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Politiche culturali europee, le priorità della presidenza spagnola

0601_Le_Parlement_europeen_Strasbourg4_HiNell’ambito delle audizioni dei Ministri nelle Commissioni parlamentari sulle priorità del semestre di presidenza spagnola, è stato molto interessante e condivisibile il programma illustrato dalla Ministra della Cultura del Governo Zapatero, Angeles Gonzalez Sinde.

Le priorità indicate alla Commissione Cultura, Istruzione e Giovani per questo settore nel corso del semestre in materia di cultura sono, a mio avviso, certamente ambiziose ma molto centrate, e assolutamente in linea con le proposte da me avanzate sia in sede di gruppo S&D che in Commissione. Le linee di azione annunciate dal ministro Gonzales Sinde pongono, infatti, la cultura al cuore del progetto europeo anche nel tentativo di dare una risposta sostenibile alla crisi economica mondiale e, allo stesso tempo, all’affermazione dei nostri valori democratici. Basti pensare che gli unici consumi che in Italia e in Europa hanno subito una minore contrazione o registrano addirittura un incremento sono quelli relativi ai prodotti o ai servizi culturali.

Non si può che condividere un programma finalizzato all’accelerazione del miglioramento della situazione economica, alla creazione di occupazione e al rafforzamento del progetto europeo di cittadinanza. Le tre priorità, che rientrano, a mio avviso, in un buon e chiaro disegno strategico, indicate dalla presidenza spagnola dell’Unione Europea per la cultura sono: 1) Approfittare del potenziale culturale con un occhio di riguardo allo sviluppo regionale locale e alla promozione del turismo culturale che – lo ricordiamo – è una competenza rafforzata dal Trattato di Lisbona. 2) Il consolidamento della cultura come fattore di dialogo, di sviluppo economico e di coesione sociale. 3) Lo sviluppo e la diffusione della culturale e dell’industria digitale.

Nel confronto che è seguito in Commissione, ho posto l’accento su due questioni che ritengo possano e debbano essere sviluppate, sia nel corso della Presidenza spagnola, che all’interno delle politiche dell’Ue. Per prima cosa la promozione e la sinergia attiva, in sede comunitaria, del programma, lanciato nel 1987 dal Consiglio d’Europa, degli Itinerari culturali. Il Cammino di Santiago, come la Via Francigena, che attraversa anche ben sette regioni italiane, dovrebbero rientrare in un programma specifico di sostegno dell’Unione europea. Gli Itinerari culturali europei, ben 24 oltre ai siti specifici, devono sempre più porsi come assi di sviluppo “glocal”, all’ incrocio fra sviluppo del turismo, della mobilità, della cultura, e dell’interculturalità oltre che una miniera per la valorizzazione dei territori e delle comunità attraversate dai percorsi che rappresentano opportunità strategiche di sviluppo locale integrato.

Nel caso della via Francigena, che va da Cambridge a Roma, passando in Italia per sette Regioni italiane e 150 Comuni (oltre 250 in Europa), e con la prospettiva di uno sviluppo verso Sud fino a Gerusalemme – sono già fortemente impegnate le Regioni, tra le quali in particolare la Toscana e il Lazio, è attiva la Fondazione europea delle vie Francigene, istituita dal sindaco di Salsomaggiore Massimo Tedeschi, che riunisce già 92 Comuni, in collaborazione con il Consiglio d’Europa, con l’istituto realizzato ad hoc dal Governo del Lussemburgo e, in Italia, con il Comitato di coordinamento presso il Ministero dei Beni culturali.

In merito allo sviluppo e alla diffusione della cultura digitale ho posto alla Ministra la questione della digitalizzazione delle sale cinematografiche. Allo stato attuale, infatti, la Commissione Europea ha concesso ad alcuni Paesi, fra cui l’Italia, una deroga di un anno rispetto agli aiuti di Stato, per permettere ai governi di sostenere la digitalizzazione delle sale cinematografiche. Ho proposto che la presidenza spagnola si impegni a chiedere di considerare questo settore fuori dal divieto di aiuti di Stato alle imprese, in considerazione della sua natura strategica nella valorizzazione del patrimonio culturale, al fine di rendere maggiormente competitivo il sistema europeo della distribuzione e dell’esercizio cinematografico.

Silvia Costa

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