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“Col Trattato di Lisbona lotta alla violenza sulle donne nella Costituzione europea”

 convegno donne 4 dicembre“Voglio dedicare questo convegno alla memoria di Anna Politkovskaya, una giornalista e una donna che ha pagato con la vita il suo amore per la verità, alle donne africane coinvolte nelle guerre ed alla piccola Anni, la bimba cinese di 11 anni, vittima del lavoro nero il primo dicembre scorso di un incidente avvenuto in un tomaificio clandestino di Corridonia. Sono testimonianze che contrastano con l’immagine degradata e consumistica che il sistema dei media spesso offre dell’identità femminile, contribuendo a creare una cultura della sopraffazione e dell’umiliazione che è anch’essa una grave violenza su cui bisogna che l’Europa si pronunci e intervenga”. A dichiararlo è stata l’europarlamentare del Pd Silvia Costa, aprendo i lavori del convegno “Contro la violenza – L’impegno delle donne in Europa”, organizzato oggi a Roma dalla stessa esponente del Pd con il gruppo dell’Alleanza progressista dei Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo.

“Ho deciso di affrontare questi temi chiamando qui oggi a discuterne donne che hanno maturato importanti esperienze nel territorio ottenendo peraltro risultati concreti – ha detto poi Costa – e per farlo, ho scelto un momento particolare. Infatti, con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, il 1 dicembre, l’universalità e l’inscindibilità dei diritti umani e delle libertà fondamentali, il rispetto della dignità umana e dei principi di uguaglianza e solidarietà, insieme alla lotta contro ogni forma di violenza, di sfruttamento e di discriminazione, entrano a far parte integrante della nuova costituzione europea. La parità tra uomo e donna – ha continuato la parlamentare – da questione legata alla parità salariale nel primo Trattato costitutivo della Comunità europea, diventa base giuridica del diritto comunitario, esigibile nei 27 Stati membri. Inoltre si amplia la competenza comunitaria in materia di Giustizia e di Sicurezza, il terzo pilastro dell’acquis comunitario, la piattaforma comune di diritti ed obblighi che vincolano l’insieme degli Stati membri nel contesto dell’Unione europea, con importanti conseguenze in materia di lotta alla criminalità e di tutela delle vittime. Il Trattato prevede anche che l’adozione di tutta la normativa europea vedrà un ben diverso livello di controllo parlamentare, con la duplice approvazione del Consiglio e del Parlamento europeo. In questo nuovo quadro istituzionale e politico – ha aggiunto l’esponente del Pd – vanno lette tre importanti risoluzioni del Parlamento europeo in queste ultime settimane, con riferimento al tema della prevenzione e lotta alla violenza contro le donne e i minori”.

La prima, approvata a larghissima maggioranza dal Parlamento europeo il 25 novembre scorso, proprio in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, invita il Consiglio europeo, la Commissione europea e gli Stati Membri all’adozione di un Piano strategico europeo, a Piani di azione nazionale, alla realizzazione di un sistema statistico di rilevazione comunitario delle diverse tipologie di violenza, per rendere omogenei i criteri di rilevazione e confrontabili i dati, ma anche per verificare l’andamento e le trasformazioni del fenomeno per poter orientare e valutare le politiche avviate nei diversi Paesi.

Il Parlamento europeo ha poi approvato la risoluzione sul Programma di Stoccolma “Uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia al servizio dei cittadini”, che prevede la costruzione di uno spazio della giustizia penale dell’UE coerente, con riferimenti precisi a misure comuni per combattere le violenze specie verso donne e bambini, la tratta degli esseri umani, le violenze contro le donne, che in Europa colpiscono una donna su quattro.

Infine, la Commissione Libertà e diritti, insieme alla Commissione sui Diritti della Donna, sta per presentare una interrogazione orale al Consiglio specificatamente sulla tratta degli esseri umani. Proprio Silvia Costa è stata nominata dal gruppo S&D Shadow rapporteur su questo tema.

 

“Presenteremo – ha annunciato in proposito Costa – una proposta di risoluzione. Chiederemo al Consiglio che l’approccio a questo tema sia centrato sui diritti umani, tenendo conto in modo olistico delle relazioni esterne, delle politiche di rimpatrio e di reintegrazione, delle politiche sociali, migratorie e di asilo. Si chiederà anche un livello di pene che tengano conto della gravità del reato e abbiano un effetto dissuasivo, una adeguata protezione delle vittime, con particolare riguardo ai minori, dando un aiuto incondizionato, dove il loro assenso allo sfruttamento sia irrilevante, iniziative sui clienti ed un coordinamento delle competenze giurisdizionali con la Direttiva sui conflitti nei procedimenti penali”.

4 dicembre 2009

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