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“Rapporti tra UE e Iraq: si apre una nuova fase in tema di tutela dei diritti umani e sviluppo”

“Con questo Accordo di partenariato e di cooperazione si entra in una nuova fase delle relazioni bilaterali tra UE e Iraq, in ambito politico, commerciale e di cooperazione allo sviluppo, dopo la nascita del nuovo Governo e del Parlamento irakeno e l’adozione della nuova Costituzione a seguito delle elezioni del 2010″.

E’ quanto ha dichiarato l’europarlamentare Silvia Costa, vice presidente della Delegazione per i rapporti con l’Iraq, oggi durante la sessione plenaria di Strasburgo, richiamando anche le gravi preoccupazioni per le esecuzioni capitali in aumento, le persecuzioni delle minoranze in particolare quelle cristiane (100 mila cristiani costretti all’esilio), l’uso della tortura per estorcere confessioni e la concentrazione dei poteri nelle mani del primo ministro Nuri al-Maliki dei Ministeri degli Interni, della Difesa e del Consiglio della Sicurezza nazionale.

“Questo storico Accordo pone le basi per un dialogo rafforzato, a livello politico, su questioni come la pace, la politica estera, la sicurezza, la riconciliazione nazionale, lo Stato di diritto, i diritti umani, la stabilità, grazie ad un Consiglio di cooperazione, un Comitato e una Commissione di cooperazione parlamentare che rafforzerà il dialogo istituzionale – ha aggiunto l’eurodeputata. Per garantire la riconciliazione nazionale e lo sviluppo dell’Iraq sono essenziali infatti: una moratoria in vista dell’abolizione della pena di morte, l’adesione allo Statuto della Corte penale internazionale, alla Convenzione sui diritti umani e al WTO (World Trade Organization), nonché il sostegno a risolvere le emergenze umanitarie del popolo irakeno, considerando il milione e mezzo di profughi”.

“Come Gruppo S&D abbiamo in particolare chiesto la revisione della costituzione e del codice penale per garantire parità tra uomini e donne, sostegno alle ONG nella lotta al traffico e alle violenze, leggi contro il lavoro e la prostituzione minorile. Sul piano della cooperazione inoltre – ha concluso l’europarlamentare – dobbiamo vigilare che le ricchezze provenienti dal petrolio siano distribuite per ridurre la povertà e per garantire alla popolazione istruzione, occupazione e accesso alle cure mediche”.


 

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