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Oggi a Bruxelles l’anteprima di “UN MONDO NUOVO”, la fiction RAI dedicata ad Altiero Spinelli – Silvia Costa: “Nel progetto di Spinelli la vera Europa dei Popoli”

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“Idee e vita dei padri fondatori siano esempi per le nuove generazioni”. L’intervento di Silvia Costa all’evento che apre la campagna RAI #lamiaeuropa

Bruxelles, 17 novembre 2014 –   “L’Unione Europea, è a un bivio: o rilancia il processo politico e di integrazione che era nel progetto  di Spinelli del 1984 per diventare l’Europa dei popoli e non solo quella dei governi, o fallisce” – lo ha detto oggi la Presidente della Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento Europeo Silvia Costa, che ha ospitato la proiezione in anteprima del film tv RAI dedicato alla vita di Altiero Spinelli, alla presenza della Presidente della RAI Anna Maria Tarantola e del Direttore Generale Luigi Gubitosi.

Introducendo la proiezione, Costa ha ricordato le parole del padre fondatore: “La federazione europea non si propone di colorare in questo o quel modo un potere esistente. E’ la sobria proposta di creare un potere democratico europeo”.

“Ma non possiamo costruire il nostro futuro – ha aggiunto l’eurodeputata – se non conosciamo il passato e le radici del sogno europeo. Questo film ci mostra i primi passi della UE, a partire dagli ideali e dalle azioni di un gruppo di giovani, impegnati a superare totalitarismi e nazionalismi, immaginando un futuro libero, democratico e pacifico per l’Europa”.

Abbiamo fortemente voluto questa fiction e sono particolarmente orgogliosa che prenda il via  simbolicamente da qui, oggi,  la campagna RAI #lamiaeuropa. Sappiamo che i media e in particolare i servizi pubblici  – ha dichiarato Costa – svolgono un ruolo cruciale per la conoscenza e la comunicazione del progetto europeo e sono fondamentali per  avvicinare i cittadini alla UE, anche attraverso la conoscenza di passaggi storici e protagonisti così importanti  come Spinelli”.

L’Unione Europea è un progetto che ha coinvolto tre generazioni di giovani: i padri fondatori che l’hanno concepita, i giovani del Dopoguerra che hanno vissuto i primi passi della Comunità e la riunificazione seguita alla caduta del Muro di Berlino e i giovani di oggi, i primi veri ‘nativi europei’” – ha detto Costa.

“Ma dobbiamo ancora lavorare sul processo democratico, la cittadinanza, l’integrazione economica e politica e la solidarietà, unica via per affrontare le nuove sfide globali. Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni, Ursula Hirschmann e Ada Rossi sono stati protagonisti autentici della europeismo, lavorando per il sogno di un’Europa unita durante i giorni più bui della storia del nostro continente. Le loro figure – ha concluso Silvia Costa –  rappresentano l’esempio concreto di come una utopia politica può diventare realtà, e dovrebbero essere riconosciuti dalle nuove generazioni come icone”.

UN MONDO NUOVO

Altiero Spinelli e il Manifesto di Ventotene. (guarda il trailer)

 Anni Quaranta. Nello scenario selvaggio e arretrato dell’isola di Ventotene, un gruppo di pensatori illuminati costretti al confino per le loro idee antifasciste, scrivono un documento che passerà alla storia. È nell’isola ponziana che nasce l’idea di un’Europa democratica e federale senza più guerre e senza conflitti. L’avventurosa vicenda di una delle figure cardine del Novecento italiano, Altiero Spinelli, un uomo appassionato e viscerale che sacrifica tutta la sua vita in nome delle idee.

A lui, e al gruppo dei ‘ragazzi di Ventotene’  dobbiamo la nascita dell’Europa unita.

La storia di una grande amicizia, quella di un amore potente, per gli uomini e per una innovativa visione del mondo. Un grandioso e inedito affresco di una pagina non tanto conosciuta della Storia italiana e mondiale, che ci riguarda tutti da molto vicino.

Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni, Ursula Hirshmann e Ada Rossi nei giorni bui del trionfo del nazifascismo, scrivono in segreto un libricino che ancora oggi è la pietra miliare per la costruzione dell’Europa unita: Il Manifesto di Ventotene.

Il film è il racconto di questa avventura che non è solo intellettuale, ma è fatta di difficili scelte, di rischi, di azioni combattive, di un lungimirante coraggio, soprattutto è la storia di un’amicizia fra persone di eccezionale levatura intellettuale e morale.

Altiero Spinelli aveva scontato tutta la giovinezza in galera come comunista, ne aveva poi ripudiato l’ideologia vivendo al confino un isolamento angoscioso. Ma rimaneva una mente potente, libera ed aveva la stoffa del fondatore di movimenti.

Eugenio Colorni ebreo e antifascista. Anticonformista per natura, filosofo, studioso di Freud e della moderna fisica di Einstein, un uomo che Spinelli definì il suo Maestro dell’anima.

Ernesto Rossi, allievo di Luigi Einaudi, era una mente ironica e tagliente, con grandi doti di economista. Spinelli lo definì il suo Maestro della mente.

Ursula Hirshmann, ebrea berlinese, proveniente dalle file della gioventù socialista tedesca, aveva conosciuto le persecuzioni razziali, la fuga e infine il matrimonio con Eugenio Colorni da cui aveva avuto tre figlie.

Ada Rossi, matematica di fine intelletto, ha sempre condiviso le scelte estreme del marito Ernesto arrivando a sposarsi con lui durante i duri anni di carcere.

La vicenda della nascita dell’idea dell’Europa unita è raccontata attraverso i sentimenti, l’amicizia e le avventure di questi protagonisti per riportare alla memoria che quell’idea, oggi, spesso, non a torto, accusata di essere stata realizzata in modo parziale, burocratico, inefficace, ha invece la sua radice nelle vite intrepide di giovani appassionati e spinti contro tutto e contro tutti da un sentimento di solidarietà, giustizia e bene comune che aveva come scopo ultimo la conquista di una pace duratura in un territorio che invece, della guerra aveva fatto il mezzo principale per risolvere le controversie tra gli stati nazionali. Percorrendo le loro vite, le loro vittorie, le loro sconfitte e i loro amori si vuole rendere concreta e vitale l’idea di Europa unita costruita sulla carne, sul sangue dei pionieri che per primi la concepirono e che con le loro vite stanno a testimoniarne l’assoluta e vitale necessità ancora oggi. Non un racconto celebrativo, dunque, ma un’avventura umana che come tutte le avventure umane è fatta anche di gravi sconfitte accanto a speranzose vittorie, che, partendo da Ventotene, arriva fino alla metà degli anni ’80, quando Spienlli, poco prima di morire, tenta, non riuscendoci di diventare Presidente del neonato Parlamento Europeo per trasformarlo da assemblea burocratica in un reale ed efficace strumento dei popoli. Non ci riuscirà. E siamo qui, ancora oggi, a pagare le dure conseguenze di quella sconfitta. Ma come dice Spinelli stesso nella sua autobiografia: “Nessuna delle sconfitte della mia vita mi ha lasciato quel rancore verso la realtà che spesso rimane nell’animo degli sconfitti. La possibilità della sconfitta deve essere sempre accettata all’inizio di ogni avventura creatrice. Bisogna sentire che il valore di un’idea prima ancora del suo successo finale, è dimostrato dalla sua capacità di risorgere dalle sue sconfitte.”

Altiero Spinelli (guarda Founding fathers of the EU: Altiero Spinelli)

Altiero Spinelli (Roma, 31 agosto 1907 – Roma, 23 maggio 1986) è stato un politico e scrittore italiano, sovente citato come padre fondatore dell’Europa per la sua influenza sull’integrazione europea post-bellica.

Fondatore nel 1943 del Movimento Federalista Europeo, poi cofondatore dell’Unione dei Federalisti Europei, membro della Commissione europea dal 1970 al 1976, poi del Parlamento italiano (1976) e quindi del primo Parlamento europeo eletto a suffragio universale nel 1979. Fu promotore di un progetto di trattato istitutivo di una Unione Europea con marcate caratteristiche federali che venne adottato dal Parlamento europeo nel 1984. Questo progetto influenzò in maniera significativa il primo tentativo di profonda revisione dei trattati istitutivi della Cee e dell’Euratom, l’Atto unico europeo. Fu membro del parlamento europeo per dieci anni e rimase uno degli attori politici principali sulla scena europea attraverso il “Club del coccodrillo”.

Biografia:

Spinelli fu influenzato sin da adolescente dalle idee politiche del padre socialista, dalle quali poi si distaccò per iscriversi al Partito Comunista nel 1924, l’anno dell’assassinio di Giacomo Matteotti.

Fu la reazione dei giornali italiani ad una manifestazione fascista del 1921, con l’obiettivo di traslare la salma di Enrico Toti al Cimitero del Verano a Roma, a spingere Spinelli ad avvicinarsi, ancora solo sul piano delle idee, ai comunisti. Quasi tutti i giornali, infatti, avevano taciuto la reazione degli abitanti del quartiere San Lorenzo, tranne un giornale dei comunisti. Ciò lo convinse del fatto che i comunisti fossero più coraggiosi e più coerenti rispetto ai socialisti, maggiormente portati al dialogo con le forze borghesi. Da ciò derivò la frattura tra il giovane Spinelli e il padre, tenacemente ancorato al Partito Socialista. Si iscrisse al partito solo nel 1924, col fascismo ormai al potere e i comunisti costretti alla clandestinità. . L’attività di partito ben presto lo sottrasse agli affetti familiari e lo costrinse a trasferirsi a Milano per sfuggire alla polizia. Il tentativo comunque fu inutile perché nel giugno 1927 fu arrestato e, sulla base delle leggi speciali per gli oppositori politici introdotte dal fascismo, condannato dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato a sedici anni e otto mesi di carcere, dopo un anno di carcere passato a San Vittore.

Durante il periodo in carcere (1928 – 1937) approfondì i suoi studi nel campo della filosofia, soprattutto Hegel e Marx, della storia e dell’economia, ma anche in quello letterario (imparò il russo e lo spagnolo leggendo i classici in lingua originale). Gradualmente maturò il suo distacco dal marxismo, considerato ormai troppo liberale per fare l’interesse del proletariato, tanto da essere espulso dal partito, ma non si avvicinò ancora ad alcuna ideologia politica.

Nel 1937 fu trasferito a Roma ma, mentre attendeva con ansia il momento del rilascio, ricevette la brusca notizia del trasferimento al confino di Ponza. In quegli anni di confino Altiero Spinelli è uno dei pochi esponenti del Partito Comunista Italiano a prendere le distanze da Stalin, dai Processi di Mosca, e dal comunismo sovietico in generale. Spinelli fu quindi espulso dal Partito Comunista Italiano nel 1937 con l’accusa di voler “minare l’ideologia bolscevica, e di essersi trasformato in un piccolo borghese”.

Spinelli fu quindi confinato in due località diverse, a Ponza (1937-1939) e a Ventotene (1939-1943). Il periodo del confino fu fondamentale nel suo percorso intellettuale e politico. Condivise tale esperienza con uomini politici di primaria importanza nella storia d’Italia, come il futuro Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Frutto delle discussioni e letture di questo e in particolare dell’incontro con Ernesto Rossi e Eugenio Colorni è la stesura del Manifesto di Ventotene, il testo fondativo del federalismo europeo. Fu decisivo anche il contributo di Ursula Hirschmann, moglie di Colorni, che, non essendo confinata ed avendo la possibilità di mantenere rapporti costanti col marito, riuscì a far giungere lo scritto nella penisola e a diffonderlo tra i membri della Resistenza. Spinelli fu liberato da Ventotene dopo l’arresto di Benito Mussolini, ai primi di agosto del 1943.

La stesura del Manifesto, le sue successive versioni e la sua diffusione sono avvolte nella leggenda. Non è stata rintracciata nessuna delle versioni dattiloscritte o ciclostilate del documento che circolavano tra il 1941 e il 1943. Così le testimonianze circa il modo in cui il Manifesto uscì clandestinamente da Ventotene non concordano. Secondo la versione più suggestiva, il testo, per mancanza di carta, fu scritto sulla carta da sigarette e, per evitare i controlli della polizia, nascosto nel ventre di un pollo arrosto e portato sul continente da Ursula Hirschmann.[senza fonte] Il Manifesto riuscì a circolare clandestinamente fra la resistenza italiana e fu adottato come programma del Movimento Federalista Europeo, che Spinelli successivamente fondò a Milano il 28 agosto 1943. Sarà successivamente tradotto in diverse lingue.

Lavorò per l’unificazione europea come consigliere di personalità quali De Gasperi, Spaak e Monnet. Esperto giurista, promosse la causa europea anche in campo accademico e fondò l’Istituto Affari Internazionali di Roma.

In qualità di membro della Commissione Europea, ne guidò la politica interna dal 1970 al 1976. Fu deputato del Parlamento italiano nelle file del Partito comunista prima di essere eletto al Parlamento europeo nel 1979.

 Il Piano Spinelli:

La scena comunitaria dei primi anni ottanta è dominata dalla crisi dei rapporti tra la Gran Bretagna e la CEE: il governo conservatore di Margaret Thatcher, eletto nel 1979, pretende di dover contribuire in minor misura alle finanze della politica agricola comune. La CEE, per almeno due anni, si impegnerà a coprire parte del deficit britannico; rimane il problema della politica agricola, che assorbe finanze immense e rende difficile qualunque riforma dell’assetto della comunità.

Nel 1979 viene anche eletto il Parlamento europeo, seppur con diverse modalità che variano da paese a paese. Il parlamento, privo di reali poteri (può respingere il progetto di bilancio del consiglio, come in effetti avvenne, ma il consiglio può continuare a spendere ugualmente) sarà comunque l’organo dal quale usciranno i progetti di riforma e le proposte per la loro attuazione. Partecipa al voto per il primo parlamento europeo il 63% della popolazione europea.

Importante sotto questo profilo è il contributo di Altiero Spinelli e del suo “Club del Coccodrillo”, che riuscirà a fare istituire una commissione per studiare una vasta riforma delle competenze del Parlamento, dalla quale nascerà un progetto per una nuova ripartizione dei poteri e un nuovo trattato.

Il 14 febbraio 1984 il Parlamento europeo adottò la proposta di Spinelli a stragrande maggioranza e approvò il “Progetto di Trattato istitutivo dell’Unione europea”, il cosiddetto “Piano Spinelli”.

 Progetto di Trattato che istituisce l’Unione europea

Al fine di proseguire e rilanciare l’opera di unificazione democratica dell’Europa, di cui le Comunità europee, il Sistema monetario europeo, la cooperazione politica sono le prime realizzazioni, e convinte della sempre più grande importanza per l’Europa di affermare la sua identità;

Compiacendosi dei risultati positivi raggiunti allo stadio attuale ma consapevoli della presente necessità di ridefinire gli obiettivi della costruzione europea e di dare a istituzioni più efficaci e più democratiche i mezzi per raggiungerli;

Fondandosi sulla propria adesione ai principi della democrazia pluralistica, del rispetto dei diritti dell’uomo e della preminenza del diritto;

Riaffermando il loto desiderio di contribuire alla costruzione di una società internazionale che si basi sulla cooperazione dei popoli e degli Stati, la soluzione pacifica delle controversie, la sicurezza ed il rafforzamento delle organizzazioni internazionali;

Risolute a rafforzare, mediante un’unione più stretta, le difese della pace e della libertà, e facendo appello agli altri popoli d’Europa animati dallo stesso ideale perché si associno al loro sforzo;

Decise ad accrescere la solidarietà dei popoli europei nel rispetto della loro personalità storica, della loro dignità e della loro libertà nell’ambito di istituzioni comuni liberamente accettate;

Convinte della necessità di permettere la partecipazione degli enti locali e regionali alla costruzione europea secondo forme adeguate;

Desiderose di realizzare i loro obiettivi comuni in modo progressivo, rispettando le tappe di transizione necessarie e sottoponendo ogni progresso ulteriore al consenso dei popoli e degli Stati;

Intendendo affidare ad istituzioni comuni, conformemente al principio di sussidiarietà, soltanto le competenze necessarie per assolvere i compiti che esse potranno realizzare in modo più soddisfacente che non gli Stati isolatamente;

Le Alte Parti Contraenti, Stati membri delle Comunità europee, hanno deciso di creare l’UNIONE EUROPEA.

 (Il progetto di Trattato che istituisce l’Unione europea è stato redatto dalla Commissione per gli affari istituzionali del Parlamento europeo, coadiuvata da un gruppo di giuristi composto dai professori Francesco Capotorti, Meinhardt Hilf, Francis jacobs e Jean-Paul jacqué. L’assemblea ne ha infine approvato il testo definitivo, qui riprodotto, con una risoluzione del 14 febbraio 1984, adottata con 237 voti a favore, 31 contrari e 43 astensioni.)

 I Parlamenti nazionali non ratificarono il Trattato, ma il documento costituì una base per l’Atto unico europeo del 1986, che aprì i confini nazionali al mercato comune, e per il Trattato di Maastrict del 1992 con cui nacque l’Unione europea. L’entusiasmo di Spinelli convinse il Presidente francese Mitterand a rinunciare all’atteggiamento di ostilità francese nei confronti di ogni approccio verso l’Europa che non fosse quello intergovernativo. In molti governi europei ciò fornì la spinta per fare progredire ulteriormente il processo di integrazione europeo.

Nonostante non tutte le sue idee ambiziose siano divenute realtà, Altiero Spinelli ha perseguito accanitamente il proprio obiettivo di un governo europeo sovranazionale con il fine di evitare altre guerre e di unire i paesi del continente in un’Europa unita. I suoi pensieri hanno ispirato molti cambiamenti nell’Unione europea, in particolare l’aumento significativo dei poteri del Parlamento Europeo. Il Movimento federalista organizza ancora oggi incontri periodici sulla piccola isola di Ventotene. Altiero Spinelli morì nel 1986 e l’edificio principale del Parlamento europeo a Bruxelles porta il suo nome.

Il Piano Spinelli nel dettaglio:

All’inizio degli anni Ottanta, il processo di integrazione europea si trovava inceppato nelle dispute sul contributo finanziario britannico, sulla riforma della politica agricola e sull’aumento delle risorse proprie. La Comunità si avviava verso il suo terzo allargamento alla Spagna ed al Portogallo senza prevedere allo stesso tempo un rafforzamento dei suoi meccanismi istituzionali e delle sue competenze. Il Parlamento europeo, eletto a suffragio universale diretto nel 1979 e dotato di poteri essenzialmente consultivi, era incaricato di maggiori responsabilità morali e politiche, ma deprivato dalle competenze necessarie per esercitarle.

Altiero Spinelli da buon stratega, si rese interprete di questa situazione insoddisfacente e cominciò già in un discorso del 1980 al Parlamento europeo a lanciare un’azione politica volta a dare alla Comunità europea nuove competenze e alle sue Istituzioni i mezzi per esercitarle. Fu proprio in occasione del discorso del 25 giugno 1980, al momento del rigetto del bilancio votato dal Consiglio, che Altiero Spinelli esortò il Parlamento europeo a prendere in mano il destino futuro della Comunità europea e a lanciare l’iniziativa di elaborare un progetto di “riforma globale” dei Trattati di Roma.

I passaggi fondamentali dell’azione concreta intrapresa da Altiero Spinelli:

I) Creazione nel 1980 del “Club del Coccodrillo”, gruppo trasversale di Parlamentari europei innovatori e di orientamento federalista. Il Club prese il nome dal ristorante di Strasburgo da loro frequentato, Au Crocodile.  Il “Club del Coccodrillo” auspicava un nuovo trattato europeo e i suoi membri proposero una mozione parlamentare finalizzata alla costituzione di un comitato speciale per la preparazione di un nuovo trattato dell’Unione europea, destinato a essere in tutto, salvo che nel nome, una Costituzione europea.

II) Creazione di una “Commissione ad hoc” in seno al Parlamento europeo incaricata di redigere il progetto di Trattato.

 III) Azione intensa di contatti e di pressione presso personalità politiche di primo piano, quali Enrico Berlinguer, Willy Brandt, Leo Tindemans, fino ad arrivare, dopo il voto del Parlamento europeo, a François Mitterand che apparve a Spinelli, per cultura personale ed in quanto Presidente francese, la personalità politica più suscettibile di appoggiare il Trattato. Strategia, quella di Spinelli, che diede un risultato quando Mitterand pronunciò il discorso del 24 maggio 1984 a Strasburgo: “M’exprimant au nom de la France, je la déclare prête à examiner votre projet, dont l’esprit lui convient”.

  Elementi essenziali del Progetto Spinelli:

1) Il metodo utilizzato da Spinelli: Spinelli fu il primo a sostenere che un Trattato di natura costituzionale non poteva essere elaborato da una Conferenza intergovernativa secondo il tradizionale metodo diplomatico. Questa tesi è stata fatta propria dai governi quando, dopo il Trattato di Nizza, hanno affidato ad una Convenzione europea il compito di preparare un nuovo progetto di Trattato. Inoltre, nel progetto Spinelli c’era in germe la partecipazione dei Parlamenti nazionali e della società civile quale si è verificata in seguito nella Convenzione europea e nei suoi metodi di lavoro.

 2) La struttura generale del Trattato: Il progetto Spinelli si configura come un nuovo Trattato istitutivo dell’Unione europea e non come una semplice revisione dei Trattati esistenti (a differenza dell’Atto unico, dei Trattati di Maastricht, di Amsterdam e di Nizza, ma come il Trattato costituzionale del 29/10/2004). Quindi Altiero Spinelli ha avviato in realtà il processo “costituzionale” dell’Unione, in maniera contrapposta alle semplici modifiche dei Trattati esistenti.

 3) Il superamento delle varie forme di cooperazione/integrazione politica: L’articolo 1 del progetto Spinelli prevede la creazione di un’Unione europea che vada al di là delle tre Comunità europee esistenti nel 1984, del sistema monetario europeo e della cooperazione politica. Si tratta quindi di un approccio che corrisponde alla soppressione dei tre pilastri prevista dal Trattato costituzionale del 2004.

 4) La cittadinanza europea: L’articolo 3 del progetto Spinelli introduce la nozione di cittadinanza dell’Unione in parallelo alla cittadinanza nazionale, le due essendo intimamente connesse fra di loro. Questa concezione è stata poi ripresa dal Trattato di Maastricht sull’Unione europea e mantenuta nei Trattati successivi.

5) I diritti fondamentali. L’articolo 4 introduce la nozione dei diritti fondamentali quali risultano dai principi comuni delle Costituzioni nazionali, nonché dalla Convenzione europea di salvaguardia dei diritti umani. Quest’articolo si riferisce non solo ai diritti classici della CEDU ma rinvia ugualmente ai nuovi diritti economici e sociali garantiti dalle Costituzioni nazionali (come farà più tardi la Carta dei diritti fondamentali promulgata a Nizza nel 2000 e integrata nel Trattato costituzionale del 2004).

  6) Le sanzioni nei riguardi degli Stati membri: L’articolo 4, comma quarto, introduce, a garanzia del rispetto dei diritti fondamentali, il principio di sanzioni nei riguardi degli Stati che violassero i principi democratici o gli stessi diritti fondamentali. Questa disposizione anticipa gli articoli introdotti successivamente nel Trattato di Amsterdam dopo le sanzioni applicate bilateralmente da alcuni Stati membri nei riguardi dell’Austria.

 7) L’istituzionalizzazione del Consiglio europeo: Il progetto Spinelli introduce per la prima volta, nel suo articolo 8, il Consiglio europeo fra le Istituzioni dell’Unione (allorché i Trattati di Roma non lo menzionano in alcun modo e i Trattati successivi affidano al Consiglio europeo alcune funzioni senza però farne un’Istituzione dell’Unione). Occorrerà il Trattato costituzionale del 29/10/2004 per “istituzionalizzare” il Consiglio europeo. Anche in questo campo, il progetto Spinelli si rivela precursore dell’evoluzione costituzionale futura.

 8) I metodi di azione dell’Unione: L’articolo 10 del progetto Spinelli prevede due metodi per l’azione dell’Unione; da un lato, l’azione comune secondo il metodo comunitario classico (proposta della Commissione, voto del Consiglio a maggioranza, codecisione del Parlamento europeo), dall’altro la cooperazione fra gli Stati membri secondo il metodo intergovernativo. L’elemento innovativo del progetto Spinelli è che l’Unione può passare, con decisione del Consiglio europeo, dall’azione intergovernativa al metodo comunitario.

9) Il principio di sussidiarietà: Si tratta della prima chiara definizione del cosiddetto principio di sussidiarietà che verrà poi introdotto nel diritto europeo dal trattato di Maastricht.

 10) La codecisione legislativa fra Consiglio e Parlamento europeo: Il progetto Spinelli introduce il concetto della legge europea. L’approvazione della legge europea avviene tramite una procedura di codecisione fra il Parlamento europeo ed il Consiglio.

11) L’investitura della Commissione: Il progetto Spinelli prevede che la Commissione entri in funzione dopo aver ricevuto un voto di investitura da parte del Parlamento europeo. Anche questa disposizione è stata ripresa e perfezionata nei Trattati successivi.

 12) Il Consiglio dell’Unione: L’articolo 20 prevede che il Consiglio dell’Unione sia composto da Ministri incaricati in modo specifico e permanente dei problemi europei. Questa disposizione prefigura il Consiglio legislativo previsto dalla Convenzione europea nel suo progetto di Trattato, soluzione che non è stata peraltro ripresa nel testo del Trattato costituzionale del 29/10/2004.

13) Il compromesso di Lussemburgo sul voto a maggioranza: Una clausola innovativa del progetto Spinelli che non è stata ripresa nei Trattati successivi.

 14) La designazione dei Commissari da parte del Presidente: Questa disposizione del progetto Spinelli (art. 25) non è stata ripresa nei Trattati successivi.

 15) La preminenza del diritto europeo: Questa disposizione, che risulta dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia, è stata ripresa nell’articolo 6 del Trattato Costituzionale del 29/10/2004.

 

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