Home > Focus

Microcredito, gli ultimi dati sull’Italia

Sottopongo alla vostra attenzione questo interessante dossier pubblicato il 4 maggio 2012 dal settimanale di Repubblica “Affari e finanza”. SC

 

Non solo donne e immigrati anche per le aziende pronte le banche alternative

di Vito de Ceglia

Quando ci si addentra nel mondo del microcredito, la prima reazione è quella di trovarsi di fronte ad una realtà ancora poco conosciuta e caratterizzata da una grande frammentazione di esperienze e programmi. Frammentazione che certo non aiuta ad avere una panoramica aggiornata sullo stato dell’arte del fenomeno. I risultati — quelli più recenti, datati dicembre 2010 — dicono che nell’arco di cinque anni, dal 2006 al 2010, si è passati da 331 finanziamenti erogati all’anno (pari a 2 milioni 486 mila euro) a 2.202 (pari a 11 milioni 226 mila euro). I clienti attivi sono 3.964 per un portafoglio complessivo di 21 milioni 638 mila euro. E i principali beneficiari sono principalmente donne e immigrati.

Chi fotografa il fenomeno del microcredito — che sì è sviluppato in Italia solo dopo il 2000 — è uno studio realizzato da Ritmi (Rete Italiana di Microfinanza), con la collaborazione della Fondazione Giordano dell’Amore, che ha rielaborato i dati contenuti nella più ampia ricerca dell’European Microfinance Network (Emn): un network comunitario, nato nel 2003 con il sostegno dell’Ue, che riunisce più di 87 membri operanti in 21 paesi europei. Emn, ogni due anni, realizza un report sulla situazione della microfinanza in Europa occidentale, utilizzando un rigoroso metro di giudizio che parte da una premessa: il termine microfinanza si riferisce a prestiti inferiori a 25mila euro. In ambito europeo, nel 2009 (ultimo dato disponibile), sono stati erogati un totale di 828 milioni euro di microcredito, in crescita del 3%. Però, in Italia — a differenza degli altri paesi europei — esistono molte piccole istituzioni, iniziative, progetti diversi che realizzano attività di microcredito (non ancora microfinanza).

Tuttavia, lo studio redatto da Ritmi mostra che questo fenomeno nel nostro Paese ha grandi potenzialità come strumento di inclusione sociale e di lotta alla povertà. In effetti, la crisi economica sta ampliando la fascia di quanti rischiano di cadere in disgrazia e al tempo stesso dei soggetti “non bancabili”, persone o microimprese che non ottengono il credito tradizionale perché non riescono a dare adeguate garanzie di solvibilità; o perché, per le dimensioni contenute, i crediti richiesti non risultano appetibili per le banche convenzionali. Nel nostro Paese il microcredito potrebbe assumere ancora maggiore rilevanza quando sarà messo a punto il regolamento attuativo della normativa recentemente approvata in materia, che snellisce le procedure per gli operatori del settore, attualmente sottoposti alla stessa normativa del credito tradizionale. «Ci aspettiamo una grande crescita per le realtà di erogazione con l’introduzione delle nuove norme», sottolinea il presidente della Fondazione Dell’Amore, Federico Manzoni.

D’altro canto, i tempi della realizzazione del regolamento attuativo non sono ancora definiti. «Speriamo che non siano tempi italiani», commenta Ugo Biggeri, presidente di Banca Popolare Etica, uno dei soggetti tra i più impegnati nell’erogazione di microcrediti in Italia: nel 2011 ha erogato finanziamenti per le persone in difficoltà o per l’avvio di micro-imprese per un importo complessivo di 766mila euro. Tra il 2005 e il 2010, però, Banca Etica ha finanziato più di 800 soggetti per un importo complessivo di oltre 6 milioni di euro. Attraverso la sua Fondazione Culturale, Banca Etica aderisce a Ritmi e ha partecipato alle consultazioni indette dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sulla bozza del decreto legislativo per la riforma del Tub (Testo unico bancario) che contiene anche una norma sul microcredito. «E’ stata positiva la proposta di regolamentare, finalmente, anche in Italia il microcredito — spiega Biggeri — anche se dobbiamo constatare che l’integrazione del Tub si limita a normare l’esistente, senza prevedere forme di sostegno e incentivi per il microcredito, che pure è riconosciuto dalla Ue come uno strumento indispensabile per la lotta alla povertà e per l’inclusione sociale.

L’Italia — prosegue Biggeri — è il paese che in Europa ha tra i più alti tassi di esclusione finanziaria anche tra i lavoratori dipendenti, di cui il 10% non ha un conto bancario». «In questo contesto — prosegue Biggeri — abbiamo sostenuto, sulla base della nostra esperienza, l’importanza di riconoscere i due tipi di microcredito: quello finalizzato all’occupazione e allo start-up di piccole imprese individuali, ma anche quello socio-assistenziale per far fronte alle difficoltà economiche delle fasce sociali deboli. Vediamo però che il testo del governo — pur riconoscendo l’esistenza del microcredito assistenziale — lo ritiene residuale e di minore impatto: una scelta che ci appare poco lungimirante nell’attuale fase di perdita di potere di acquisto delle famiglie, e di crescente disoccupazione».

Banca Etica ha invece accolto con grande favore la scelta di inserire nel testo del Governo il riconoscimento dell’importanza dei “servizi ausiliari di assistenza”, che caratterizzano le attività del microcredito: l’ascolto delle persone in difficoltà per aiutarle a uscire dalla crisi ed entrare in una condizione economica sostenibile e dignitosa e l’accompagnamento nella nascita di nuove attività economiche. «Continueremo a tenere sotto osservazione i lavori e ci rapporteremo col Parlamento che dovrà analizzare e dare il parere sul testo del Governo», conclude Biggeri. Nel frattempo, Ritmi (Rete Italiana di Microfinanza) ha elaborato una bozza di disegno di legge che ha consegnato nel febbraio 2012 all’intergruppo parlamentare sull’Europa. Va, infine, ricordato che in Italia, opera dal 2005, anno internazionale del Microcredito, un Comitato nazionale del Microcredito che dipende dal Ministero per lo sviluppo Economico, in precedenza dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

(La Repubblica, Affari e finanza, 4 Maggio 2012)

Condividi:

    Scrivi un commento

    ARGOMENTI

    Ufficio di Bruxelles Parlamento Europeo

    Bât. Altiero Spinelli 15G309, Rue Wiertz / Wiertzstraat 60, B-1047
    Bruxelles
    Tel. +32 (0)2 2845514
    Fax +32 (0)2 2849514
    E-mail: silvia.costa@europarl.europa.eu
    Assistente parlamentare: Ambra Sabatelli

    Ufficio di Strasburgo Parlamento Europeo

    Bât. Louise Weiss - T06129 - 1, avenue du Président Robert Schuman, F-67070 Strasbourg
    Tel. +33 (0)3 88 1 75514
    Fax +33 (0)3 88 1 79514
    Ufficio di Roma

    Tel. 06 6793557

    Tel. 06 92916547
    Email: info@silviacosta.it

    Copyright © 2010-2014 Silvia Costa - Powered by PicSrl.it - Collegati