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Rimuovere cause o berlusconismo sopravviverà a Berlusconi

sc peSono grata a Concita De Gregorio, come a Giulia Bongiorno e a Paola Binetti, che – da punti di vista  e da provenienze culturali e politiche diverse – hanno voluto esprimere con chiarezza la loro comune indignazione e la richiesta a noi donne perché facciamo sentire la nostra voce contro questa devastante e  insopportabile cultura e comportamenti che offendono la dignità e la verità delle donne.

Vorrei ricordare che due anni fa lanciai un appello, lanciato sul mio sito ed ospitato dall’Unità, da Europa e da Repubblica.it, il giorno della Festa della Repubblica, dal titolo: “Per una Repubblica che rispetti le donne”.

Un manifesto che è stato firmato da donne che hanno meritato onorificenze al merito della Repubblica ed è stato sottoscritto da oltre 25 mila firme. Uomini e donne, italiane e straniere immigrate, giovani e anziani, emigrate e professioniste, madri e padri, studenti e docenti. Un appello che mandammo a parlamentari di tutti gli schieramenti, molti dei quali firmarono, ai membri del Governo, al Presidente della Repubblica.

Un appello che potete leggere su questo sito e che mantiene purtroppo tutta la sua attualità, anche se  gli ultimi incredibili fatti hanno superato ogni limite di decenza e di rispetto di una etica pubblica e privata.

Cosa è successo dopo? Non abbastanza se oggi “scopriamo” comportamenti che erano largamente intuibili anche se non noti, legittimati se non ostentati fino a questo punto.

E’ da questa considerazione che va ripresa con profondità e forza la riflessione di uomini e donne di questo Paese. Perché quello che emerge è l’esito di un’onda lunga, etica e culturale, che ha creato mentalità, ha stordito coscienze, ha banalizzato la dignità umana e in particolare quella delle donne.

Una mutazione genetica alimentata da messaggi mediatici demenziali e irresponsabili (che, come dimostra il documentario di Lorella Zanardo, coinvolgono in Italia tv pubbliche e private).

C’è stata anche la irresponsabilità personale e collettiva di chi ha taciuto per convenienza, per timore di sembrare “censore”. Timore presente anche tra donne politiche e intellettuali, che così si sono rese complici della censura che si è praticata delle donne reali, della loro testa, dei loro sentimenti, del loro impegno.

Sto aderendo e promuovendo appelli e manifestazioni con altre donne, che però devono coinvolgere uomini e donne, perché qui è in gioco la dignità umana, il rispetto del valore della persona, del ruolo pubblico, delle istituzioni.

Ma non saremmo intellettualmente oneste e onesti se ci limitassimo a vedere la punta dell’iceberg, senza rimuovere con coraggio alcune cause e ambiguità. O se non cogliessimo questa occasione per ricreare una coerenza tra etica pubblica e privata, per individuare il legame tra corruzione personale e politica.

Occorre comprendere che, nella estrema pretesa di impunità e nella drammatica assenza del senso di responsabilità verso il buon nome dell’Italia e il rispetto della comunità da parte di Berlusconi, si rispecchia anche una deriva della cultura e della politica italiana.

Il potere assoluto del sultano sulle donne affonda le sue radici nell’essere abituato ad essere il proprietario e il capo indiscusso del suo partito, ma anche dei suoi parlamentari, in un intreccio tra potere e denaro che sta corrompendo il tessuto del Paese.

Ma ha trovato il suo brodo di coltura anche in una legge elettorale che ha legittimato il passaggio dal potere come servizio alla comunità al potere come servizio al capo.

Quando poi si sostiene che i “vizi privati” sono sempre esistiti, possiamo anche in parte convenire. Ma qui sono caduti insieme il rispetto delle donne, il senso del limite del potere, e del decoro delle istituzioni, e la possibilità di controllo dei cittadini sugli eletti.

Solo se i cittadini sono educati a riconoscere i valori e le virtù civili, se possono esprimere liberamente la loro preferenza per gli eletti, sono informati in modo corretto e rispettano le competenze e l’impegno in politica, hanno la possibilità di scegliere, di valutare, di controllare e di chiedere coerenza e responsabilità ai loro rappresentanti.

Dobbiamo dunque capire che la lenta erosione di valori etici e civili, nel nostro Paese, ha almeno queste tre cause: l’eclissidi una educazione civica diffusa, la barbarie culturale che ha invaso i media italiani, l’abuso sfacciato dell’istituto della cooptazione in politica e nelle istituzioni.

O si riparte con coraggio da qui, con coraggio e senza ipocrisie, o  Berlusconi passerà - spero per un sussulto di consapevolezza – ma il berlusconismo sopravviverà.

Silvia Costa

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    1 commento for “Rimuovere cause o berlusconismo sopravviverà a Berlusconi”

    1. renato colone scrive:

      Gentile On.le ( Lei è degna di essere chiamata tale ), come non si può condividere le Sue osservazioni?
      Personalmente sono rimasto sbigottito non tanto dal calcolo di convenienza fatto da chi ruota intorno al Presidente del Consiglio per ragioni politiche ( rectius peudo politiche ), ma quando con chi ne ha favorito l’ascesa con la benedizione divina ( mi riferisco al potere forte delle gerarchie ecclesiastiche).
      Occorre anche dire, fuor di metafora, che una parte della responsabilità è da ascrivere anche al nostro partito che non ha avuto il coraggio di fare le indispensabili leggi sull’attribuzione/limitazione sia delle testate giornalistiche che televisive ( oggi ne paghiamo amaramente le conseguenze ), che di fatto attribuiscono al Presidente del Consiglio il IV potere ( a tal proposito sarebbe il caso di rivedere il film di Redford ).
      Prima che sia troppo tardi occorre sterzare a 360° la rotta, occorrere ridare speranza ai giovani di ” buona volontà ” ( non molti ma ci sono – ho due figli ingegneri che stanno portando in alto il nome dell’Italia – ) che credono nei veri valori ( onestà, meritocrazia – quella delle capacità e non delle misure – ).
      Quanto al Belusconismo, come asserisce Lei, l’unico modo per decretarne la fine, prima che sia troppo tardi, è quello di ristabilire le regole ed i valori che connotano ogni civile convivenza, allo stato, calpestati in maniera costante e vergognosa.
      E comunque sappia che noi non chiniamo la testa e vi seguiremo in tutte le iniziative che riterrete di mettere in atto, personalmente mi dichiaro a disposizione.

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