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Minori e mondo digitale, approvata in commissione Cult la relazione di Silvia Costa

Stamattina la Commissione Cult del Parlamento Europeo ha approvato a larghissima maggioranza il Rapporto sulla protezione dei minori nel mondo digitale, indirizzato al rafforzamento degli interventi e delle misure di contrasto  ai  contenuti e ai comportamenti  illeciti e pericolosi, ma anche alla promozione della piena cittadinanza realizzata attraverso l’accesso e la partecipazione attiva e critica degli adolescenti.

Esprime soddisfazione la relatrice del documento Silvia Costa, che dichiara: «Internet sta diventando sempre più pervasivo nella vita dei minori; se da un lato offre nuove e inedite opportunità ai bambini e ai ragazzi di far sentire la loro voce, dall`altro li espone a rischi elevati e richiede un intervento su almeno tre fronti: accesso ed educazione, protezione, e cittadinanza digitale».

La relazione, che sarà sottoposta al voto in plenaria il prossimo 19 novembre, contiene specifiche indicazioni rivolte alla Commissione sulle modalità con cui la protezione dei minori nel mondo digitale può essere incorporata nelle sue azioni e provvedimenti secondo una metodologia più efficace, potenziando i meccanismi già esistenti come le hotlines nazionali, secondo gli standard INHOPE, i red buttons, gli alert per i genitori e gli altri, per assicurare un approccio coerente e coordinato nei confronti della sicurezza online del bambino.

Indicazioni che accolgono gli spunti provenienti dalla Comunicazione della Commissione “Per un migliore Internet per i ragazzi” e fanno seguito ad altre importanti iniziative legislative intraprese in Europa sul tema, come la Direttiva sui servizi media audiovisivi e quella sulla lotta contro la pedopornografia.

Quattro, quindi,  i cardini della proposta di Silvia Costa: una cornice generale di diritti e di governance, il diritto di accesso e di educazione nei media e nei nuovi media, il diritto alla protezione, il diritto alla cittadinanza digitale.

«Sul tema accesso ed educazione – spiega Costa – abbiamo invitato Commissione e Stati membri a incoraggiare la diffusione di contenuti sicuri e di qualità accompagnando questa iniziativa con norme rivolte a educare non solo i minori ma anche le famiglie e gli insegnanti, con il coinvolgimento delle associazioni, delle istituzioni e dell`industria. Sosteniamo inoltre la creazione di un modulo sulle “abilità digitali” per l`Europass come parte della Strategia UE sulla Gioventù, incluso il rafforzamento della European Schoolnet».

Novità anche sul fronte specifico della navigazione in Rete. “Abbiamo chiesto la continuazione del programma “Internet Più Sicuro” (che dal 2014 dovrà essere inserito nel programma pluriennale “Connecting Europe”) con fondi sufficienti al suo adeguato funzionamento, invitando la Commissione a discuterne i risultati in  Parlamento e ad agire anche per la facilitazione del parental control e per il supporto ad un più sicuro utilizzo dei social network e del cellulare, anche proseguendo sulla strada degli accordi della Commissione con i principali Ceo dei providers internet – dichiara Silvia Costa. Prosegue l’europarlamentare Pd: «A questo proposito la mia relazione accoglie con favore l’intenzione della Commissione europea di studiare possibili misure legislative qualora l’autoregolamentazione del settore non dovesse raggiungere il suo scopo».

In materia di protezione, la relazione chiede a Commissione e Stati Membri di valutare l`opportunità di iniziative specifiche da parte dei servizi preposti alla sicurezza e alla tutela, come quello giudiziario e di polizia, con l’obiettivo di realizzare tempestivi interventi sui contenuti pericolosi, in accordo con le legislazioni nazionali, anche di Paesi Terzi.

Tema innovativo, ma secondo la relatrice, di cruciale importanza, quello del diritto di cittadinanza, anche digitale, dei minori, da realizzarsi tramite la partecipazione consapevole e attiva: «Un aspetto ancora troppo poco evidenziato nell’ambito dei nuovi diritti che, accanto a quelli fondamentali alla salute all’istruzione, alla famiglia, alla socialità, devono essere garantiti a bambini e ragazzi per l’affermazione piena della loro cittadinanza europea», dichiara Silvia Costa.

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