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Silvia Costa – Strasburgo. Intervento in aula, Plenaria 25-28 marzo 2019

 In questa sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo abbiamo aperto una nuova prospettiva per tre importanti obiettivi:

 i) La responsabilità delle grandi piattaforma online e la tutela del lavoro creativo e giornalistico per garantire la diversità culturale e la qualità e libertà del giornalismo;

  1. ii) L’ampliamento e rafforzamento dell’intervento europeo a sostegno della cultura, della creatività, dell’audiovisivo e dei media con il nuovo programma Europa Creativa 2021/2027;

iii) L’ambizione di portare a 12 milioni i partecipanti al nuovo programma Erasmus+ 21/27, con la triplicazione delle risorse da 14,7 a 45 miliardi. Sarà sostenuta la mobilità europea e internazionale di studenti, giovani, docenti, educatori, adulti in formazione, apprendisti e sportivi ma anche sostenuti partenariati tra Università, istituzioni culturali e imprese.

Mi auguro che il negoziato con il Consiglio difenda i testi del Parlamento.

 I) Direttiva sul diritto d´autore nel mercato unico digitale

26 marzo 2019

 Noi europei dobbiamo avere una grande ambizione con la direttiva sul copyright: far capire al mondo che anche gli attori dell’ecosistema digitale non possono calpestare diritti, violare la dignità delle persone, sfruttare e sottopagare il lavoro di altri, ignorare la fatica di investire in competenze e professionalità, armare campagne diffamatorie contro i rappresentanti dei cittadini quando si toccano i loro interessi commerciali miliardari. Basta pensare che le due più grandi piattaforme statunitensi rastrellano l’80% degli introiti pubblicitari non restituiscono in compensi adeguati ai titolari dei diritti, agli autori e ai giornalisti.

Lo abbiamo spiegato alle grandi piattaforme della Silicon Valley: questa è una battaglia di libertà, di civiltà e di responsabilità. Perché è in gioco la libertà e la diversità culturale, il valore del lavoro intellettuale e creativo, il pluralismo delle testate, il giornalismo di qualità, ma anche la sostenibilità della industria culturale e giornalistica europea, la ricerca e l’investimento in nuovi autori, milioni di posti di lavoro per artisti e professionisti della musica, del cinema, dell’audiovisivo e dell’editoria, la sopravvivenza stessa del giornalismo libero e di approfondimento.

Abbiamo risposto a gigantesche fake news come la limitazione dell’accesso alla cultura: in realtà abbiamo fatto fare all’intera Europa un enorme passo avanti, approvando eccezioni obbligatorie  per l’accesso a contenuti  in rete per ragioni di  istruzione, ricerca e conservazione del patrimonio culturale, abbiamo mitigato la responsabilità delle piccole imprese, abbiamo escluso piattaforme non commerciali come Wikipedia (ma in Italia, Spagna e Germania ingannano le persone),escluso snippet, meme, reso più accessibili ed efficaci gli strumenti di ricorso.

Ai giovani va detto: la vera libertà è la garanzia dell’accesso alla conoscenza non manipolata o omologata e dare valore al lavoro intellettuale anche dei loro coetanei. Significa anche assicurare la certezza della responsabilità di chi ha posizioni dominanti sulla rete e rastrella miliardi di pubblicità su contenuti prodotti da altri senza alimentare la catena del valore

Quindi oggi è un grande giorno per la democrazia e la giustizia in Europa, un esempio per altri continenti, come è stato per il regolamento sulla protezione dei dati (GDPR).

 II) Europa Creativa 2021/2027

Ringrazio i colleghi relatori ombra per la loro preziosa collaborazione e per aver arricchito il mio rapporto e votato a larghissima maggioranza in Commissione Cultura.

Il nuovo Programma Europa Creativa si inserisce in un contesto completamente mutato rispetto a 7 anni fa, sia per la rivoluzione digitale con cui si confronta che per l’esigenza di rispondere alla crisi di identità e di appartenenza all’Europa e al suo progetto.

Ritengo un grande risultato di questa legislatura la nostra forte iniziativa per ottenere finalmente un quadro europeo di policy culturali a partire dall’Anno europeo per il patrimonio culturale, al rafforzamento delle Imprese culturali e creative, alla strategia delle relazioni culturali internazionali e del dialogo interculturale che oggi sono pienamente inserite nell’Agenda europea per la cultura.

Un quadro che vede anche il settore creativo e audiovisivo finalmente inserito in un ecosistema digitale in cui la direttiva AVMS e quella approvata martedì sul copyright determineranno nuove regole e maggiori disponibilità finanziarie per il settore.

Come relatore sono soddisfatta degli elementi di novità nel testo a partire dal raddoppio del bilancio da 1,4 miliardi di euro a 2,8. Mi auguro che la nostra indicazione sia difesa dal futuro Parlamento e accolta dal Consiglio dei ministri e che non si ritorni indietro.

Abbiamo arricchito le tre sezioni del programma (Cultura, Media e Transettoriale) di importanti novità, a partire da un nuovo obiettivo generale, accanto a quello della cooperazione e della competitività, ovvero il riconoscimento del valore intrinseco della cultura e del ruolo centrale degli artisti e professionisti culturali.

– Abbiamo reintrodotto l’articolo sul valore aggiunto europeo, incoraggiando la narrativa delle radici comuni europee e dell’unità nella diversità e previsto un´azione strutturata anche con centri d´eccellenza europei per la definizione di indicatori d´impatto qualitativi e quantitativi.

–  Sono felice che sia stata recepita la mia proposta di inserire un nuovo programma di mobilità europea e internazionale per gli artisti e gli operatori culturali.

– Lo strand cultura oggi è finalmente rafforzato e articolato in 4 specifici ambiti che diventeranno linee finanziarie dedicate: musica, patrimonio culturale e architettura, editoria e design.

– Lo strand MEDIA sosterrà azioni transnazionali di rafforzamento delle competenze e dei curricula in ambito audiovisivo e digitale; la produzione indipendente e le co-produzioni europee, le reti europee di sale cinematografiche e di operatori VOD, la vendita all’estero, la promozione di nuovi modelli di produzione e “l’audience engagement”.

Diamo speciale attenzione alle fiction, ai documentari, i film per bambini e di animazione, nonché alle opere interattive fra cui i videogiochi narrativi di qualità e i contenuti multimediali.

– Il programma sosterrà la valorizzazione dei talenti artistici ma anche artigianali, e promuoverà il ruolo e il riconoscimento delle donne nel campo culturale.

– Abbiamo poi introdotto una nuova linea sulla media literacy e una importante azione contro le fake news e a sostegno della qualità del giornalismo.

Accanto ai grants di co-finanziamento per i progetti abbiamo sviluppato importanti sinergie.

1) con il nuovo programma InvestEU, mantenendo la specificità e le condizioni dell´attuale strumento di garanzia per il settore,

2) con i fondi di sviluppo regionale

3) e con il nuovo strumento finanziario dell´azione esterna.

Ma soprattutto vogliamo che il programma sia più accessibile e coinvolga maggiormente i giovani.

Due esempi:

– la nuova linea di sostegno a reti di radio e media universitari che raccontino l’Europa ai giovani nel ricordo di Antonio Megalizzi e di Bartek Orent-Niedzielski, i due giovani giornalisti di Europhonica barbaramente uccisi nell’attentato di Strasburgo lo scorso dicembre.

– e il sostegno diretto, accanto alla European Film Academy (EFA) di Berlino, alla European Union Youth Orchestra (EUYO) fondata 40 anni fa da Claudio Abbado e Lionel Bryer.

Continuiamo a sostenere l´Europa della cultura.

 III) Erasmus+ 2021/2027

Dopo più di 30 anni, Erasmus+ si conferma il più grande successo dell’Unione europea e l´esperienza più significativa di cittadinanza europea non solo per le nuove generazioni, ma anche per i soggetti della formazione professionale e dell´educazione degli adulti, dello sport e dell´associazionismo giovanile.

Per questo vogliamo che il nuovo Erasmus+ cresca, triplicando le risorse e diventando il pilastro dello Spazio europeo dell´educazione che partirà finalmente dal 2025 con il riconoscimento automatico e reciproco dei diplomi, dei periodi di studio all´estero, delle competenze formali e informali e delle qualifiche.

Le proposte del Parlamento rendono Erasmus+ più accessibile ai soggetti svantaggiati – compresi quelli di background migratorio -, aperto alla mobilità degli studenti delle scuole superiori e dei docenti di scuola e della formazione professionale, ma anche dei giovani atleti. Non solo si triplicherà la mobilità individuale, ma si amplieranno i partenariati tra università, ma anche con istituzioni culturali, per offrire master e dottorati congiunti, anche attraverso la nuova rete delle Università europee.

Con il prossimo Erasmus+ poniamo anche le basi di un vero statuto dello studente europeo, anche attraverso la European Students´ e-Card, una mia proposta che finalmente è inserita nel nuovo regolamento e dovrebbe partire dal 2021.

Permettetemi di concludere ricordando in quest’Aula le 13 studentesse Erasmus che nel marzo di 3 anni fa hanno perso la vita in un tremendo incidente in Spagna.

Nel loro nome dobbiamo tutti assumere l´impegno per garantire che i ragazzi e le ragazze che svolgono questa importante esperienza lo facciano sempre in condizioni di sicurezza e qualità dei servizi prestati.

 

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