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Pedofilia e sfruttamento dei minori, è necessaria una legge europea

minori violenzaUna Direttiva europea per combattere gli abusi, lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pornografia infantile: è quanto chiede il Parlamento europeo, appoggiando una proposta della Commissione, che prevede sanzioni più dure per i reati legati alla pedofilia e un controllo più restrittivo su internet. La procedura legislativa sarà curata da Roberta Angelilli, vice-presidente del Parlamento. Martedì e mercoledì un’audizione ha fatto luce sugli aspetti salienti della futura legge.

“La nuova Direttiva definirà sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive e intende istituire norme minime per la lotta contro questi crimini orribili”, ha spiegato Roberta Angelilli (PdL, PPE), relatrice per il Parlamento, introducendo l’incontro di martedì 28 e mercoledì 29 settembre, a cui hanno partecipato i deputati della commissione Libertà civili, giustizia e affari interni.

A marzo la Commissione europea ha proposto una Direttiva europea per la lotta contro gli abusi sessuali, lo sfruttamento e la pornografia infantile, che sostituirà una precedente legge del 2004.
L’obiettivo è di rafforzare le sanzioni, criminalizzare attività come il “grooming”, ovvero l’adescamento dei minori su internet e il turismo sessuale, e  migliorare le misure preventive contro i pedofili recidivi che, per esempio, non potranno più ottenere un lavoro a contatto con i bambini in tutti i paesi dell’UE. La Commissione propone inoltre di limitare l’accesso a siti internet a contenuto pedopornografico.

Roberta Angelilli, introducendo il dibattito, ha sottolineato che è essenziale “proteggere le vittime prima, durante e dopo il procedimento penale”, e in particolare “migliorare l’accesso all’assistenza legale per tutelare le giovani vittime nel procedimento penale”, ed evitare “ulteriori traumi nel bambino”.
Utile bloccare l’accesso ai siti?

Una delle proposte più controverse nel testo pubblicato dalla Commissione in marzo riguarda la possibilità di bloccare l’accesso ai siti che mostrano abusi sessuali sui bambini. Sarebbero gli Stati a decidere come disporre il blocco.
Alcuni deputati ritengono che bloccare non sia una vera soluzione, in quanto il sito resta online, e l’accesso viene limitato solo a una parte della popolazione: “Dovremmo chiudere i siti, e basta. Bloccare è inefficace, tagliare l’accesso a internet non è una soluzione e crea precedenti pericolosi in termini di controllo e censura” – ha affermato la social-democratica tedesca Petra Kammerevert, responsabile del rapporto a nome della commissione per la Cultura.

Altri hanno sottolineato che bloccare i siti può essere una soluzione tempestiva ed efficace, anche se “il fine ultimo è di rimuovere questo tipo di siti, ma quando non è possibile, bloccare l’accesso è uno strumento complementare”, ha precisato la conservatrice britannica Marina Yannakoudakis, che dovrà fornire un contributo alla relazione a nome della commissione per i Diritti delle Donne.

80% degli abusi nell’ambiente del bambino

Quella contro la violenza sui minori è una battaglia difficile, perché le vittime sono vulnerabili, e spesso si vergognano o hanno paura di denunciare i loro aggressori, specialmente quando si tratta di persone vicine. Nella maggior parte dei casi, infatti i pedofili appartengono all’ambiente del bambino. Come ha ricordato la parlamentare liberale olandese Sophie In t’Veld, “noi ci concentriamo su internet, ma non dobbiamo dimenticare che l’80% delle violenze ha luogo in famiglia, a scuola, nei club sportivi o nelle chiese”.
Le statistiche sul fenomeno non sono sempre affidabili, ma secondo uno studio della Commissione, le proporzioni sono allarmanti: fra il 10% e il 20% dei bambini in Europa avrebbe subito un qualche abuso sessuale nel corso dell’infanzia.  E, ancora più preoccupante, i dati dicono che il fenomeno è in crescita. I minori ritratti nelle immagini di pedofilia sono sempre più piccoli, e le scene sempre più violente.

A conclusione dell’incontro, Roberta Angelilli ha assicurato che “il Parlamento proporrà strumenti forti per combattere abusi e sfruttamenti. I governi UE, da parte loro, devono impegnarsi a cooperare, e noi dobbiamo seguire le evoluzioni di internet, che cambia di continuo, per poter reagire tempestivamente. I bambini sono il nostro futuro e la società deve proteggerli da ogni minaccia”.
L’onorevole Angelilli intende presentare la sua relazione nei prossimi mesi. Anche il rappresentante del Consiglio ha assicurato che i governi UE cercheranno di esprimere la loro posizione entro la fine dell’anno.

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