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Silvia Costa (PD): Con voto di oggi più giovani europei beneficeranno dell’esperienza di volontariato del Corpo di solidarietà

“Con il voto di oggi arriveranno almeno a 350 mila nel periodo 2021/2027 i giovani europei tra i 18 e i 30 anni che potranno beneficiare  dell’esperienza di volontariato del Corpo europeo di solidarietà . Ecco perché oggi nella Commissione Cultura ed Educazione del PE abbiamo votato le nuove priorità e il bilancio pluriennale di questo Programma avviato sperimentalmente negli ultimi due anni. 

E’ importante il voto di oggi  – dichiara Silvia Costa – per il Corpo Europeo di Solidarietà (CES), di cui sono relatore ombra, per aumentare il budget per il 2021-2027. Il voto finale sul Corpo Europeo di Solidarietà si terrà, a Strasburgo, nella prossima plenaria di marzo.

L’obiettivo è la promozione della  solidarietà in quanto valore fondante dell’UE per rispondere ai bisogni della società, promuovendo lo sviluppo personale, civico e professionale dei giovani. ampliando la portata del Corpo europeo di solidarietà, integrando l’attuale programma EU Aid Volunteers, offrendo ai giovani volontari l’opportunità di partecipare a progetti umanitari all’interno e all’esterno dell’Unione.

Per renderlo un’esperienza di successo per tutti, è necessario riconoscere e supportare finanziariamente associazioni e centri di servizi non profit in modo che possano fornire le condizioni necessarie per un’esperienza di volontariato di qualità: organizzazione, tutoraggio, formazione e partnership internazionali.

Abbiamo chiesto più fondi in modo che almeno 350mila giovani europei abbiano la possibilità per le attività di volontariato, tirocinio o lavoro, senza scopo di lucro, compresi gli aiuti umanitari. Il corpo europeo di solidarietà riprende il modello dello SVE (Servizio volontario europeo) e inoltre è stato reintrodotto un riferimento alle organizzazioni non profit e alle imprese sociali, istituzioni religiose in supporto alle attività dell’ESC.  

Attraverso la piattaforma online i giovani si possono registrare e accedere alle opportunità finanziate nell’ambito del CES, mentre per presentare proposte le organizzazioni (non profit e profit) dovranno essere in possesso del Quality Label (QL), uno specifico accreditamento che garantisce la qualità e l’affidabilità degli enti coinvolti. L’Italia è stata tra i primi a proporre un progetto pilota e, nello specifico, Norcia lo  scorso anno è stata la base del primo progetto del Corpo di Solidarietà.

Più di 70 mila persone si sono già registrate al portale online dedicato e 7 mila stanno già partecipando ad attività di inclusione sociale, integrazione dei migranti e sostegno alle comunità locali o al patrimonio culturale. Il suo valore aggiunto transfrontaliero lo rende una valida scuola per sviluppare la nostra identità comune e il senso di cittadinanza europea. Dovremmo rendere più facile per i giovani – e specialmente per quelli con poche opportunità – partecipare a progetti di solidarietà e cittadinanza attiva che mirano ad affrontare i bisogni della comunità in tutti i campi, dalle attività sociali alla cultura e all’ambiente”.

 

Lo ha dichiarato Silvia Costa, europarlamentare del PD e relatore ombra del provvedimento Corpo Europeo di Solidarietà.

“Infine in Commissione – prosegue Silvia Costa – abbiamo preso in esame la proposta per il programma Erasmus+ 2014/2020 che mette in sicurezza le attività di mobilità individuale da e verso il Regno Unito in caso di no deal Brexit. Questa proposta verrà votata entro fine marzo e si mira a garantire che i partecipanti al programma in data 30/3/19 possano portare a termine la loro permanenza senza interruzione. Secondo le stime della Commissione, saranno 14000 i cittadini UE (studenti, tirocinanti, personale docente) che si troveranno nel Regno Unito e 7000 i britannici nel resto dell´Unione. In caso di una no deal Brexit, non sarebbero in grado di portare a conclusione un´esperienza Erasmus+ già iniziata e non potrebbero essere più ammessi a beneficiare delle borse di studio e finirebbero nella ipotesi più apocalittica – anche per perdere i CFU frattanto acquisiti”.

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