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Politiche “più giovani”, formazione, impresa e incentivi per uscire dal paradosso europeo

L’eurodeputata PD/S&D Silvia Costa interviene nel dibattito sulle strategie per i giovani nella sessione plenaria del Parlamento Europeo: «Sfida che non possiamo mancare»
Strasburgo, 10 settembre 2013 – «Dal Dopoguerra a questa parte in Europa ci sono meno giovani e più disoccupazione». Così sintetizza il ‘paradosso europeo’  Silvia Costa (PD) durante il dibattito congiunto sulle politiche per i giovani nella sessione plenaria di Strasburgo. In discussione due rapporti di iniziativa dedicati all’implementazione della Strategia per i Giovani 2010-2012 e alla disoccupazione giovanile.«Nell’Unione, la popolazione sotto i 25 anni si riduce e il tasso di disoccupazione cresce: segno che  dobbiamo rispondere predisponendo politiche mirate ai giovani, come la Garanzia per i giovani ed Erasmus Plus, ma soprattutto – rilancia Costa – attivando politiche “più giovani” ovvero innovative, fondate sull´ampliamento delle competenze, l´uso delle nuove tecnologie, e su un nuovo impulso alla cultura, al turismo e allo sviluppo dei territori e dell´ambiente e estendendo il più possibile l’accesso alle opportunità offerte dalla nuova programmazione europea».

«Il  13,2% di  giovani europei sotto i 24 anni che non studia ne lavora e  i quasi 6 milioni di giovani disoccupati in Europa – dichiara l’eurodeputata PD – testimoniano la necessità di ripartire dall’istruzione e dalla formazione professionale e tecnica di qualità, e non certo dal disinvestimento che ha interessato il settore in molti Stati Membri negli ultimi anni. È necessario agire per ridurre il mismatching professionale attraverso l’allineamento dei curricula con i 2 milioni di posti di lavoro vacanti in Europa, ripartire dal completamento del sistema EQF per la  certificazione delle qualifiche e crediti formativi e garantire il sostegno, anche da parte del FSE, a fondi di garanzia e incentivi alle imprese di giovani»– afferma Silvia Costa.

«Vanno incrementate le borse destinate ai giovani ricercatori, sostenuti i programmi che favoriscono la mobilità  europea. Per raccogliere e vincere la sfida che abbiamo di fronte – dice Silvia Costa – occorre studiare e promuovere il contributo dei social networks alla nuova  occupazione autonoma  e supportare  il ruolo delle organizzazioni e reti giovanili per incrementare l’orientamento, la partecipazione attiva e la piena cittadinanza europea dei giovani. È questo la direzione tracciata dai testi sui quali ci confrontiamo oggi – conclude l’europarlamentare – e il senso di una sfida che per il futuro delle giovani generazioni europee non possiamo permetterci di mancare».
 

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