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Se la povertà è donna…
L’uguaglianza, ancora un traguardo

povertàLe donne guadagnano meno degli uomini e la loro situazione, con la crisi economica, non è certo migliorata. Ad oggi il 17% delle donne europee vive in povertà. In un rapporto votato ieri, 27 gennaio, dalla commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere, i deputati hanno sottolineato la necessità di provvedimenti forti sia a livello degli Stati membri che dell’Unione europea.

A anni di distanza dalle lotte per l’emancipazione femminile, l’uguaglianza tra i due sessi, specialmente sul posto di lavoro, resta ancora un traguardo. In media nell’UE le donne guadagnano tra il 14 e il 17,4% in meno degli uomini e costituiscono i due terzi della popolazione inattiva.

Le donne anziane, le madri e le disabili sono i gruppi più a rischio. Basti pensare che la percentuale di donne povere tra le anziane è del 22% in Europa contro il 16% degli uomini.

“Le donne rispetto agli uomini sono più povere. Succede sia a livello globale che in ciascuno degli Stati membri dell’Unione europea”, commenta la relatrice, la socialdemocratica rumena Rovana Plumb. “Inoltre il contributo delle donne allo sviluppo della famiglia, della società e dell’economia è regolarmente sminuito e sottostimato”.

Le proposte del rapporto

Sono tre le proposte principali avanzate dai deputati. Prima di tutto quella di spingere Commissione e Stati membri a tenere in considerazione la disparità tra i sessi in tutte le politiche europee e i programmi nazionali finalizzati alla lotta contro la povertà. C’è poi la richiesta di adottare una Carta dei diritti delle donne europee, per aumentare le opportunità del gentil sesso nei 27 Stati membri. E infine l’esortazione a elaborare programmi specifici per promuovere la reintegrazione delle donne sul mercato del lavoro.

Con un obiettivo misurabile: ridurre il divario dei salari con gli uomini dell’1% ogni anno.
Quando la famiglia ostacola il lavoro

Si possono conciliare famiglia e lavoro? Sì, dicono i membri della commissione “FEMM”, a condizione però di migliorare i servizi disponibili per la cura dei bambini. Anche il sistema pensionistico andrebbe cambiato visto che spesso non tiene conto delle interruzioni lavorative.

Un altro problema è quello della violenza sulle donne che spesso ha un impatto sulla loro salute, accentuando ancora di più le possibilità di finire in uno stato di povertà.

“Gli Stati membri dovrebbero utilizzare i fondi strutturali – e specialmente il Fondo sociale europeo – per combattere povertà e esclusione sociale”, chiedono i deputati.

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