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Rai, un nuovo corso per la rappresentazione delle donne

E’ finalmente entrato in vigore il nuovo contratto di servizio pubblico Rai 2010-2012. Non si può che esprimere grande soddisfazione, poichè il nuovo contratto contiene gli emendamenti per i quali ci siamo battuti, e cioè quelli contenuti nell’Appello Donne e Media avviato nel novembre 2009 per migliorare la rappresentazione delle donne in tv, sia quelli proposti da noi deputati del PD al Parlamento europeo affinchè l’informazione sull’Europa e sulle istituzioni Europee divenisse parte integrante del nuovo contratto di servizio.

Si sono conclusi positivamente i lavori del seminario che si è svolto in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, presso il parlamentino del Ministero dello Sviluppo Economico. Promossa dal Comitato Unico di Garanzia del Ministero stesso, dall’Appello Donne e Media e da RAI, l’iniziativa ha posto al centro del dibattito le profonde innovazioni al contratto di servizio pubblico che l’Appello Donne e Media ha proposto per una rappresentazione plurale e non stereotipata della realtà femminile, prevedendo anche una specifica azione di contrasto alla violenza sulle donne.

L’Appello Donne e Media, il piano di riforme avviato da Gabriella Cims dal novembre 2009 per migliorare la rappresentazione delle donne nelle tivù e negli altri mezzi di comunicazione, si sta concretizzando anche grazie all’ampia mobilitazione di migliaia di persone e delle istituzioni, in primis del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,  che ne ha sostenuto le finalità. Il primo obiettivo è oggi una realtà con la riforma del contratto di servizio, la carta che sancisce i doveri della tivù pubblica nei confronti dei contribuenti.

L’azienda RAI ha avuto un ruolo fondamentale nel recepire i tredici emendamenti proposti dall’Appello che sanciscono altrettanti impegni ora in vigore, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 27 giugno scorso. Il servizio pubblico lancia così la sua sfida per “avviare un nuovo corso” dell’immagine femminile. La svolta sull’offerta prevede limpegno a programmare “trasmissioni idonee a comunicare al pubblico una più completa e realistica rappresentazione del ruolo che le donne svolgono nella vita sociale, culturale, economica del Paese, nelle istituzioni e nella famiglia…”. Per contribuire a contrastare la dilagante violenza sulle donne, il gruppo dirigente Rai ha impegnato l’azienda a “collaborare con le istituzioni realizzando …  specifici programmi”.

A conclusione di un partecipato dibattito, sono emerse le proposte concrete che le parti intendono mettere in campo per  dar seguito agli impegni presi. In primis, la convocazione di un tavolo congiunto permanente per avviare l’analisi dei dati dell’azienda pubblica radiotelevisiva, in relazione al lavoro femminile, alla partecipazione nella governance, alle retribuzioni. In una seconda fase, l’elaborazione di proposte tese alle formazione dei giornalisti e degli autori, per un’informazione ed una produzione di contenuti del servizio pubblico attenti alla prospettiva di genere.

Adesso partirà in tempi stretti il progetto pilota per la formazione dei giornalisti.

Le rappresentanze degli organismi sottoscrittori dell’Appello hanno altresì concordato il testo di una lettera indirizzata a Lorenza Lei, direttore generale Rai, per chiedere nuovi spazi nei programmi, sottolineare l’esigenza di una struttura ad hoc nonché una specifica rappresentanza nel Cda dell’azienda. Sono queste le “premesse indispensabili per avviare quel nuovo corso che il contratto di servizio da oggi sancisce tra i doveri della tivù pubblica”.

I lavori della giornata, coordinati dalla promotrice dell’Appello Donne e Media, Gabriella Cims, si sono aperti con il saluto del Capo di Gabinetto del Ministero del Sviluppo Economico, Mario Torsello, che a nome del Ministro, Corrado Passera, ha dichiarato l’impegno a sostenere gli obiettivi al cento del dibattito. Sono intervenuti i rappresentanti delle organizzazioni firmatarie dell’Appello. Mirella Ferlazzo, Presidente del Comitato Unico di Garanzia del Ministero medesimo; Roberto Rao, Parlamentare della  Commissione di Vigilanza; Mariella Zezza, Assessora al Lavoro e Formazione Regione Lazio, con delega alle pari opportunità; Maria Pia Ammirati, Presidente della Commissione Pari Opportunità RAI; Raffaele Barberio, Direttore Key4biz.it e autore della campagna web a sostegno dell’appello. Sono inoltre intervenute le rappresentanze degli organismi di parità della Pubblica Amministrazione e del settore privato, del mondo universitario e della ricerca scientifica, del giornalismo, della magistratura, dell’avvocatura, dell’economia, del settore bancario, dell’imprenditoria. Organizzazioni Internazionali quali –tra le altre – Fidapa-BPW, AIDDA, Zonta.

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