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Stato dell’Unione, le priorità di Barroso deludono i S&D

barrosoIl presidente della Commissione europea José Manuel Barroso è intervenuto ieri mattina al primo dibattito parlamentare sullo “stato dell’Unione”, annunciando le prossime iniziative dell’esecutivo per combattere la disoccupazione, riformare il sistema di governance economica, e rivedere profondamente il bilancio comunitario. Inevitabile il riferimento alla questione dei Rom, su cui vari deputati hanno accusato l’esecutivo di eccessiva prudenza.

Secondo il numero uno della Commissione europea, l’Europa “ha tenuto al test della crisi”. Ma ora deve guardare avanti, e rilanciare le sue ambizioni.

Ecco le cinque priorità di Barroso per i prossimi anni:

  1. Una migliore governance economica per affrontare la crisi e evitarne di nuove. Il 29 settembre l’esecutivo pubblicherà una proposta per un monitoraggio più severo dei budget nazionali.

  2. Crescita e occupazione, secondo la strategia EU2020. La Commissione creerà un “ufficio per l’impiego europeo”, per aiutare i cittadini comunitari a trovare lavoro. La conversione dell’economia verso un sistema sostenibile potrà generare 3 milioni di posti di lavoro “verdi”, secondo il presidente della Commissione. Ricerca e innovazione vanno promosse approvando finalmente il “brevetto europeo”. La Commissione promette anche di tagliare i costi della burocrazia, con un risparmio per le imprese di 38 miliardi di euro.

  3. Libertà, giustizia e sicurezza. La Commissione si impegna a combattere ulteriormente “lo sfruttamento di lavoratori immigrati”, il terrorismo e il crimine organizzato, ma “tutti nell’UE devono rispettare la legge e i governi devono rispettare i diritti umani”. Senza alcun riferimento specifico, Barroso ha però sottolineato che “in Europa non c’è spazio per razzismo e xenofobia”, e non bisogna “svegliare fantasmi del passato”.

  4. L’esecutivo proporrà di rinforzare il sistema di finanziamento dell’UE via l’espansione delle risorse proprie che affluiscono al bilancio comunitario, per renderlo più indipendente dalle volontà dei governi. Barroso ha parlato di estendere il quadro di programmazione finanziaria da 7 a 10 anni, con una revisione a metà periodo, di creare dei “bond europei” per finanziare le grandi opere senza pesare sui bilanci statali, e ha annunciato che la proposta sulle risorse proprie verrà pubblicata il mese prossimo.

  5. Il presidente dell’esecutivo ha chiesto un vero impegno per rafforzare il ruolo dell’Europa nel mondo, perché “se non agiamo insieme, non saremo una potenza mondiale, e gli altri andranno avanti senza di noi: senza l’Europa e senza i singoli Stati”. A questo proposito ha annunciato che la Commissione aggiungerà un miliardo di euro al suo contributo per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del Millennio dell’ONU, e riformerà il meccanismo di reazione alle crisi, come la tragedia del Pakistan.

“Deluso” si è detto il leader dei Socialisti e Democratici Martin Schultz, criticando Barroso per non aver fatto alcun riferimento “allo stato dell’Unione”, e affermando che la situazione dell’UE oggi “non è positiva, e lei e la sua Commissione non state adempiendo al ruolo conferitovi dai Trattati”. Il tedesco ha poi condannato duramente quella che ha definito una “caccia alle streghe” contro i Rom.

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