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Scambio dati bancari, Strasburgo boccia accordo Usa-UE

Il Parlamento ha rifiutato di approvare l’accordo provvisorio sul trasferimento dei dati bancari agli Stati Uniti attraverso la rete SWIFT, adducendo preoccupazioni in materia di privacy, proporzionalità e reciprocità. Il testo firmato tra gli USA e i 27 stati membri non potrà entrare in vigore. I deputati propongono di negoziare un nuovo accordo.

La risoluzione che respinge l’accordo – approvata con 378 voti favorevoli, 196 contrari e 31 astensioni – invita la Commissione e il Consiglio ad attivarsi su un accordo a lungo termine con gli Stati Uniti su questo tema. I deputati ribadiscono che qualsiasi nuovo accordo deve essere conforme ai requisiti del Trattato di Lisbona, e in particolare alla Carta dei diritti fondamentali.

“Il Consiglio non è stato abbastanza duro sulla protezione dei dati”, ha detto la relatrice Jeanine Hennis-Plasschaert (ADLE, NL), sostenendo che le norme sul trasferimento e sulla conservazione dei dati contenute nell’accordo interinale non sono proporzionate alla sicurezza che pretendono fornire.

Per continuare a condividere i dati finanziari ai fini della lotta al terrorismo, l’UE e gli Stati Uniti si basano ancora su un accordo di mutua assistenza giudiziaria che permette lo scambio di dati nel quadro della legislazione interna degli Stati membri dell’Unione.

In una lettera al Presidente del Parlamento Jerzy Buzek, la Commissione europea ha annunciato ieri che, “nelle prossime settimane”, adotterà delle proposte linee guida negoziali per un accordo a lungo termine. Queste “risponderanno alle preoccupazioni del Parlamento europeo e del Consiglio” e garantiranno “il massimo rispetto della privacy e protezione dei dati”.

I deputati hanno ribadito i principi enunciati in precedenza, in una risoluzione approvata il 17 settembre 2009 che chiede che l’accordo rispetti pienamente i diritti dei cittadini dell’Unione europea in materia di protezione dei dati personali. I dati, secondo i deputati, dovrebbero essere raccolti “solo ai fini della lotta al terrorismo” e deve essere trovato “il giusto equilibrio” tra le misure di sicurezza e la tutela delle libertà civili.

La risoluzione chiede l’applicazione degli stessi meccanismi di ricorso previsti nell’UE, compreso il risarcimento in caso di trattamento illecito dei dati personali”.

“Con il voto di oggi non si crea nessuna contrapposizione tra Stati Uniti ed Europa ma è stato ribadito che la lotta al terrorismo deve essere condotta rispettando gli standard europei su riservatezza e privacy”, ha dichiarato David Sassoli, capo delegazione del PD al Parlamento Europeo.  “L’assemblea di Strasburgo, bocciando l’accordo con il voto compatto dei progressisti e di una buona parte dei popolari, ha ribadito – ha aggiunto l’eurodeputato – che nella lotta al terrorismo non possono essere violati i diritti fondamentali della persona. Il Parlamento europeo, con i nuovi poteri concessi dal Trattato di Lisbona, potrà ora essere pienamente coinvolto nella definizione dei nuovi criteri in merito alla trasmissione di dati da parte dell’Unione europea.  Ci auguriamo quindi che il negoziato con gli USA – ha concluso Sassoli –  possa riprendere al più presto in modo da dare nuovo impulso alla lotta al terrorismo internazionale”.

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