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Le industrie culturali e creative, un potenziale da sfruttare, oggi a Roma l’incontro sul Libro Verde

GreenBook“Libro Verde UE: le industrie culturali e creative, un potenziale da sfruttare”. Sarà questo il tema dell’incontro con esponenti della cultura e della creatività italiane promosso  dalla parlamentare europea Silvia Costa (PD-S&D) in programma domani 15 ottobre alle ore 15 nella Sala delle Bandiere della sede italiana del Parlamento Europeo.

Il  Libro Verde sulle industrie culturali e creative rappresenta un’opportunità  per realizzare quello spazio europeo della cultura, obiettivo della Agenda europea a partire dal 2007, e mettere  in collegamento e in comune mondi distanti.

Le industrie culturali e creative in Europa rappresentano una quota significativa del Pil comunitario (2,6%) per 5 milioni di occupati) e uno dei fattori chiave per lo sviluppo competitivo. Nel Libro Verde l’Europa si interroga su quali strumenti e strategie utilizzare per dare più spazio e sostegno alle industrie culturali e creative, migliorando l’accesso alle tecnologie (Agenda digitale europea) e l’uso dei loro contenuti, favorendo reti, incubatori e investimenti.

Un secondo obiettivo strategico è quello di accelerare gli effetti indotti dalle industrie culturali e creative sulle altre imprese e sulla società, anche promuovendo “partenariati creativi” tra industrie culturali, scuola e imprese, integrando i piani locali e quelli interregionali.  Un ulteriore focus del testo riguarda la mobilità degli artisti, degli operatori culturali, nonché delle opere, per promuovere la diversità culturale europea.

“Se l’Europa considera che la cultura è fattore chiave per la competitività e l’inclusione – afferma Silvia Costa – per l’Italia questo è ancora più importante in considerazione della ricchezza e della specificità del suo patrimonio culturale e creativo, oggi mortificato da politiche nazionali che stanno disinvestendo su cultura, educazione e ricerca”.

“Pur avendo molti pregi,  il Libro verde è limitato – aggiunge l’eurodeputata – perché otto settori individuati  sono riduttivi rispetto ai 13 esplorati dal Libro Bianco Italiano sulla Creatività, promosso dal governo Prodi e pubblicato nel 2009. Inoltre perde l’occasione di richiamare gli Stati membri a non ridurre l’impegno finanziario nelle politiche culturali. L’innovazione di cui si parla non fa infine sufficiente riferimento ai valori e alla qualità sociale da promuovere limitandosi a un prevalente approccio economicistico”.

“Con la larga consultazione, che ho avviato come relatore per l’S&D nella Commissione Cultura, intendo colmare un vuoto di ascolto istituzionale nel mio Paese, raccogliere contributi per integrare il documento ma soprattutto  stimolare il Governo Italiano a istituire il tavolo nazionale e la Commissione Europea a realizzare alla fine del percorso un Libro Bianco con l’impegno concreto a dar vita allo spazio europeo della cultura”.

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