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Più fondi europei al volontariato

L’UE dovrebbe portare da 6 a 10 milioni di euro il suo sostegno alle attività di volontariato, nel quadro delle azioni da svolgere per l’Anno europeo 2011 per il volontariato e la cittadinanza attiva. E’ quanto chiede il Parlamento riguardo al programma teso a favorire scambio di buone prassi, studi, ricerche e campagne d’informazione a livello UE, nazionale e regionale. Suggerisce poi di creare una rete delle associazioni attive in tale settore e di riconoscere le competenze dei volontari.

Approvando con 551 voti favorevoli, 19 contrari e 10 astensioni la relazione di Marco Scurria (PPE), il Parlamento sottolinea che il volontariato “favorisce e incoraggia il partenariato e la cittadinanza attiva, che traducono in maniera concreta i valori europei quali la solidarietà e la non discriminazione” e le sue attività hanno “il potenziale per contribuire alla crescita personale e al benessere delle persone e allo sviluppo armonioso delle società europee in termini di solidarietà, inclusione sociale e prosperità”. Oltre a ciò, è precisato, “il volontariato presenta anche un valore economico e fornisce un contributo importante all’economia”.

L’obiettivo generale dell’Anno europeo è quello di incoraggiare e sostenere – in particolare attraverso lo scambio di esperienze e di buone pratiche e la promozione di approcci innovativi e la valutazione di esperienze – gli sforzi dell’Unione europea, degli Stati membri e delle autorità locali e regionali “per creare, per la società civile, condizioni favorevoli al volontariato nell’Unione europea e conferire maggiore visibilità alle attività di volontariato nella stessa, evidenziandone altresì l’importanza”.

I deputati rilevano inoltre che l’Unione europea “ha un ruolo importante da svolgere al fine di promuovere, sviluppare e sostenere le attività di volontariato in tutto il suo territorio”, nel rispetto delle diverse forme esistenti all’interno dei singoli Stati membri. Ritengono perciò insufficiente la dotazione finanziaria inizialmente prevista per quest’anno – 6 milioni di euro, esclusi i 2 milioni necessari per le azioni preparatorie nel 2010 – e chiedono di aumentarla fino a 10 milioni di euro. Il Consiglio, che ha l’ultima parola su in materia, ha già indicato che potrebbe accettare un importo di 8 milioni.

Sostenere il volontariato, ma senza sostituire le attività retribuite

Il Parlamento sottolinea la necessità di garantire “un sostegno efficace e attuare misure a favore delle attività di volontariato per permettere ad un maggior numero di persone di parteciparvi”. È dunque importante sostenere l’apprendimento e lo scambio di buone pratiche a livello comunitario, nazionale, regionale e locale, “anche istituendo sistemi efficienti di cooperazione e collegamento in rete tra le associazioni di volontari, e in particolare mediante la creazione di un portale web”.

D’altro canto, i deputati rilevano che il volontariato e le relative attività “non possono sostituirsi al lavoro retribuito, sebbene le spese che sostengono i volontari debbano essere adeguatamente rimborsate”. Inoltre “non devono essere utilizzate per far fronte a necessità fondamentali che sono normalmente soddisfatte dai servizi sociali, né per sostituire l’azione delle autorità pubbliche”. Tali attività, precisa un emendamento, apportano piuttosto “un valore aggiunto alla società in virtù delle loro finalità sociali e culturali”.

 

Riconoscere le competenze acquisite

Secondo il Parlamento, l’Anno europeo del volontariato “dovrebbe offrire l’occasione per incoraggiare gli Stati membri a garantire certezza legale ai volontari per quanto riguarda il loro status giuridico”. Anche perché, a livello europeo, “non è stato a tutt’oggi formalmente riconosciuto il lavoro di coloro che svolgono volontariato nel loro tempo libero”. A suo parere, inoltre, il riconoscimento del volontariato come un’attività che permette di acquisire competenze e capacità, per esempio tramite il certificato YOUTHPASS associato a EUROPASS, “farà sì che il volontariato non sia considerato un’alternativa alla formazione ufficiale ma un suo complemento, favorendo altresì la mobilità dei volontari”.

I deputati sostengono la necessità di promuovere incentivi appropriati per privati, imprese e organizzazioni che formano e sostengono i volontari – “tra cui un’adeguata copertura dei volontari in materia di salute e sicurezza sotto forma di assicurazione antinfortunistica e responsabilità civile durante l’esercizio delle attività”. Ritengono infatti che “a ciascun individuo dovrebbe essere permesso di svolgere attività di volontariato”. In tale contesto, per favorire lo sviluppo e la partecipazione individuali, i richiedenti asilo, i rifugiati e gli immigrati regolari “dovrebbero essere autorizzati, in misura sempre maggiore, a svolgere un ruolo nelle attività di volontariato, in particolare quando non possono svolgere un’occupazione”.

Ecco il testo della Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 26 novembre 2009 sulla proposta di decisione del Consiglio relativa all’Anno europeo del volontariato (2011)

28 novembre 2009

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    1 commento for “Più fondi europei al volontariato”

    1. Rosa scrive:

      Interessante!!!

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