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Sanzioni e incentivi per garantire l’attuazione della strategia UE 2020

parlamento-bruxellesIl Parlamento sollecita un approccio ambizioso alla crisi attraverso un maggior coordinamento delle politiche economiche nazionali, unito a sanzioni e incentivi per garantire l’attuazione della “strategia UE 2020″. Chiede poi di assicurare la stabilità dell’euro, intensificare la vigilanza finanziaria, completare il mercato unico e sostenere le PMI. Occorre promuovere la formazione, riformare i sistemi di sicurezza sociale e aumentare la flessibilità dei lavoratori e dell’età pensionabile.

Approvando con 462 voti favorevoli, 140 contrari e 58 astensioni una risoluzione sostenuta da PPE, S&D e ALDE, il Parlamento rileva anzitutto che la caduta del PIL del 4%, il crollo della produzione industriale e un totale di più di 23 milioni di disoccupati “rappresentano un disastro sotto il profilo umano ed economico”. La strategia di Lisbona, pertanto, “non ha dato i risultati auspicati”, anche a causa dell’assenza di incentivi efficaci e di strumenti vincolanti a livello comunitario.

Ritenendo quindi che la strategia UE 2020 dovrebbe fornire un approccio alla crisi economica “ambizioso, più coerente e mirato”, il Parlamento esorta l’abbandono del “metodo aperto di coordinamento” e chiede di ricorrere a tutte le pertinenti disposizioni del trattato di Lisbona “per coordinare le riforme economiche e i piani d’azione degli Stati membri”. Invita poi la Commissione a proporre nuove misure e “possibili sanzioni” per gli Stati membri che non attuano la strategia UE 2020 e incentivi per quanti invece lo fanno. I governi dovrebbero anche indicare come utilizzano i fondi UE per conseguire gli obiettivi stabiliti, mentre i finanziamenti dell’Unione “dovrebbero essere subordinati ai risultati e alla compatibilità con gli obiettivi della strategia”.

Coordinare le politiche economiche e intensificare la vigilanza finanziaria

Il Parlamento rileva che il consolidamento di bilancio e le politiche economiche devono essere “strettamente coordinate” al fine di rafforzare la crescita, creare occupazione e assicurare la futura stabilità dell’euro. Giudicando “inopportuna” l’assenza di meccanismi per salvaguardare la stabilità dell’euro, ritiene che gli Stati membri debbano conformarsi ai criteri del patto di stabilità e di crescita, “cercando al contempo un equilibrio tra la riduzione dei disavanzi nazionali, gli investimenti e le esigenze sociali”.I deputati sottolineano poi la necessità di un supervisore europeo unico per assicurare un’efficace vigilanza micro e macroprudenziale, “prevenendo in tal modo crisi future”. Rilevano inoltre l’esigenza di istituire un sistema bancario europeo efficace, “in grado di finanziare l’economia reale e di assicurare che l’Europa rimanga a livello mondiale uno dei maggiori centri finanziari e una delle principali economie”.

Completare il mercato unico e sostenere le PMI

Mettendo in luce come il mercato unico contribuisca considerevolmente alla prosperità europea, i deputati chiedono al Consiglio e alla Commissione di presentare proposte ai fini del suo completamento. Plaudono, peraltro, all’assegnazione a Mario Monti del compito di proporre idee nuove ed equilibrate per spronare il mercato comune europeo.
Il Parlamento ritiene inoltre che la Commissione avrebbe dovuto porre maggiormente l’accento sulla promozione e il sostegno delle piccole e medie imprese e giudica necessarie ulteriori proposte volte a ridurre il carico burocratico e promuovere idee innovative. Sottolinea poi che, per avere successo, la strategia 2020 dovrebbe concentrarsi sulla promozione delle PMI e sull’occupazione “non solo nel settore del commercio e dei servizi, ma anche in quelli industriale e agricolo”. Occorre poi una legislazione che incoraggi l’imprenditorialità e un migliore accesso delle PMI ai finanziamenti.
Piena occupazione ed economia sociale di mercato
I deputati esortano l’attuazione delle riforme necessarie per perseguire “l’obiettivo della piena occupazione sostenibile e di elevata qualità”. In tale contesto,  ritengono che l’UE debba mettere in atto un programma sociale ambizioso volto, tra la l’altro, a conciliare l’occupazione con le responsabilità di assistenza, ridurre l’abbandono scolastico precoce, favorire l’apprendimento permanente, prevenire la “fuga di cervelli”, promuovere l’eccellenza e sviluppare una rete di università di primo piano. Esortano poi la Commissione a presentare una strategia per combattere la disoccupazione giovanile.

L’UE dovrebbe inoltre “creare mercati del lavoro inclusivi e competitivi mediante la ristrutturazione dei sistemi di sicurezza sociale e una maggiore flessibilità per i lavoratori, in combinazione con adeguate indennità di disoccupazione a breve termine e un appropriato sostegno al reinserimento professionale”. Al contempo, occorrono politiche in materia di apprendimento permanente e un’età pensionabile più flessibile (se i lavoratori così scelgono) per far fronte all’invecchiamento della popolazione.
Promuovere l’innovazione per favorire la crescita

Il Parlamento sollecita la Commissione a presentare una proposta di bilancio ambiziosa per portare a buon fine la strategia UE 2020, ritenendo che quello attuale “non rifletta adeguatamente il fabbisogno finanziario per affrontare le sfide del XXI secolo”.

In tale contesto, chiede anche di mantenere nella nuova strategia, sia per il bilancio dell’UE che per i bilanci nazionali, l’obiettivo della strategia di Lisbona del 3% del PIL a favore della R&S. La Commissione è poi invitata a presentare una proposta “per accrescere l’efficienza della ricerca europea semplificando le strutture esistenti, riducendo il carico burocratico e creando un clima di investimenti più favorevole alla ricerca e all’innovazione nel settore pubblico e in quello privato”.
Implicare il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali

I deputati ritengono infine necessaria l’elaborazione di un accordo interistituzionale che includa l’impegno da parte del Consiglio di non modificare la strategia 2020 nei prossimi anni senza prima aver consultato il Parlamento. Sottolineano poi la necessità di una cooperazione migliore con i parlamenti nazionali e la società civile.
Qui il documento con la proposta di risoluzione comune
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