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Minori, un terzo della popolazione UE che necessita di interventi più mirati ed efficaci

I minori rappresentano oggi un terzo della popolazione europea. Un dato che rende più che mai urgente una verifica sullo stato dei loro diritti a livello europeo e un confronto sulle futuro dell’azione dell’Unione.

Questo il senso della tavola rotonda promossa oggi dall’europarlamentare del PD Silvia Costa nella Sala delle Bandiere degli Uffici del Parlamento Europeo a Roma, in occasione della presentazione di  “Europa e minori, non diritti minori. Una nuova strategia Ue”, pubblicazione a cura della giovane avvocato Monica Lupo per il gruppo Socialisti & Democratici del Parlamento Europeo.

Partecipano alla discussione Roberta Angelilli, Vicepresidente del Parlamento Europeo e Mediatore Europeo, Vincenzo Spadafora, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Franca Triestino, Vice Capo di Gabinetto del Ministero dell’Interno,  Patrizia De Rose, Capo Dipartimento delle Pari Opportunità, Serenella Pesarin, Direttore Generale per l’attuazione dei provvedimenti giudiziari del Dipartimento di Giustizia Minorile, Melita Cavallo, Presidente del Tribunale dei Minori di Roma, Padre Giovanni La Manna, Presidente del Centro Astalli per i Rifugiati, Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro, Franco Pittau, Responsabile Dossier Caritas Migrantes, Maria Pia Bucchioni, Esperta Education.

«Fermo restando il principio di sussidiarietà, un approccio olistico a queste tematiche da parte dell’Unione non è più rinviabile. Occorre lavorare perché i diritti, negati o positivi, di bambini e adolescenti, non vengano più considerati “minori”», afferma Silvia Costa, che spiega così il senso della pubblicazione: «Con il volume abbiamo inteso condurre una ricognizione sul panorama normativo europeo utile a favorire la lettura organica dello stato dell’arte della legislazione in ambito minorile. Un passo fondamentale – prosegue l’europarlamentare -  per aprire una nuova fase delle politiche Ue su questo tema, tanto più che a metà legislatura siamo in condizione di fare un bilancio e promuovere interventi più mirati ed efficaci. Un confronto che prende le mosse dalla recente presentazione da parte della Commissione Europea del Programma sui Minori, mentre il Parlamento italiano sta finalmente ratificando la Convenzione di Lanzarote contro gli abusi sessuali sui minori, promossa dal Consiglio di Europa».

Giustizia, condizioni di vulnerabilità e azione esterna dell’Unione le aree tematiche affrontate dalla ricerca: ambiti di stretta attualità e fronti aperti per le istituzioni comunitarie, all’interno delle quali il tema dei diritti dei minori sta acquisendo una crescente centralità politica.

 

Lo testimonia l’integrazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea nel Trattato di Lisbona, che all’articolo 24 sancisce la prevalenza dell’interesse del minore all’interno di tutte le politiche dell’Unione e che rappresenta di fatto la base giuridica per un nuovo approccio.

 

«L’interesse prevalente dei minori deve trovare più spazio, tra l’altro, nella legislazione sull’asilo e nelle politiche migratorie dell’Unione, che riguardano un numero sempre maggiore di bambini e adolescenti, per i quali vanno promosse tutele e armonizzata la possibilità di accesso alla cittadinanza – sostiene l’On. Costa - In questo senso sostengo con forza la campagna Chi nasce qui è di qui, promossa dal collega Sassoli, che pone  la questione cruciale del riconoscimento della cittadinanza alle seconde generazioni di immigrati a livello europeo, con lo scopo di armonizzare le varie legislazioni interne agli stati Ue».

 

Urgenza confermata dai dati: il fenomeno migratorio è stabile con 660mila immigrati l’anno di cui 400mila nati in Italia, tra i quali solo 19mila acquisiscono la cittadinanza.

 

Elevato anche il dato sui rifugiati: 800mila nell’Unione Europea, con una quota crescente di minori, e un aumento del 16% delle richieste di asilo nel 2011. Solo in Italia, inoltre, i minori non accompagnati sono 11mila l’anno.

Ma lo sforzo delle istituzioni europee in termini di armonizzazione delle normative interne agli Stati Membri non riguarda solo il tema dell’immigrazione.

In materia di giustizia, l’Unione sta tentando di creare un sistema a misura di minore che ne garantisca l’esercizio dei diritti e ancora una volta ne tuteli l’interesse superiore.

 

«Si tratta di tutele che riguardano i minori  autori di reato ma anche quelli che sono coinvolti in delicate e complesse cause di diritto di famiglia,  dove la dimensione transnazionale assume sempre maggiore rilevanza, considerato il progressivo incremento delle unioni mistechiarisce l’On. Costa - In questo contesto è centrale la figura del Mediatore Europeo, istituito presso il Parlamento e competente nei casi di sottrazione, e il ruolo delle azioni rivolte al contrasto della scomparsa di minori, spesso esito di controversie familiari, come il sistema di allarme SIRENE e la numerazione unica 116.000 per la segnalazione delle scomparse ».

Le attività dell’Europarlamento, all’interno e all’esterno dell’Unione, testimoniano una decisa intensificazione delle azioni rivolte alla tutela e alla promozione dei diritti di bambini e adolescenti, specie se in condizioni di particolare vulnerabilità, come nei casi in cui subiscano discriminazioni, violenza, povertà, abuso e sfruttamento sessuale, prostituzione minorile, pedopornografia anche via internet, turismo sessuale, tratta, sfruttamento del lavoro.

 

Ancora una volta, la realtà descritta dai dati mostra la necessità di azioni sistematiche:  sul fronte della povertà e dell’esclusione sociale, si registrano percentuali del 27% del tasso di deprivazione materiale con punte in Bulgaria, Romania, Portogallo e Grecia, fino al 10% di Italia e Francia, con percentuale inferiore al 3% nei paesi nordici. Particolarmente critica la condizione dei bambini Rom, più esposti ai rischi riguardanti la salute, l’istruzione e la violenza.

 

Numeri allarmanti anche sul fronte del lavoro minorile, con 115mila bambini e adolescenti che risultano vittime di forme di sfruttamento. Preoccupanti anche i numeri sul coinvolgimento dei ragazzi in conflitti armati, che si stima il 300mila in tutto il mondo, di cui il 40% costituito da ragazze.

 

L’abbandono scolastico e formativo riguarda 6 milioni di minori in Europa che non proseguono gli studi dopo le medie inferiori, mentre il  17,4% abbandona dopo le scuole primarie.

Da questo deriva l’impegno annunciato dalla Commissione Europea per favorire l’accesso di bambini e ragazzi ai servizi educativi e sociali,con l’obiettivo espresso nella Strategia Europa 2020 per gli Stati membri di portare la dispersione al di sotto del 10%.

 

Se nella prima parte della legislatura un segnale forte è venuto infatti dall’approvazione della direttiva per il contrasto della pedofilia e della pedopornografia, con l’importante introduzione dei reati di turismo sessuale e di adescamento online e con l’inasprimento delle azioni giudiziarie per reati commessi da cittadini europei fuori dai confini UE, il lavoro promosso oggi dalla stessa Silvia Costa all’interno della Commissione Cultura con il Rapporto sulla protezione dei minori nel mondo digitale – che sarà votato a settembre – è indirizzato al rafforzamento degli interventi e delle misure di contrasto  ai  contenuti e ai comportamenti  illeciti e pericolosi, ma anche alla promozione della piena cittadinanza realizzata attraverso l’accesso e la partecipazione attiva e critica degli adolescenti.

 

«Rivestono un ruolo importante, in tal senso gli accordi in corso con gli operatori della telefonia mobile e dei social networks, l’adozione del codice PEGI per i videogiochi e i giochi on line, e le tutele previste nella nuova direttiva sui servizi audiovisivi, ma vanno intraprese azioni sui comportamenti e contenuti illeciti o pericolosi o inadatti – afferma Silvia Costa – Tutelare i ragazzi nel cyberspazio è importante quanto incoraggiarne l’uso  consapevole e attivo valorizzando il potenziale educativo della rete e lo sviluppo di capacità critiche con l’obiettivo di promuovere la piena cittadinanza digitale dei minori».

La relazione tra minori e mondo digitale si sta infatti collocando tra le priorità dell’agenda politica europea, come testimoniato dalla presentazione della Comunicazione  Per un migliore Internet per i ragazzi e  dall’inserimento di un capitolo sui minori nella proposta di direttiva sulla protezione dei dati presentata dalla Vice Presidente della Commissione Europea, Viviane Reding.

Nuovi temi, dunque, come quello della promozione dei diritti di  cittadinanza e della partecipazione attiva dei minori in Europa.

«Un aspetto ancora troppo poco evidenziato nell’ambito dei nuovi diritti che, accanto a quelli fondamentali alla salute all’istruzione, alla famiglia, alla socialità, devono essere garantiti a bambini e ragazzi per l’affermazione piena della loro cittadinanza europea», dichiara Silvia Costa.

 

Secondo l’Eurobarometro, infatti,  il 76% dei minori dichiara di non sapere di avere dei diritti e il 79% di non sapere a chi rivolgersi in caso di necessità.

 

La Commissione Europea risponde studiando la messa a punto di uno sportello unico per comunicare a bambini e ragazzi di ogni età informazioni sull’Unione  e sui loro diritti.

 

«Si tratta di diritti la cui affermazione richiede un lavoro costante e impegnativo delle istituzioni e delle associazioni – conclude Silvia Costa – e rappresenta indubbiamente una sfida per una nuova strategia europea diretta a garantire, tutelare e promuovere realmente i minori».

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