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L’UE continuerà a distribuire aiuti alimentari ai bisognosi

Il programma europeo “Cibo per i bisognosi” continuerà a fornire alimenti per i cittadini europei in stato di necessità per altri due anni, grazie al piano di salvataggio approvato nella sessione plenaria di mercoledì e concordato con il Consiglio. Sul programma fanno affidamento 18 milioni di persone tra le più povere d’Europa e in 20 diversi paesi.

“La crisi attuale insieme alle difficili condizioni climatiche ha avuto un duro impatto sui poveri. Il programma [di aiuti alimentari] sostiene circa 18 milioni di europei che sono senza casa, senza lavoro, anziani o portatori di handicap, ma anche famiglie numerose e genitori singoli. E’ positivo che l’UE si sia ricordata di loro. Ma il compito più importante è garantire la continuazione del programma che distribuisce cibo ai poveri e ai bisognosi anche dopo il 2014″, ha dichiarato il relatore Czesław Adam Siekierski (PPE, PL)

Mantenere il programma operativo con la giusta copertura finanziaria fino alla fine del 2013 è un “risultato importante”, ha detto Paolo De Castro (S&D, IT), Presidente della commissione agricoltura, “ma non rappresenta la fine della vicenda”. “Dobbiamo continuare a esercitare pressione politica per assicurarsi che l’UE continui a mostrare solidarietà verso i più deboli della nostra società anche dopo il 2013, specialmente in tempi di forte crisi economica”, ha aggiunto.

Le nuove regole saranno applicate retroattivamente dal primo gennaio 2012, permettendo al programma di andare avanti fino alla fine del 2013 con un budget annuale di massimo 500 milioni di euro.

 

Il contesto

Il piano per la distribuzione di cibo gratuito ai cittadini europei più bisognosi, avviato nel 1987 nell’ambito della Politica Agricola Comune (PAC), fornisce attualmente aiuti alimentari per 18 milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà in 20 diversi paesi dell’Unione.

Il cibo proveniva originariamente dalle scorte d’intervento del PAC, ma essendosi queste ridotte nel tempo, si è dovuto fare sempre maggiore affidamento agli acquisti sul mercato libero, anche perché il numero dei cittadini in stato di necessità era in forte aumento a causa degli effetti della crisi globale.

Tuttavia, nell’aprile 2001, la Corte di Giustizia europea ha stabilito che il programma poteva utilizzare unicamente cibo proveniente dalle scorte d’intervento. Senza la soluzione approvata mercoledì, gli stanziamenti per il programma si sarebbero ridotti a 133 milioni nel 2012, a fronte dei 500 milioni dell’anno precedente.

Per evitare un taglio netto degli aiuti alimentari, proprio quando il numero di persone che ne avrebbe bisogno sta aumentando, il Parlamento ha chiesto, in una risoluzione del luglio 2011, di trovare una soluzione temporanea che avrebbe permesso di salvare il programma.

Una proposta di aggiornamento del regolamento, che avrebbe permesso al programma di poter continuare a comprare cibo nel libero mercato, è stata bloccata dal Consiglio fino al novembre 2011, quando la Germania ha acconsentito a permettere la continuazione del programma, con fondi appositi, fino alla fine del 2013.

 

 

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