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L’intervento di Silvia Costa

Ecco l’intervento di Silvia Costa che ha aperto i lavori del convegno “La Via Francigena nell’ambito degli itinerari culturali europei” nella Sala delle Bandiere del Parlamento Europeo – Ufficio per l’Italia, Via IV Novembre, 149.

E’ un grande piacere per me salutarvi nella sede della rappresentanza italiana del Parlamento Europeo  e portarvi anche il saluto dell’on. Scurria, con cui avevamo immaginato questa iniziativa, ma che ha avuto un impegno inderogabile nelle Marche, mentre ringrazio per il loro patrocinio l’Associazione europea dei comuni della Francigena.

Questo incontro di Roma ha l’obiettivo di  riprendere una forte iniziativa corale e di disegnare un bilancio e le prospettive per il rilancio degli itinerari culturali europei e della via Francigena in particolare, a partire dalle Regioni del centro Italia, in collaborazione con le istituzioni locali e le associazioni dei pellegrini e dei camminatori, che ne sono i protagonisti e l’anima.

Ritengo infatti che il processo di integrazione europea , di riconoscimento di valori comuni, e di valorizzazione della diversità culturale, passi anche per la promozione  degli itinerari culturali europei riconosciuti dal Consiglio d’Europa (che oggi sono 29), tra i quali i Grandi itinerari di  Santiago di Compostela e della via Francigena costituiscono due assi portanti ,sulle tracce dei più antichi pellegrinaggi cristiani in Europa.

Lungo questi percorsi, che nel caso della francigena da Canterbury a Roma, sul tracciato indicato dall’arcivescovo di Canterbury Sigerico nel 1 secolo, attraversano quattro Stati  (UK,FR,CH e IT) e in Italia  sette regioni ,si riproduce  una metafora di ciò che serve all’Europa oggi: il cammino con una meta, l’incontro con l’altro che non è un nemico ma un compagno di viaggio, il dialogo interculturale, il rispetto e non il consumo del territorio, la sobrietà ,il recupero di un tempo vivibile in pienezza, una ricerca spirituale e non solo materiale, ma anche la valorizzazione del suo inestimabile patrimonio artistico e culturale e paesaggistico. Forse per questo è crescente la decisione spontanea di centinaia di migliaia di persone di tutte le età e condizioni di mettersi in cammino. Cosa che ho fatto anche io due estati fa…

In questo primo anno di esperienza parlamentare ho lavorato per creare le condizioni di un rafforzamento del dialogo istituzionale tra il PE, il Consiglio d’Europa, l’Istituto del Lussemburgo e la Commissione europea, insieme all’Associazione europea dei Comuni della Francigena(che ringrazio per il patrocinio e che riunisce oltre 100 Comuni e Province europei ).E i primi risultati si sono visti, anche per il contestuale avvio della nuove competenze della UE in materia di turismo, in base all’art.195 del Trattato di Lisbona.

Come molti di voi sanno, infatti, nella Comunicazione del Commissario Tajani sul Turismo in Europa, è stato ricompreso il turismo culturale e in particolare gli itinerari culturali europei. La relazione su questa  Comunicazione, di cui sono relatore shadow per il mio gruppo, è stata votata in  Commissione cultura e in cartellina troverete gli emendamenti che ho proposto e che sono stati approvati.

Grazie anche alla rete che abbiamo avviato con colleghi di diverse commissioni e di diversi gruppi politici, è stato anche approvato nel Bilancio della UE un mio emendamento condiviso dai gruppi S&D e PPE, per istituire una azione preparatoria sul turismo culturale e sostenibile, finanziata per un anno ma che potrà essere riproposta anche per altri due anni e che vorremmo prefigurasse un capitolo permanente del bilancio comunitario.

Nella giornata europea del Turismo si è siglato inoltre un importante  Memorandum d’intesa, su iniziativa italiana, tra i Governi dei 4 Stati attraversati dalla Francigena per una più forte coooperazione per la sua valorizzazione .
Nel contempo il Consiglio d’Europa ha stipulato accordi parziali per la valorizzazione degli itinerari culturali con 13 paesi, tra cui l’Italia.

Insomma, l’Europa si è rimessa in cammino!
Non solo istituzionalmente direi ma anche fisicamente, attraverso la piccola sfida che ho lanciato la scorsa estate ai colleghi parlamentari di diversi paesi, agli amministratori e alle associazioni per un programma di “passeggiate francigene” che, dopo quella nella provincia di  Siena, si svolgeranno quest’anno lungo tratti della via nella Provincia di Viterbo e di Roma.

In questa nuova cornice europea, che intende rendere più competitivo e di qualità il turismo, è ora necessario un rafforzamento e una maggiore condivisione della  “governance multilivello”, nel rispetto del principio della sussidiarietà e della valorizzazione di tutti gli attori istituzionali e sociali europei, per costruire davvero un Sistema Francigena.

Va detto che l’Italia ha fatto passi importanti nell’ultimo decennio: l’attività di coordinamento presso ilo MiBAC (con la Consulta e il comitato scientifico), integrato dall’accordo di valorizzazione della Francigena del febbraio scorso tra MIBAC e Associazione europea dei Comuni (con lo sviluppo dello strumento 2.0  del portale ); il progetto interregionale Via Francigena in forza della legge nazionale sul turismo 135 del 2001, di cui è capofila la Toscana; la legge regionale del Lazio del 2006 e l’approvazione del tracciato nel 2007, con il forte coinvolgimento degli enti locali e la collaborazione con l’Opera romana pellegrinaggi. L’impegno da parte della Provincia di Roma sulla qualificazione del tracciato e l’avvio del tratto a sud di Roma nella prospettiva della Francigena che giunge a Gerusalemme. Il protocollo siglato a Lucca sulle vie di Abramo. Il lavoro della provincia di Viterbo e del Comune capofila nel Lazio, Montefiascone. E la presenza qui anche delle Province di Rieti e di Perugia vogliono essere un riconoscimento alla Via Francescana, che le unisce. La decisione del Comune di Monteriggioni di definire invariante strutturale il percorso.

Dal punto di vista operativo, mentre il Lazio ha istituito una cabina di regia interassessorile, la Toscana si avvale di un masterplan che sembra uno strumento molto efficace di inserimento delle azioni per infrastrutturare il tratto toscano all’interno della programmazione e dei finanziamenti regionali ed europei.  In Europa , dopo l’Italia solo la  Francia ha istituito quest’anno l’Unione francese degli itinerari culturali del Consiglio d’Europa, che riunisce le otto reti di itinerari presenti in quel Paese.

Sappiamo anche che presso il Consiglio d’Europa gli accordi parziali prevedono l’istituzione di comitati di orientamento con la Commissione, L’ Istituto del Lussemburgo, il PE e il Governo ma su tutti gli itinerari
Dopo aver partecipato a vari incontri, da Siena a Lucca a Roma con la rete dei Cammini ed altre associazioni ,mi sono convinta della necessità di avere occasioni periodiche e  luoghi di interlocuzione e di verifica che comprendano insieme istituzioni e associazioni.

Provo ad avanzare una proposta: perché, a partire da qui e con un forte ruolo dell’Associazione europea dei Comuni della Francigena ,non pensare ad un FORUM permanente e itinerante che coinvolga tutti gli attori e gli stakeholders dei quattro paesi coinvolti, che si riunisca periodicamente per fare verifiche e piani condivisi? Un banco di prova non potrebbe essere la sperimentazione di un progetto o prodotto o servizio messo a fattor comune in base all’azione preparatoria?

La seconda questione riguarda il ruolo delle associazioni religiose e civili. Credo che in questi anni abbiano dimostrato come la via può vivere e avere un significato solo riconoscendo e valorizzandone i protagonisti ,i singoli e le associazioni di pellegrini e camminatori ,come testimoni e alleati fondamentali di una messa a regime dei percorsi, dell’accoglienza, della sicurezza, dell’accessibilità, della comunicazione , ecc.. Ma anche nella offerto della loro professionalità di accompagnatori, educatori, innovatori e creativi. Esistono già esperienze interessanti, ma oggi sentiremo le loro proposte ed esperienze, nonché progetti anche tecnologici che li rendano i terminali sensibili della comunicazione e informazione.

C’è una nuova domanda di turismo come esperienza di viaggio e di scoperta da vivere e condividere, che deve prevedere una nuova offerta personalizzata di servizi evoluti. (come il  Web 2.0, il Portale europeo ,accessibile anche da palmari) e di strumenti evoluti (tracciato,spazio per segnalazione in tempo reale di problemi e proposte, ecc.).
Credo che al fondo ci debba essere una forte capacità di programmazione partecipata tra i settori del turismo,della cultura e dell’ambiente,ma anche dell’urbanistica E la futura programmazione europea dei FS incoraggerà proprio i priogrammi integrati che producono sviluppo,qualità e occupazione.

Le nuove prospettive di un più forte e competitivo turismo europeo costituiscono la cornice in cui fare il nostro dibattito e le nostre proposte. Io da parte mia prendo l’impegno ad ampliare l’intergruppo di eurodeputati sul turismo culturale anche ai parlamentari di altri paesi perche possiamo sempre più essere vostri interlocutori.

Silvia Costa

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    1 commento for “L’intervento di Silvia Costa”

    1. “L’Europa è una grande speranza che si realizzerà soltanto se terrà conto della storia: un’Europa senza storia sarebbe orfana e miserabile. Perchè l’oggi discende dall’ieri, e il domani è il frutto del passato”
      Jacques Le Goff

      La Via Francigena non è una via , ma un sistema viario con molte alternative e varianti. E’ stato un convegno “aperto” , dinamico, a più voci, stimolante. Solo con la tenacia e la costanza di Silvia Costa, l’Europa davvero si rimette in cammino. Il FORUM permanente e itinerante è sicuramente una nuova e lungimirante idea concreta come sempre. Complimenti!

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