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“Se non ora quando?”, appello ai candidati alle amministrative

Sono arrivati a 100 in tutta Italia i comitati Se non ora quando, nati spontaneamente dopo la grande manifestazione del 13 febbraio. Questo il risultato del censimento realizzato dal Comitato nazionale, che sta lavorando alla formazione di una rete delle donne italiane e si appresta a lanciare una grande iniziativa nazionale.

I comitati si sono formati secondo le caratteristiche di trasversalità espresse dalla manifestazione del 13 e sono aperti a tutte le donne, nel rispetto dell’appartenenza politica, culturale, di formazione e di credo di ciascuna. Il nostro principale obiettivo è coinvolgere il più alto numero di donne possibile, a partire dalle più giovani, nella costruzione di un paese per donne e di donne per la rinascita dell’Italia.

La forza espressa dalla mobilitazione del 13 febbraio ha già portato a qualche significativo risultato: candidati sindaci di grandi città, come Milano Torino e Bologna, hanno preso l’impegno, in caso di elezione, di costituire giunte nelle quali ci sia parità di presenza tra uomini e donne.

Il comitato nazionale Se non ora quando lancia un appello a tutti i candidati e a tutte le candidate sindaco alle prossime elezioni amministrative del 15 e 16 maggio affinché si impegnino concretamente prima del voto a favore di una presenza massiccia di donne nelle loro liste, a costituire giunte di governo che vedano una parità di rappresentanza tra donne e uomini e a favorire la promozione del ruolo delle donne in ogni ambito del governo delle città.

Roma, 22 aprile 2011

IL COMITATO NAZIONALE SE NON ORA QUANDO?

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    1 commento for ““Se non ora quando?”, appello ai candidati alle amministrative”

    1. Tiziana scrive:

      D’accordo su tutto, bisogna, però, che le donne al “potere” rimangano fedeli a se stesse e non si mascolizzino fino a diventare più “duri” degli uomini loro colleghi!!!
      La ricchezza della donna sta nella sua sensibilità delicata, comprensiva, accogliente, intuitiva e donante, per il resto è simile nelle doti e nelle capacità ai suoi colleghi maschi. Deve dunque rimanere se stessa, fedele alla sua “specificità” e non scimmiottare l’uomo per nessun motivo, pena la snaturalizzazione e l’arricchimento del confronto maschio-femmina.

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