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Festa della Repubblica, Napolitano: “Il nostro Paese merita fiducia”

“Sono certo di rappresentare il naturale sentimento di tutti gli italiani esprimendovi profonda gratitudine per il gesto di amicizia e di omaggio nei confronti della nostra nazione e del nostro popolo che avete inteso compiere accogliendo l’invito a partecipare oggi a Roma alla celebrazione del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia”. Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rispondendo al saluto ricevuto dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, si è rivolto ai Capi di Stato, di governo e di istituzioni internazionali presenti al Pranzo di Stato al Quirinale in occasione della Festa Nazionale della Repubblica nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia. “E se abbiamo voluto celebrarlo insieme con voi – ha aggiunto il Presidente Napolitano – è innanzitutto perché la nascita dello Stato nazionale italiano nel 1861 rappresentò un fatto di grande rilievo nella storia dei movimenti nazionali e dei moti di libertà in Europa e per l’evoluzione degli equilibri continentali. Di lì l’importanza internazionale del compimento del moto unitario in Italia : importanza che si sarebbe poi dispiegata sempre di più, toccando il culmine nella seconda metà del secolo scorso”. “Da allora, infatti, l’Italia ha saputo trovare il suo posto e assumersi le sue responsabilità nella comunità internazionale, in modo particolare come paese fondatore, insieme con i suoi principali vicini, della costruzione di un’Europa integrata e unita. E’ il riconoscimento – ha sottolineato il Capo dello Stato – di ciò che abbiamo sentito risuonare nelle generose parole – di cui lo ringrazio vivamente – del Segretario Generale di quella Organizzazione delle Nazioni Unite i cui principi e le cui regole rappresentano per noi il supremo quadro di riferimento”.

Nel calore della partecipazione alla celebrazione, il Presidente Napolitano ha colto l’eco di un moto universale di simpatia per il nostro paese: “un moto di simpatia suscitato dalle qualità umane migliori del popolo italiano, dallo slancio con cui esso ha saputo superare le prove più difficili della sua storia. Un moto di simpatia suscitato dall’interesse, per non dire dall’ammirazione, che sempre ha suscitato e suscita nel mondo il patrimonio storico, culturale, artistico, lo stesso patrimonio naturale che caratterizza l’Italia. Il retaggio di civiltà dell’antica Roma ; il messaggio del Cristianesimo ; lo splendore del Rinascimento ; il succedersi, nei secoli, di straordinarie figure di poeti, di scienziati, di artisti ; la fioritura di una lingua e di una cultura comuni molto prima che l’Italia si unificasse politicamente divenendo Stato nazionale : è di tutto questo che si è nutrita l’idea d’Italia, ispirando, fin dall’inizio dell’Ottocento, quel processo di lotte per l’Unità, di tentativi e di errori, di eroici sacrifici, e di lungimiranti azioni politiche che prese il nome di Risorgimento e giunse all’ambito e sofferto traguardo 150 anni orsono”.

Il Capo dello Stato ha quindi sottolineato che “nei 150 anni trascorsi dal giorno dell’unificazione nazionale, l’Italia ha compiuto un lungo e travagliato cammino. Ci siamo sforzati di ripercorrerlo con spirito critico in occasione di un così solenne anniversario, traendone motivi di lucida consapevolezza, di orgoglio e di fiducia. L’Italia è profondamente cambiata, soprattutto da quando è risorta a vita democratica, riacquistando libertà, unità e indipendenza dopo il ventennio della dittatura fascista e la tragedia della seconda guerra mondiale”.

“Sì, abbiamo percorso un lungo cammino e straordinari balzi in avanti : ma non sottovalutiamo – ha affermato il Presidente Napolitano – il peso di problemi di fondo non risolti, di contraddizioni non superate, di squilibri e tensioni persistenti nel tessuto economico e sociale del paese. Non sottovalutiamo, soprattutto, la portata delle nuove sfide che l’Italia è chiamata ad affrontare in un’epoca di radicale e incessante cambiamento della realtà mondiale. Si tratta di sfide che sono dinanzi al nostro paese in quanto tale, ma anche di sfide comuni che l’Europa unita e l’intera comunità internazionale debbono saper raccogliere e vincere insieme”.

“Ebbene – ha concluso il Presidente Napolitano – l’Italia farà la sua parte : perché avanzi nel mondo la causa della pace, dei diritti umani, della democrazia, di un equilibrato, equo, sostenibile sviluppo economico e sociale globale. Non nascondiamo le nostre difficoltà : ma sono certo che voi – Signori Presidenti, Altezze Reali, Illustri Ospiti – saprete guardare con amicizia e con fiducia al nostro impegno. Con l’amicizia che la vostra presenza qui oggi ci ha testimoniato ; con la fiducia che l’Italia merita per il lungo corso della sua storia di paese democratico, di soggetto responsabile della comunità europea, atlantica e internazionale”.

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