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Stato dell’Unione, Barroso apre dibattito su una nuova UE

I deputati hanno offerto un sostegno condizionato alla visione dell’Europa presentata dal Presidente della Commissione Barroso, con una forte maggioranza in favore di un’UE più forte, ma critica sulle problematiche sociali e sulla mancanza d’ambizione in tema di integrazione. I gruppi politici maggioritari hanno chiesto un bilancio comunitario forte per garantire investimenti e crescita. “Meno UE” è stata invece la proposta dei gruppi più a destra dell’emiciclo.

Il Presidente della Commissione, José Manuel Barroso, ha dato il via a quattro ore di discussione, concentrandosi quasi esclusivamente sugli effetti della crisi economica e sulla democrazia. Ha sottolineato come fosse giunto il momento per i paesi europei di riconoscere l’impossibilità di trattare individualmente i problemi del presente, per poi definire la sua visione di una vera unione economica, basata su un’unione politica, sotto forma di una federazione di Stati nazionali.

 

Dalla crisi una nuova UE

Gli effetti della crisi per il futuro dell’Unione europea e le implicazioni per i cittadini sono state due questioni fondamentali sollevate dai deputati.

Il concetto espresso dal Presidente Barroso di “una federazione di Stati nazionali” è stato criticato sia dal leader del gruppo liberale Guy Verhofstadt, che da quello dei Verdi Daniel Cohn-Bendit. “Questa federazione esiste già, è il Consiglio europeo. Abbiamo bisogno di un’unione basata sui cittadini”, ha detto Verhofstadt. “L’obiettivo deve essere la creazione di uno spazio pubblico europeo”, ha aggiunto Cohn-Bendit.

Il leader del gruppo PPE Joseph Daul ha anche sottolineato la necessità di essere in contatto con le persone. “Il nostro compito principale è quello di uscire, spiegare e convincere, anche se non sarà facile”, ha detto.

Barroso ha replicato che la Commissione ha presentato oggi un progetto legislativo sui partiti politici europei per contribuire a promuovere la “democrazia europea complementare alla democrazia nazionale”. Ha aggiunto che è il momento di avere dei partiti politici veramente transnazionali e chiesto che ciascuno partito proponga un candidato alla carica di prossimo Presidente della Commissione europea.

 

Garanzie sociali e crescita

I deputati hanno chiesto a Barroso di lavorare per preservare l’Europa sociale, anche di fronte alla crescente crisi.

“Esiste un’alternativa ai tagli che è basata sugli investimenti”, ha detto il leader del gruppo S&D Hannes Swoboda, sottolineando la necessità di un patto sociale e aggiungendo, più tardi durante il dibattito, che senza il progetto di un’Europa sociale, il gruppo socialista non potrebbe sostenere la Commissione.

“Quello che la gente desidera oggi è la solidarietà. Dobbiamo ottenere questo, prima di proiettarci nel futuro. È inaccettabile che stiamo promuovendo una cultura della punizione”, ha detto Gabriele Zimmer, leader del gruppo Sinistra unitaria.

Barroso ha insistito sul fatto che le riforme intraprese sono state dure ma necessarie, ribadendo tuttavia che lo sviluppo di una “dimensione sociale europea” è un obiettivo “critico”.

C’è stato un ampio consenso sul bilancio comunitario fra i deputati e il Presidente Barroso sul fatto che questo rappresenti il principale strumento per gli investimenti e la crescita. Per questo motivo, i deputati hanno insistito sulla necessità di dotare l’UE di risorse sufficienti, mentre il Presidente Barroso ha affermato che nel caso di un bilancio ristretto, i primi a perderci sarebbero gli stessi Stati membri.

 

Meno e non di più

I gruppi EFD ed ECR hanno avuto parole critiche per il Presidente Barroso. “Tutto quello che vediamo è lo stesso approccio stanco – più Europa, invece che un’Europa migliore”, ha detto il leader ECR Martin Callanan. Nigel Farrage, capo del gruppo EFD, ha criticato aspramente il progetto del Presidente Barroso come “un’emergente e strisciante dittatura europea”.

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