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Piattaforma europea contro la povertà approvata a Strasburgo

E’ stato approvato a larga maggioranza il rapporto che integra una delle priorità politiche principali del nostro gruppo e che si concentra sulla lotta alla povertà, le iniziative legislative e sociali da intraprendere e la costruzione di una base comune per un reddito minimo garantito a livello europeo. Il rapporto riprende tutta una serie di proposte dal parere CULT (di cui sono stata relatrice, mentre Andrea Cozzolino ha curato il parere in commissione BUDG).

La Piattaforma europea contro la povertà è una delle sette iniziative faro, punto centrale nella strategia Europa 2020, come base di un impegno comune degli Stati membri, istituzioni europee e soggetti interessati, e fornirà un quadro d’azione per garantire coesione sociale e territoriale.

La Piattaforma prevede di:

  • Coordinare interventi innovativi sulla protezione sociale da accompagnare con politiche sociali nei settori dell’istruzione, l’assistenza sociale, gli alloggi, la sanità;

 

  • Potenziare l’istruzione prescolare per evitare la trasmissione della povertà da una generazione all’altra;

 

  • Investire in educazione ed assistenza sin dalla prima infanzia per offrire prospettive migliori. (Il parametro di riferimento del 95% è stato sottoscritto dai paesi membri per la partecipazione dei bambini fra i 4 anni e l’inizio dell’istruzione obbligatoria ai servizi di educazione e di assistenza alla prima infanzia);

 

  • Prospettiva di riduzione dell’abbandono scolastico, come obiettivo principale di Europa 2020 ameno del 10% entro il 2020;

 

  • Diffondere un uso accessibile delle TIC per fornire servizi on line alle persone svantaggiate: ruolo centrale dell’istruzione per contenere il divario digitale;

 

  • Integrare la lotta alla povertà nella dimensione esterna delle politiche UE, particolarmente delle politiche sociali e dell’occupazione;

 

  • Riesaminare gli strumenti finanziari dell’UE, ossia il FSE, il FESR, ma anche il fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (rischio di povertà nelle zone rurali é doppio a quello nelle zone urbani).

 

  • Sviluppare un approccio di partenariato, per coinvolgere tutte le parti e gli attori interessati: autorità nazionali, regionali, locali, parti sociali, ONG, sfruttando il potenziale dell’economia sociale come volontariato, fondazioni e imprese sociali.

La Commissione insieme alle altre istituzioni UE parteciperà al convegno annuale della piattaforma con tutti i soggetti interessati facendo il punto sui progressi compiuti, per verificare l’attuazione delle attività previste e dare suggerimenti per azioni future. Il rapporto del Parlamento Europeo chiede inoltre alla Commissione europea di avviare un’azione più forte sul reddito minimo tramite consultazione sulla possibilità di un’iniziativa legislativa.

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