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Mediatore europeo, in crescita le denunce contro la Commissione

Il mediatore europeo Nikiforos Diamandouros ha presentato il suo bilancio annuale per il 2010 durante la sessione plenaria a Strasburgo, il 27 ottobre. I deputati hanno applaudito il lavoro svolto, sottolineando con preoccupazione il numero crescente di denunce presentate contro la Commissione.

Nel 2010, i cittadini europei hanno presentato meno denunce dell’anno precedente. Perché?

La maggior parte dei cittadini non sa quali sono i miei poteri. Il 70% delle denunce che ricevo sarebbero dovute arrivare al difensore civico nazionale. Le denunce che posso accettare devono riguardare la trasgressione di una legge dell’Unione da parte di un’istituzione europea.

Per evitare malintesi, ho riorganizzato completamente il sito del Mediatore europeo facendolo diventare una guida interattiva capace di fornire le risposte a chi vuole inviare una denuncia.

Le denunce esaminate nel 2010 a chi erano indirizzate principalmente?

Le accuse possono essere divise in cinque categorie: la mancanza di trasparenza, appalti e sovvenzioni, denunce da parte dei lavoratori delle istituzioni europee (prima – o invece - di andare in tribunale), l’ufficio europeo di selezione del personale (EPSO) e il ruolo della Commissione come garante dei trattati. Tutti i cittadini possono sporgere denuncia se ritengono che la Commissione non segua correttamente le procedure o nel caso in cui un paese membro non rispetti le leggi dell’Unione.

Si ricorda di un caso particolarmente speciale ?

L’ultima arma che ho consiste nel presentare un rapporto al Parlamento europeo. Mi è capitato di farlo l’anno scorso, dopo che un commissario aveva rifiutato per quindici mesi l’accesso a dei documenti  legati alla casa automobilistica Porsche a una ONG, mentre il termine massimo è di tre mesi.

In qualità di mediatore europeo riceve anche delle critiche per il mancato rispetto delle sue indicazioni da parte delle istituzioni europee ?

Controllo da vicino la maniera in cui le istituzioni rispondono alle mie critiche. A sei mesi dall’invio di una comunicazione, richiedo un rapporto per sapere cosa è stato fatto.

Una sua strategia consiste nel mantenere un dialogo costante con i cittadini che hanno sporto denuncia.

Il trattato di Lisbona mette l’accento sul dialogo con i cittadini. Rappresentando un’istituzione che si occupa di denunce a livello europeo, è stato logico pensare a rinsaldare il rapporto con i cittadini ed anche a inviare le altre istituzioni europee a seguirci in questo cambiamento.

Cosa le piace di più del suo lavoro ?

Mi piace lavorare per un servizio civile di professionisti, che conosce le regole del gioco. Anche quando le istituzioni europee non conoscono abbastanza bene la legge, posso sempre tentare di instaurare un dialogo. Questo lavoro mi permette di raggiungere i cittadini di 27 paesi oltre a quelli dei paesi candidati. Mi piace essere al servizio dei cittadini.

 

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