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Povertà, Silvia Costa (PD): Con il voto del Parlamento europeo sul Fondo sociale europeo Plus, noi S&D abbiamo fatto fare un passo avanti importante per istituire la Garanzia europea dei bambini

“Nell’ultima  plenaria, a Strasburgo, abbiamo approvato  il  nuovo  Regolamento  del  Fondo Sociale Europeo plus 2021/27 con un budget di 120 miliardi di euro, che cofinanzia azioni e servizi anche innovativi per la prevenzione e la lotta alla povertà e all’esclusione sociale e politiche attive di inclusione lavorativa”.

Lo ha dichiarato Silvia Costa, co-presidente dell’Intergruppo parlamentare contro la povertà, presentando, a Bruxelles,  il “Poverty watch. The reality of poverty and social exclusion in the eu” ovvero “Rapporto sulla realtà della povertà e l’eslusione sociale nella UE”,  realizzato dalla rete europea anti povertà EAPN, che metterà a fuoco in particolare quattro Paesi: Italia, Spagna, Lituania e Finlandia. Per l’Italia il Rapporto è stato redatto dal CILAP, il collegamento italiano di lotta alla povertà e presentato da Letizia Cesarini Sforza.

“La nuova programmazione del fondo sociale – prosegue Silvia Costa – tiene conto della novità del Pilastro sociale approvato a Gotheborg nel 2017, e quindi prevede la conferma dell’importante  conferma del FEAD, il  Fondo di aiuti europei agli indigenti, in collaborazione con organismi come il Banco alimentare e l’associazionismo nazionale e locale. Una grande novità voluta dal gruppo S&D è  l’Istituzione della Garanzia per i bambini, di 5,9  miliardi di dotazione, a tutela di standard europei di diritti e prestazioni per affrontare gli aspetti multidimensionali della povertà infantile: una misura particolarmente urgente se pensiamo che ad esempio a Roma un bambino ogni 10 vive al di sotto della soglia di povertà. Nel nuovo Fondo sociale europeo, la proposta del gruppo S&D di istituire una garanzia europea per i minori è finalmente diventata una realtà. I numeri riguardanti la povertà infantile sono davvero scioccanti, con una percentuale di circa il 25% nell’UE, ovvero uno su quattro. La povertà infantile è un problema in aumento in molti paesi, incluso il mio. La fine della povertà infantile è il primo e più importante passo verso la riduzione delle disuguaglianze.

Un’altra azione particolarmente significativa che viene confermata è il Programma europeo di sostegno al Microcredito. Il gruppo S&D è quindi  riuscito ad aumentare il bilancio dedicato ai giovani, all’inclusione sociale, ai più poveri e al rafforzamento delle capacità delle parti sociali e delle organizzazioni della società civile.

Emerge, inoltre, una situazione particolarmente grave  in Italia con 28,9% di popolazione a rischio povertà a fronte del 22.5 % della Ue, mentre dagli ultimi dati della Caritas diocesana – prosegue l’europarlamentare – ad esempio sulla città di Roma, dove ci sono 14 mila senza tetto, si evidenzia che l’esiguità di risorse pubbliche destinate alla presa in carico delle persone in stato di grave povertà ha prodotto nel corso degli anni un sistema sbilanciato su misure emergenziali e discontinue, che oltre ad avere ricadute negative sull’organizzazione dei servizi, tende a riprodurre le condizioni di esclusione e ad alimentare l’assistenzialismo. Anche i migranti vivono sulla propria pelle molteplici povertà: senza casa, senza lavoro – o utilizzati come lavoro sottopagato e sfruttato, spesso esclusi, con molti di loro che non parlano italiano e quindi non riescono a integrarsi, con gravi difficoltà ad accedere all’istruzione e ai servizi di base. Siamo molto allarmati – conclude Silvia Costa – per i dati e crediamo in un’azione concreta ed efficace perché l’UE possa giocare un ruolo determinante nei contesti in maggiore sofferenza. Noi proponiamo anche una misura per i poor workers, con una Direttiva europea che impegni tutti gli stati membri a garantire a tutti i lavoratori  un salario minimo adeguato. L’impegno principale della lotta contro la povertà è però nelle mani degli Stati membri e moltissimo resta da fare in Italia, come, per esempio: introdurre un quadro normativo nazionale per il salario minimo e il reddito minimo, incorporato nei sistemi di welfare locale e supportato da una riforma fiscale basata sulla tassazione progressiva della ricchezza; armonizzare le politiche e misure sociali su tutto il territorio, assicurando a tutti gli stessi diritti”.

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