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Strasburgo plaude alle riforme del Governo guidato da Monti

Il primo ministro italiano Mario Monti si è recato a Strasburgo oggi per rivolgere ai deputati un discorso sulla situazione economica in Italia e per delineare un piano per uscire dalla crisi. La maggior parte dei deputati hanno accolto il discorso con entusiasmo e sostenendo il lavoro svolto fino ad oggi. Molti eurodeputati hanno sottolineato l’importanza di promuovere la crescita insistendo sull’importanza di trovare una risposta europea alla crisi.

Il premier italiano Mario Monti ha indicato che i sacrifici fatti dall’Italia non sono stati imposti dall’Unione europea, ma sono stati fatti perché necessari per il futuro del paese e dei “nostri figli e figlie”. La disciplina fiscale di oggi deve essere seguita da un rinforzamento del mercato unico, succeduto inoltre da un’unione economica che è alla base del progetto europeo. L’Italia vuole uscire dalla crisi ed essere ancora una volta una forza trainante della costruzione europea.

Il capogruppo francese dei Popolari Joseph Daul ha elogiato gli sforzi e le riforme del primo Ministro italiano. “Le sono grato per aver evitato in tutti i modi le logiche di intergovernamentalismo. La maggioranza del Parlamento europeo le è in debito per questo. Il Parlamento vorrebbe far sentire anche la voce di un’Europa basata sulla solidarietà, responsabile, un’Europa integrata e politica. In questo, può contare sul Parlamento europeo come alleato”.

Hannes Swoboda, rappresentante austriaco del gruppo di centro sinistra (S&D) ha sottolineato che la disciplina fiscale sarebbe più facile da raggiungere, e più accettabile per i cittadini, se ci fosse più crescita e lavoro, e anche combattendo più efficacemente l’evasione fiscale. Sono state spese molte parole, ma mancano le azioni. La Banca europea degli investimenti dovrebbe avere più margine di credito e la Banca centrale europea dovrebbe fare tutto quello che può per sostenere la crescita.

Il rappresentante belga del gruppo ALDE, Guy Verhofstadt, si è rivolto al premier italiano: “In poche settimane ha svolto un ottimo lavoro per rimettere l’Italia in pista”. Ha inoltre continuato: “Caro Mario, lei merita più dei complimenti”. Abbiamo bisogno di ridurre i tassi di interessi nei paesi dell’Unione e in Italia, che oggi paga tre volte di più che la Germania.

Il capogruppo tedesco dei Verdi Rebecca Harms ha interrogato Mario Monti: “Ha parlato molto di disciplina budgetaria e disciplina in generale, ma come persona incaricata di risolvere la situazione in Italia, pensa che sia intelligente fare solo tagli? Perché è quello che sta succedendo in Grecia proprio ora: tagli e ancora tagli”. “E proprio a causa di tutti i tagli, la maggior parte dei cittadini greci, in particolare i più poveri, stanno sempre peggio. È questo il modo di uscire dalla crisi? È una soluzione sostenibile?”.

Martin Callanan, rappresentante inglese del gruppo ECR ricorda che i mercati hanno risposto positivamente alle riforme italiane. Una politica fiscale e delle riforme economiche possono funzionare in Italia, ma non in Grecia. Si sprecano le parole riguardo alla crescita, ma il fallimento è evidente. L’Europa e il mercato unico non hanno bisogno di più regole, ma solo liberalizzazione e competitività.

Il rappresentante francese del gruppo GUE/NGL Patrick Le Hyaric pensa che la disciplina di cui si parla è indirizzata “solo ai cittadini” e non ai poteri finanziari. Si è anche chiesto: che democrazia è una democrazia che parla solo di austerità, sicurezza e controllo?

Francesco Enrico Speroni, rappresentante italiano del gruppo EFD ha criticato il primo Ministro italiano per non avere un mandato democratico per quello che sta facendo. “Lei è primo Ministro senza essere stato eletto democraticamente e sta riuscendo a rinforzare i poteri della finanza internazionale, facendo pagare di più alla persone”.

Maroš Šefčovič, rappresentante della Commissione, ha sottolineato che l’Italia era in una fase critica quando ha subito gli effetti della crisi. Il governo Monti ha saputo adottare un numero di misure sulle pensioni, le tasse e l’amministrazione pubblica che hanno contribuito a stabilizzare la situazione. La Commissione europea sostiene queste riforme decisive e richiama l’attenzione sulla lotta alla disoccupazione giovanile.

 

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