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Premio Lux, il film italiano “Miele” di Valeria Golino fra i tre finalisti

premio luxIl film “Miele” diretto dall’attrice e regista italiana Valeria Golino e frutto di una produzione italo-francese è tra i tre finalisti del Premio Lux del Parlamento europeo, insieme al belga The Broken Circle Breakdown di Felix van Groeningen e all’inglese The Selfish Giant di Clio Barnard.

 

Ad annunciarlo il 23 luglio a Roma sono stati il vicepresidente del Parlamento europeo Gianni Pittella e l’eurodeputata Silvia Costa, membro della Commissione parlamentare cultura, nel corso della presentazione della 10ª edizione delle Giornate degli Autori.

 

Il film, tratto liberamente dal romanzo “A nome tuo” di Mauro Covacich – pubblicato sotto pseudonimo nel 2009 con il titolo “Vi perdono” – dal primo maggio sta facendo il tour delle sale cinematografiche italiane. La pellicola racconta la storia della giovane Irene/Miele, che aiuta i malati terminali con il suicidio assistito. Un giorno però a chiederle la morte è un giovane uomo sano, per quanto avanti negli anni, semplicemente stanco di vivere. Questo evento non rientra nel codice di Miele e ne spezza la routine: “Io aiuto i malati, non sono un sicario”, dirà a Grimaldi, con il quale instaurerà un difficile ma intenso rapporto. Commentando il film con il quotidiano La Repubblica la regista ha dichiarato: “Volevo fare un film che parlasse della vita attraverso la morte.”

 

Valeria Golino nel suo primo lungometraggio ha deciso di affrontare un tema spinoso e molto discusso in Italia, dove ancora non esiste una legge in materia ma solo una normativa che risale al 1993 e che si limita a prescrivere le procedure da seguire in caso di accertata morte cerebrale. Secondo il giornale Il Fatto Quotidiano, solo quest’anno sono almeno una trentina gli italiani che hanno fatto ricorso a tale pratica recandosi in Svizzera, dove la morte “dolce” è legalmente praticata.

 

Dopo il caso di Eluana Englaro che nel 2009 aveva acceso la discussione scuotendo il Paese, continuano in Italia i dibattiti a corrente alternata e in modo non costruttivo. “L’argomento – ha detto la regista durante la conferenza stampa di presentazione del film – è un tabù più per le Istituzioni e la politica che per la gente comune. Questo è un film che si pone delle domande: non ho voluto prendere posizioni definitive ma lasciare la questione molto aperta, pur pensando fermamente che ogni essere umano abbia il diritto di decidere del proprio corpo, della propria vita e di come terminarla”.

 

Riccardo Scamarcio – uno dei produttori – ha commentato: “Siamo arrivati a Cannes seguendo la nostra idea di cinema, fare film dal respiro europeo, che parlino di temi universali”. E questa scommessa ha evidentemente pagato perché Valeria Golino si è già aggiudicata la menzione speciale della Giuria Ecumenica come esordiente alla regia al Festival di Cannes 2013, dove il film è stato presentato nella sezione Un certain regard, e il Nastro d’argento*, vinto anche da Jasmine Trinca come migliore attrice protagonista. Al film è stato inoltre assegnato il Globo d’oro** come migliore opera prima; lo stesso premio è andato alla Trinca come migliore attrice.

 

I tre film finalisti, sottotitolati in 24 lingue ufficiali dell’Ue, saranno proiettati nei 28 Stati membri durante la seconda edizione dei LUX Film Days, da metà ottobre a dicembre 2013. I 766 membri del Parlamento europeo potranno votare il proprio film preferito tra il 25 novembre e il 6 dicembre. L’11 dicembre il vincitore del Premio LUX sarà annunciato e premiato nel corso di una seduta solenne a Strasburgo, alla presenza dei registi e dei produttori.

* Riconoscimento cinematografico italiano assegnato annualmente dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici italiani;

** Premio cinematografico italiano assegnato ogni anno dai giornalisti della stampa estera accreditata in Italia.

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