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Maltrattamenti agli ospiti di Villa Borea, l’amarezza e le proposte di Silvia Costa

Silvia Costa interviene sul caso di vessazioni e violenza emerso nella residenza sanitaria assistita di San Remo

“All’indomani della Giornata della Memoria , che ci  ha riproposto in  drammatiche immagini  la  barbarie di un regime che  aveva ridotto l’essere umano a cosa,  calpestandone la dignità, l’agghiacciante documento trasmesso ieri sera da Rai Tre sui maltrattamenti disumani inflitti dal personale alle anziane ospiti di una residenza sanitaria assistita a Sanremo, dimostra che la sopraffazione verso i deboli e gli inermi è sempre in agguato”.

Lo ha dichiarato Silvia Costa, parlamentare europea del PD, commentando la puntata del programma “Sirene” di Rai Tre, andata in onda ieri sera sulla scandalosa situazione di vessazioni e brutalità perpetrate per anni verso gli anziani ricoverati alla Casa di Riposo Borea a Sanremo.

“L’ aggravante sul piano umano è che qui non si trattava  di carcerieri o di militari invasati dall’ideologia nazista. ma di personale sanitario e di assistenza ad anziani, alcuni dei quali non autosufficienti. La violenza gratuita, l’intimidazione terrorizzante e la denigrazione verbale fino al turpiloquio scandiva le giornate vuote e angosciose di decine di pazienti, in particolare donne , come ha messo in luce la lunga e puntuale  indagine condotta dalla Guardia di Finanza di San Remo (guidata da una donna) con accorata umanità”, ha aggiunto Silvia Costa che ha proseguito: “Se c’è soddisfazione per l ‘arresto – e speriamo la severa condanna -  degli imputati (tra cui la inqualificabile presidente della Fondazione, che sapeva e aveva taciuto), resta l’amarezza per la carenza di controlli, di adeguatezza umana e professionale del personale impiegato, nonché per le condizioni inaccettabili in cui erano tenuti gli ospiti della struttura sociosanitaria”.

“Questa pagina di buona televisione-denuncia, che ha  documentato  una esemplare indagine condotta dalle forze dell’ordine – ha concluso Costa – deve indurre le istituzioni e le ASL a rendere molto più stringenti i criteri e le condizioni delle convenzioni, il regime delle verifiche, le forme di  reclutamento e di direzione del personale, l’esercizio di responsabilità delle direzioni sanitarie. Ma deve far riflettere anche sulla opportunità di aprire queste strutture  al volontariato, anche per garantire  forme  di ascolto e  di intrattenimento dei pazienti accanto ad una umanizzazione e ad un controllo sociale preziosi. Perchè non  è accettabile che solo la denuncia di una badante sensibile e coraggiosa abbia dato il via a questa indagine, laddove ha miseramente fallito tutto il sistema di responsabilità dentro e intorno alla Casa di Riposo Borea”.

 

 

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