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Sospesa la condanna a Sakineh, ma sul fronte dei diritti umani in Iran c’è ancora tanto da fare

costa sakinehSilvia Costa, europarlamentare del Pd nel gruppo dei Socialisti e democratici, ha espresso grande soddisfazione dopo aver appreso la notizia della sospensione da parte del governo iraniano della sentenza di condanna alla lapidazione di Sakineh Ashtani.

“Si tratta di una bellissima notizia – afferma l’eurodeputata che proprio per Sakineh insieme alle colleghe del gruppo S&D aveva dato vita martedì sera ad una fiaccolata nell’atrio della sede del Parlamento di Strasburgo –. Adesso però è necessario insistere con Teheran e con i paesi che ancora la praticano, affinché venga eliminata la pena di morte per mezzo della lapidazione. Non bisogna dimenticare il triste primato dell’Iran nelle esecuzioni del maggior numero di minori autori di reato e che solo nel 2010 sono state emesse da Teheran circa duemila sentenze di condanna a morte, spesso comminate nell’ambito di processi sommari o, come nel caso di Sakineh, per mezzo di confessioni indotte e trasmesse in tv”.

E’, questo, uno dei ventuno punti della risoluzione che proprio stamattina il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza e con la quale si chiede anche la sospensione della condanna a morte nei confronti del diciottenne Ebrahim Hamidi, accusato di omosessualità e che nel caso di Zahra Bahrami, la donna con cittadinanza iraniana e olandese arrestata a Teheran nel dicembre scorso, con l’accusa di aver agito contro la sicurezza nazionale, venga rilasciata o che sia garantito un processo regolare e che l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune europea Catherine Ashton sollevi il caso con le autorità iraniane.

2010-09-08_200242“Sarà necessario anche fare in modo che questi paesi rinuncino a qualsiasi criminalizzazione di relazioni sessuali consensuali tra adulti. Per questo la risoluzione approvata oggi a Strasburgo sollecita le autorità iraniane a depenalizzare l’adulterio e l’omosessualità ed invita il governo di Teheran ad eliminare ogni forma di tortura e a firmare e ratificare la convenzione Onu sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne. La nostra risoluzione, infine, chiede anche che vengano rimessi in libertà quanti sono attualmente detenuti unicamente per aver preso parte a manifestazioni pacifiche in difesa della libertà d’espressione”.

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