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Parità di accesso a beni e servizi nell’Unione Europea: una vera uguaglianza?

silvia strasburgo aprile 201316 aprile 2013 – “Negli ultimi mesi, i premi di assicurazione per le giovani donne in particolare nel settore automobilistico, sono aumentati in Italia dal 6 al 19%. Le donne che pagavano meno perché nella media, più prudenti alla guida, ora si trovano a pagare di più. Rischia di essere questa la conseguenza, almeno nel breve periodo, della sentenza della Corte di Giustizia Europea del 1º marzo 2011 che ha dichiarato discriminatorio a favore delle donne l’articolo 5 della Direttiva comunitaria del 2004 poiché riconosceva agli Stati Membri la possibilità di tener conto del genere nel calcolo di premi e prestazioni assicurative“.

E’ quanto ha dichiarato l’europarlamentare Silvia Costa (PD – Gruppo S&D) in occasione della discussione a Strasburgo della Proposta di Risoluzione approvata oggi in sessione plenaria, sul recepimento e l’applicazione della direttiva 2004 del Consiglio che attua il principio della parità di trattamento tra uomini e donne per quanto riguarda l’accesso a beni e servizi e la loro fornitura.

“La sentenza della Corte di Giustizia dell’UE nella causa Test-Achats è stata assunta di fatto come base per le linee guida della Commissione Europea che nel 2012 ha invitato gli Stati Membri e le compagnie assicurative a calcolare i premi su base individuale e non più statistico-attuariale” – ha aggiunto l’eurodeputata.

“Pur ritenendo il principio condivisibile, anche se ho chiari i problemi e gli oneri applicativi, ritengo che sia necessario da parte della Commissione un attento esame degli effetti della sentenza sull’entità dei premi assicurativi, ma anche sulle  polizze vita/rendite integrative e le assicurazioni mediche private – ha precisato l’europarlamentare. Poiché gli Stati Membri dovranno adeguare le legislazioni nazionali, a nostro giudizio é necessaria una revisione della  Direttiva del 2004, che superi l’attuale incertezza interpretativa delle linee guida”.

“Invito infine la Commissione a presentare quanto prima la Relazione sull’applicazione della Direttiva negli Stati Membri, attesa da due anni, e a realizzare un monitoraggio più attento di tutte le forme di discriminazione nell’accesso ai beni e ai servizi per gli uomini e le donne” – ha concluso Silvia Costa.

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