- Silvia Costa - http://www.silviacosta.it -

Roma, l’ambulatorio ginecologico per disabili ora è senza barriere

L’unico consultorio romano con un ambulatorio ginecologico per donne con disabilità – uno degli appena 4 presenti in tutto il territorio nazionale – è ancora più accessibile: è stata inaugurata ufficialmente nei giorni scorsi la nuova piattaforma elevatrice che ha permesso l’abbattimento di tutte le barriere architettoniche del Consultorio familiare diocesano “Al Quadraro”, in via Tuscolana 619 (http://www.consultorioquadraro.it/). Proprio per il servizio offerto – un lettino per la visita ginecologica in grado di abbassarsi e alzarsi, per consentire alla donna con handicap motorio di potervi salire e scendere, direttamente dalla sua carrozzina –, l’ambulatorio è utilizzato da persone disabili provenienti da tutta la città, non soltanto dal popoloso quartiere romano. L’ascensore “ci permetterà di accoglierne ancora di più e farli accedere agli altri servizi offerti al piano superiore – riferisce Enrica Cichi, direttrice del Consultorio –. Vogliamo che nessuno si senta escluso”

E’ stata Ileana Argentin, deputata, a sperimentare in prima persona la funzionalità del dispositivo, auspicando una moltiplicazione di strutture accessibili in tutta Italia e una concezione diversa della donna disabile: “Sembra che a noi possano essere prescritti solo antibiotici, non anticoncezionali”, ha osservato, precisando che “pur essendo una sostenitrice della libertà di scelta e delle posizioni di Ignazio Marino circa il testamento biologico, sono convinta che l’essere persona è talmente una cosa bella e importante che anche il testamento biologico può essere un pericolo: preferirei tante leggi che garantissero consultori e strutture come questa”.

Anche Claudio Cecchini, assessore alle politiche sociali della Provincia di Roma, ha auspicato una moltiplicazione di consultori accessibili: “Ce ne dovrebbe essere uno per ogni Asl. Spero che questa peculiarità diventi buona prassi e che vengano abbattute le barriere non solo architettoniche, ma quelle culturali: le più pericolose, quelle che stanno nella testa e nel cuore della gente”. Per la deputata europea Silvia Costa, sostenitrice della struttura da quando era assessore alla formazione della Regione Lazio, è indispensabile “la presa in carico del nucleo familiare con un figlio disabile, che deve ritrovare un baricentro, insieme al lavoro in équipe degli operatori. L’Italia è la prima nell’Unione europea per le leggi sull’integrazione scolastica; tuttavia, se la normativa risulta avanzata, occorre la sua esigibilità: tagliare proprio sul welfare rende complicato gestire i servizi”.

Oltre ai disabili, il Consultorio – frequentato da circa 1.300 utenti all’anno, tra affezionati e nuovi – viene utilizzato da molti immigrati (circa il 30% del totale), soprattutto bengalesi, romeni, polacchi; non mancano i musulmani. I servizi sono accessibili anche a chi non è in regola con il permesso di soggiorno o non ha il tesserino Stp (Straniero temporaneamente presente); le prestazioni sanitarie sono gratuite, comprese le ecografie; solo in alcuni casi viene richiesto un rimborso spese minimo, a seconda della situazione economica di ciascuno. Numerose anche le famiglie romane indigenti che si rivolgono al servizio; non mancano le minorenni in gravidanza, che vengono accompagnate nel difficile percorso di una genitorialità responsabile.

Articolo tratto da redattoresociale.it

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