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Plenaria di settembre, ecco le decisioni prese dal Parlamento

La crisi dell’euro, la regolamentazione dell’estrazione offshore di greggio e di gas, la trasparenza del mercato energetico. Ecco i principali argomenti che sono stati discussi durante la prima sessione plenaria a Strasburgo – 12-15 settembre – dopo la pausa estiva. I deputati hanno inoltre richiesto un maggiore sostegno alle donne imprenditrici. E il Presidente polacco Komorowski ha invitato alla coesione dell’Europa come risposta alla crisi.

Materie prime: una strategia efficace per l’Europa. Il 13 settembre è stato votato il rapporto di Reinhard Bütikofer (Verdi-EFA, Germania) per promuovere una strategia efficace nell’utilizzo delle risorse e del loro riciclaggio. Le priorità del Parlamento: lo sviluppo sostenibile, un’industria europea competitiva e una solida riserva di materie prime.
Un maggiore sostegno alle donne imprenditrici e per il reinserimento delle over 50 nel mercato del lavoro. Il Parlamento ha adottato martedì una risoluzione per accordare un aiuto finanziario ed educativo alle donne che creano e guidano piccole e medie imprese. Inoltre, il Parlamento ha previsto delle misure per facilitare le donne sopra i 50 anni a continuare a lavorare o a ritornare al lavoro. Gli Stati membri dovrebbero includere le donne più anziane in progetti di apprendimento durante tutta la vita professionale e sostenere programmi più flessibili di riqualificazione.
Nuove regole sull’estrazione offshore di greggio e di gas. A seguito del disastro ambientale della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon nel Golfo del Messico lo scorso anno, il Parlamento ha adottato una relazione martedì che regola l’estrazione di greggio e di gas offshore. Il rapporto prevede degli standard di sicurezza ben precisi per la protezione dell’ambiente. La relazione dovrà essere approvata dalle autorità nazionali.
Prodotti a duplice uso. Martedì i parlamentari hanno approvato la relazione del portoghese Vital Moreira (S&D) riguardante il regime comunitario di controllo delle esportazioni, trasferimento, intermediazione e transito dei prodotti a duplice uso: per esempio la merce impiegata a scopi civili e militari. L’intenzione è quella di forzare la Commissione e gli Stati membri a costituire un sistema sicuro per la raccolta, la trasmissione e la conservazione delle notifiche.
Trasparenza del mercato energetico. I consumatori europei non dovrebbero più pagare prezzi irragionevoli per il consumo dell’energia. Ecco perché i membri del Parlamento hanno adottato mercoledì nuove regole per prevenire gli abusi nel commercio dell’energia all’ingrosso. È infatti previsto il monitoraggio indipendente del commercio energetico in tutta l’Unione europea.
La crisi dell’euro. La crisi economica continua a preoccupare i leader europei. Mentre il Presidente della Commissione José Manuel Barroso ha avanzato delle proposte sugli eurobond, il Ministro delle Finanze polacco ha ricordato che “se l’eurozona si disgrega, l’Unione europea non sopravvivrà a lungo”. A questo proposito due parlamentari responsabili della politica economica – negoziata col Consiglio-, hanno chattato giovedì con i fans di Facebook del Parlamento.
La battaglia per il budget 2012. Mercoledì mattina il Consiglio ha presentato al Parlamento la sua proposta per il budget dell’Unione europea nel 2012. Il Sottosegretario di stato polacco Jacek Dominik ha fatto notare che la posizione del Consiglio ha ottenuto una scarsa maggioranza considerando che alcuni Stati membri non desiderano un aumento del budget. Il Consiglio propone una crescita del budget pari al 2,9% per gli impegni di spesa e del 2,02% per i pagamenti rispetto al 2011. La Commissione invece, ha proposto rispettivamente il 3,7% e il 4,9%. Il Parlamento voterà il 26 ottobre.
Cartellino rosso alla corruzione. I parlamentari e la Commissione desiderano combattere la corruzione. Una lotta che costa all’Unione europea ben 120 miliardi di euro all’anno. I deputati denunciano la mancanza di volontà politica degli Stati membri. Durante il dibattito di mercoledì è stato chiesto al Consiglio e alla Commissione di spiegare quali sono le misure prese per assicurare l’impegno degli Stati membri. In una risoluzione adottata giovedì, il Parlamento chiede anche l’attuazione e il rafforzamento della legislazione già esistente, una migliore cooperazione, la lotta contro le società fittizie e il miglioramento della protezione degli informatori.
Siria e Libia. Dopo una lunga e difficile estate nei paesi arabi del Mediterraneo, i parlamentari hanno condannato l’escalation delle violenze in Siria e le continue violazioni dei diritti umani. Nella risoluzione approvata giovedì, i deputati hanno chiesto le dimissioni di Bashar al-Assad. Il Presidente Jerzy Buzek ha aggiunto: “Non possiamo permettere che il regime siriano continui ad uccidere il suo popolo. Spero che l’opposizione in Siria si unisca e offra un’alternativa credibile per una transizione politica”. In un’altra risoluzione – sempre approvata giovedì – si fa appello al Consiglio nazionale di transazione della Libia per l’amministrazione delle sue risorse per il bene di tutti i cittadini libici. I deputati si sono anche congratulati con il popolo libico per il coraggio dimostrato. Hanno inoltre applaudito la caduta del vecchio regime autocratico di Gheddafi dopo ben 42 anni.
Il Presidente polacco chiede più Europa. Indirizzandosi al Parlamento martedì, il Presidente polacco Bronisław Komorowski ha sottolineato la necessità di un’Europa compatta per affrontare la crisi economica, per difendere l’euro e il mercato comune. In occasione della presidenza polacca del Consiglio europeo, Komorowski ha fatto riferimento allo slogan del semestre “Più Europa” come risposta all’instabilità dei mercati.
Il parlamento chiede il rilascio immediato di Dawit Isaak, giornalista eritreo-svedese. Nel dibattito di giovedì sui diritti umani, i parlamentari hanno denunciato le difficili condizioni in cui sta vivendo ormai da troppo tempo - dieci anni il 23 settembre – Dawit Isaak. Il giornalista eritreo-svedese è rinchiuso in una prigione eritrea senza una reale accusa, un processo o un’udienza legale. In una risoluzione il Parlamento chiede il rilascio immediato del giornalista.

 

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