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Ritardi di pagamento, il Parlamento approva il limite di 30 giorni

ritardo pagamentiUn limite generale di 30 giorni per i pagamenti di fatture per beni e servizi è stato approvato dal Parlamento mercoledì, che ha cosi confermato l’accordo raggiunto in precedenza col Consiglio. Le nuove regole dovrebbero garantire le piccole imprese dai ritardi nei pagamenti e favorire cosi l’innovazione e la creazione di posti di lavoro.

Come regola generale, il limite per il pagamento di una fattura per beni e servizi, sia nel settore pubblico sia in quello privato, sarà ora di 30 giorni. I negoziatori del Parlamento hanno anche assicurato che eccezioni a tale regola saranno possibili solo in circostanze specifiche.

La relatrice Barbara Weiler (S&D, tedesca) ha detto durante il dibattito di martedì sera: “La presente direttiva spianerà la strada a una cultura nuova sui pagamenti: abbiamo voluto garantire che i diritti delle aziende più piccole siano rispettati al fine di migliorare la liquidità e creare un clima migliore per gli investimenti in nuovi posti di lavoro”. La relatrice ha inoltre sottolineato che non è in alcun modo intenzione del Parlamento di far durare il periodo di attuazione delle nuove regole due anni: “Da gennaio gli Stati membri dovrebbero iniziare il recepimento”, ha concluso.

Per oltre un anno, i deputati hanno spinto per l’adozione di regole severe e chiare sui termini di pagamento, al fine di migliorare la solvibilità e aiutare le imprese creditrici. L’accordo ha ricevuto il sostegno di tutti i gruppi politici ed è stato adottato con 612 voti in favore, 12 contrari e 21 astensioni.

I nuovi termini di pagamento

Nelle relazioni “business to business”, sarà possibile estendere il limite previsto di 30 giorni a 60 solo se le parti sono d’accordo e se previsto espressamente dal contratto. L’estensione è possibile anche oltre i 60 giorni se “espressamente concordata” col creditore nel contratto di vendita e se non risulta essere “fortemente ingiusta” nei confronti dello stesso creditore.

Anche per il settore pubblico, la regola generale è di 30 giorni, ma le eccezioni sono regolate in maniera più severa: qualsiasi estensione del termine di pagamento deve essere non solo espressamente prevista, ma anche “oggettivamente giustificata”. I deputati hanno ottenuto che nessuna deroga, nel settore pubblico, vada comunque oltre i 60 giorni.

Esenzioni per i servizi sanitari pubblici

Gli Stati membri saranno liberi di determinare un termine di pagamento di massimo 60 giorni per gli enti pubblici che offrono servizi di sanità pubblica. Tale eccezione è giustificata dalla natura particolare di entità come gli ospedali pubblici, che sono finanziati, in larga misura, da rimborsi ottenuti attraverso il sistema sanitario nazionale.

Tassi d’interesse e periodi di verifica

Il Parlamento ha spinto con successo il Consiglio ad accettare un tasso d’interesse legale di almeno l’8%. Il creditore avrà anche il diritto di ottenere dal debitore una somma di almeno €40 per coprire i costi di recupero del debito.

Il periodo necessario per la verifica che i beni e i servizi venduti corrispondano ai termini previsti nel contratto è stato fissato a 30 giorni. Il periodo può essere esteso nel caso specifico di contratti complessi, ma solo se tale possibilità è espressamente concordata e se non è “fortemente ingiusta” verso il creditore.

Prossime tappe

L’accordo approvato deve ora essere formalmente adottato dal Consiglio. La nuova direttiva entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione sul Gazzetta ufficiale dell’UE. Gli Stati membri avranno poi due anni per conformarsi alle nuove regole.

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