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“Su Erasmus serve un segnale forte per non far diventare euroscettici anche i nostri giovani”

Non è certo un bel modo di festeggiare i 25 anni di Erasmus dare messaggi destabilizzanti e disorientanti ai giovani europei. Credo che dobbiamo sapere che i 33 paesi coinvolti nel programma Erasmus e i due milioni e mezzo di studenti che fino ad oggi hanno avuto opportunità di mobilità per formazione devono avere delle certezze. Non è pensabile che la causa della crisi di questo programma sia proprio il suo successo anche in termini di finanziamento già utilizzato. Credo che dovremmo avere percezione di una cosa: oggi il programma totale del Long Life Learning rappresenta nell’ultimo settennio solo lo 0,7 per cento del bilancio UE e noi stiamo parlando di un aumento del 75 per cento per il prossimo settennio. Sarebbe proprio un messaggio totalmente schizofrenico dire che non ci sono le possibilità di onorare gli impegni. Mi auguro che ci sia un vero fermo impegno della presidenza cipriota e del Consiglio a riprendere in considerazione le integrazioni che sono state chieste dalla Commissione. Il Parlamento europeo deve dare un segnale unito e forte perché non diventino euroscettici anche i giovani.

 

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