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“Ordine di protezione europeo, per la sicurezza e la tutela dei cittadini è strumento necessario”

convegno ordine di protezione europeoL’associazione nazionale volontarie Telefono Rosa e l’europarlamentare Silvia Costa hanno presentato a Roma il progetto di direttiva del Consiglio e del Parlamento europeo sull’Ordine di Protezione Europeo, approvato con voto di orientamento dalla Commissione del PE per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni e dalla Commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere. Attualmente la proposta di direttiva è all’esame del trilogo (negoziato a tre tra rappresentanti del Parlamento europeo, della presidenza di turno del Consiglio europeo e della Commissione europea.

Il progetto propone di adottare una direttiva che istituisca l’Ordine di Protezione Europeo (OPE), ovvero il riconoscimento e l’estensione degli ordini di protezione in tutti gli Stati membri dell’UE. Tutti i Paesi dell’UE dispongono infatti, di diverse misure tese a tutelare le vittime di violenza, ma l’efficacia di tali provvedimenti è limitata attualmente al territorio dello Stato che li ha adottati, lasciando purtroppo la vittima priva di protezione nel caso di trasferimento in un altro Paese.

L’obiettivo del progetto è garantire la sicurezza e la tutela da ogni forma di violenza interpersonale, delle vittime di criminalità o di gravi comportamenti che pregiudichino la vita, l’integrità fisica e psichica e la libertà personale. In questo ambito rientrano anche lo stalking e lo sfruttamento sessuale delle donne e dei minori, nonché le diverse forme di criminalità compiute da persone individuate.

Silvia Costa, unico relatore ombra italiana della proposta di direttiva presentata da 12 Stati membri, ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa: “Secondo questo progetto, da me e dal gruppo S&D fortemente sostenuto nelle Commissioni congiunte LIBE/FEMM, le persone sotto ordine di protezione nel loro Paese devono poter beneficiare di misure di protezione anche in caso di spostamento in altri Stati membri. E’ necessario dunque – ha sottolineato l’europarlamentare del PD – creare uno strumento europeo di protezione delle persone, accessibile in tempi certi, con un’adeguata protezione delle vittime in tutte le fasi della procedura e con il diritto all’informazione e all’assistenza legale gratuita e la possibilità di presentare ricorsi. Su questo importante provvedimento che nasce dall’iniziativa del Consiglio dei Ministri e dalla collaborazione con il Parlamento – ha precisato l’europarlamentare – registriamo però l’opposizione della Commissione Europea che contesta l’inadeguata base giuridica nonché la contrarietà di alcuni Stati membri, tra cui la Germania. Per questo il gruppo S&D aveva proposto il riferimento esplicito all’art. 3 del nuovo Trattato europeo che sancisce il diritto di circolare sicuri nello spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia. In questa fase – ha concluso Silvia Costa – è necessario e prezioso dunque, un confronto come questo realizzato oggi in collaborazione con Telefono Rosa, per sensibilizzare l’opinione pubblica e ampliare il dibattito negli gli Stati membri”.

Secondo un’indagine europea, per quanto concerne la violenza di genere, più di 100 mila donne residenti nell’UE beneficiano di una misura di protezione nel loro Paese. Tale dato è stato sottolineato dalla presidente di Telefono Rosa, Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, la quale ha asserito che “la proposta di direttiva sull’estensione dell’Ordine di Protezione a tutta l’Europa è necessaria ed opportuna, specialmente in questo momento in cui si registra un aumento della violenza nei confronti della parte più debole della nostra società.

Silvia Costa, conoscendo le criticità della nostra società e la problematica venuta alla luce in Italia anche dopo le leggi sulla violenza sessuale e lo stalking, sta dando un forte contributo come relatore ombra, all’iter legislativo del provvedimento che ci auguriamo, verrà presto approvato” – ha concluso la presidente.

Al convegno sono intervenuti la senatrice Vittoria Franco, Antonio Bevere, consigliere di Cassazione presso V Sezione Penale della Corte di Cassazione, Fabrizia Panzetti, consigliere politico gruppo S&D Commissione Libertà Civili del Parlamento Europeo, Liliana Ocmin, segretario confederale della Cisl e Donatina Persichetti, presidente Consulta Femminile della Regione Lazio. I lavori sono stati moderati da Irma Conti, cnsigliere Delegato dell’Ordine degli Avvocati.

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