siena con altri parlamentari, rappresentanti del Consiglio d’Europa e l’associazione delle vie Francigene. Per dire che l’Europa si è rimessa in cammino.

Condividi: