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Turismo, l’Europa si rimette in cammino

via francigena - in camminoLa scelta del turismo culturale come tema per la Giornata europea del turismo 2010 del 27 settembre è stata anche il frutto dell’azione che al parlamento europeo abbiamo avviato con la Commissione e il Consiglio perché l’Ue assumesse una forte iniziativa di rilancio degli itinerari europei, per una nuova strategia sul turismo culturale. In tal modo si è messo al centro uno dei settori più consistenti del turismo europeo sul quale investire con un approccio integrato e multilivello, come previsto dal Trattato di Lisbona.

È importante aver individuato, tra i quattro assi della comunicazione sul turismo, la promozione di un turismo sostenibile, responsabile e di qualità, nonché il consolidamento dell’immagine dell’Europa come insieme di destinazioni diversificate.

E il tema del rilancio degli itinerari culturali europei, con un’attenzione particolare alla via Francigena, è cruciale per il futuro del settore. Gli itinerari culturali sono un prodotto turistico transnazionale per eccellenza e possono aprire la strada a future iniziative legislative per la promozione di prodotti turistici “europei”.

L’obiettivo è fare dell’esperienza degli itinerari un’occasione di collaborazione più organica con il Consiglio d’ Europa, ma anche di sostenere la messa a regime dell’offerta territoriale attraverso il sostegno alla competitività delle piccole e medie imprese e degli operatori turistici Si tratta di dare al sistema del turismo culturale il segnale che la Ue intende investire in questo settore nell’ambito della strategia di uscita dalla crisi. Perché dalla crisi economica e occupazionale si esce anche valorizzando competenze, vocazioni territoriali, sviluppo rurale e dei piccoli centri, con articolazione dell’offerta ricettiva, del patrimonio culturale e naturale, della produzione artistica, delle tradizioni enogastronomiche.

I grandi itinerari europei definiti dal Consiglio d’Europa sono uno straordinario patrimonio da valorizzare e costituiscono dei vettori transnazionali di un nuovo modo di concepire il turismo, ma sono anche una nuova risposta in tema di politica culturale.

Infatti molte analisi ci dicono che – nella attuale crisi – i consumi culturali sono gli unici a non essersi ridotti. Eppure la voce cultura è una delle prime ad essere tagliata da diversi governi, a partire da quello italiano. È un paradosso, se si considera come sia soprattutto la cultura oggi a motivare e ad ampliare una nuova domanda di turismo e come l’offerta culturale possa costituire lo stimolo di una nuova fase dello sviluppo sostenibile e di qualità.

Certo, il turismo culturale nella Ue è ancora orientato in gran parte sui centri storici o i grandi eventi e facilitato dall’offerta low cost, ma è in atto una profonda trasformazione che vede una ricerca di esperienze culturali e ambientali più dinamiche.

Insomma, potremmo dire che alla cultura dell’evento si sta sostituendo quella di un’esperienza da vivere, alla fretta si contrappone la riscoperta della lentezza.
In tale contesto, si collocano crescenti realtà di giovani e meno giovani, di associazioni amatoriali, spirituali o sportive che rendono vivi gli itinerari culturali, accanto alla ricerca di un’identità europea fatta di dialogo interculturale e conoscenza dell’altro.

Insomma, gli itinerari culturali, come la via Francigena, possono diventare gli assi di una nuova strategia europea che ponga al centro un approccio integrato fra turismo, cultura, ambiente e sviluppo sostenibile, a livello sia comunitaro che territoriale.

In questo quadro si inserisce la passeggiata che il 9 e 10 ottobre faremo sulla via Francigena in provincia di Siena con altri parlamentari, rappresentanti del Consiglio d’Europa e l’associazione delle vie Francigene. Per dire che l’Europa si è rimessa in cammino.

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    4 commenti for “Turismo, l’Europa si rimette in cammino”

    1. Un ringraziamento alla Sig.ra Silvia Costa per l’interessante articolo. Sono molto incuriosito. Vorrei sapere quali sono gli “Itinerari culturali europei” indicati dal Consiglio d’Europa, oltre alla “Via Francigena”.
      Nel ringraziaLa porgo cordiali saluti.
      Carlo Alfredo Martini

    2. Silvia Costa scrive:

      Grazie a lei per l’attenzione con la quale segue i contenuti del sito. Ecco di seguito una lista degli itinerari già selezionati dal Consiglio d’Europa. Maggiori informazioni si possono avere cliccando su questo link

      I Cammini di pellegrinaggio

      I Cammini di Santiago (ottobre 1987) (Grande Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa da giugno 2004)

      La Via Francigena (maggio 2004) (Grande Itinerario cuturale del Consiglio d’Europa da dicembre 2004)


      Habitat rurale

      Architettura senza confini (ottobre 1987) (Itinerario culturale del Consiglio d’Europa da giugno 2004)

      Habitat rurale nei Pirenei (2002)

      Personaggi Europei

      Le Vie di Mozart (1990) (Grande Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa da giugno 2004) (Rete abilitata nel 2002)

      L’itinerario Schickhardt (aprile 1992) (Itinerario culturale del Consiglio d’Europa da giugno 2004)

      San Martino di Tours, personaggio Europeo, Simbolo della condivisione (marzo 2005) (Grande Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa da settembre 2005)

      L’Influenza monastica

      L’itinerario dei Cistercensi (1990)

      La rete dei siti cluniacensi (maggio 2004) (Grande Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa da giugno 2006)

      I Celti (1990)

      Vichinghi e Normanni, patrimonio europeo

      Le Rotte dei Vichinghi (1992) (Grande Itinerario cuturale del Consiglio d’Europa da dicembre 2004)

      Siti, rotte e monumenti anseatici (1992) (Grande Itinerario cuturale del Consiglio d’Europa da dicembre 2004)

      I Parchi e Giardini

      Il Paesaggio (marzo 1992) (Grande Itinerario cuturale del Consiglio d’Europa da dicembre 2004)

      Le architetture militari fortificate in Europa

      Itinerario Wenzel (maggio 1995) (Itinerario culturale del Consiglio d’Europa da giugno 2004)

      Itinerario Vauban (Dicembre 1999) (Itinerario culturale del Consiglio d’Europa da giugno 2004)

      L’Eredità Al-Andalus (aprile 1997) (Grande Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa da giugno 2004)

      Il Cammino della Lingua Castigliana e il suo sviluppo nel Mediterraneo : le rotte dei Sefaradi (giugno 2002) (Itinerario del Consiglio d’Europa da giugno 2004)

      Itinerari europei del patrimonio ebraico (maggio 2004) (Grande Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa da dicembre 2005)

      Patrimonio industriale in Europa

      La Rotta del ferro nei Pirenei (maggio 2004) (Itinerario culturale del Consiglio d’Europa da dicembre 2004)

      Le rotte dell’olivo (marzo 2005) (Grande Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa da maggio 2006)

      La Via Regia (marzo 2005) (Grande Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa, data da fissare)

      Itinerari europei del patrimonio delle migrazioni (maggio 2004)

      Arti viventi, identità europea

      Le Transversales (1994)

      Teatri della Gioventù (1995

      Centri d’arte (2000)

      Le Rotte dei Fenici (maggio 1994)

      Gli Zingari (maggio 1994)

      L’Umanismo (maggio 1994)

      Le Luci del Nord (aprile 1997)

      Le Città europee delle Grandi Scoperte (1993)

      Il Barocco (1988)

      Le rotte europee della setta e del tessile (1988)

      I riti e le feste popolari in Europa (aprile 1997)

      Il Libro e lo Scritto – L’itinerario del libro (dicembre 1999)

      Gli itinerari culturali del Sud-Est Europeo (maggio 2004)

    3. nemi calabro' scrive:

      Complimenti:
      Sono molto contenta che finalmente la commissione europea inizia a trattare il “turismo” come asset economico; la concentrazione di investimenti sul territorio, la continuità nei cofinanzianti e il sostegno allo sviluppo di molteplici capacità di governance locai potrebbero, a mio avviso, essere davvero il motore di una nuova economia.
      Sono infatti convinta (e ho cercato di praticarlo nella mia vita lavorativa) che il turismo cosiddetto culturale non si esurisca nel mantenere ciò che il passato ci ha tramandato, ma è indispensabile disporre di luoghi dove dormire con un standard medio elevato. dove mangiare bene, dove non essere truffati, dove comprare cose che poi si ameranno e non orrendi souvenirs tutti uguali, che poi si buttano; insomma penso che le popolazioni e le piccole imprese locali debbano essere coinvolte in un processo che, in molte parti di Italia e in particolare nel Lazio, ancora è in fase di “proclami e desideri”

    4. Il Cammino di chi ci crede, il Cammino di chi lo fa. Sentirsi Europei passo dopo passo. Sentirsi parte, fare la propria parte. Concretamente. Sognando con i piedi per terra, una Via che raccolga persone che credono nel camminare lento. Per fermarsi e respirare. Per usare tutti i sensi. Per convincere altre persone a camminare. La più naturale dell’attivita dell’uomo. Partenza: Strove..sosta ad Abbadia Isola e poi lo sfondo del Castello di Monteriggioni, ecco che ci avviciniamo…donne e uomini in costume medievale che danno il benvenuto a dei moderni pellegrini. E poi la Siena del giorno dopo, la Porta che accoglie. Due giorni meravigliosamente slow. Grazie Silvia per questo Cammino così semplice, cosi ricco. La Via “Francigena” della Cultura, del Turismo. Della gente. La “nostra” Via.

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