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Le donne si rivolgono all’Onu per far valere i loro diritti

silvia-costa-a-fanoIl progetto internazionale avviato a Fano per dire no alla violenza sulle donne non si ferma e si allarga ad altri Paesi del Mondo. La conferenza “Donne: diritti violati, diritti da conquistare” tenutasi al Teatro della Fortuna di Fano dal 5 al 7 marzo, promossa dall’assessorato alle pari opportunità del Comune e dall’Oasi dell’Accoglienza, in collaborazione con il Circolo Didattico Sant’Orso di Fano, con il sostegno del Centro Servizi per il Volontariato, e con il patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro Urbino e del Comune di Fano.

Da questa 3 giorni è scaturito un documento nel quale vengono recepite le istanze avanzate dalle donne provenienti da 18 paesi che hanno partecipato al convegno. Obiettivo dell’incontro è stato quello di condividere situazioni ed esigenze di donne provenienti da svariati paesi per cercare di creare una rete attraverso la quale si possa arrivare a far riconoscere i diritti sanciti dalla legislazione.

“Troppo spesso infatti -ha spiegato la fondatrice dell’Oasi dell’Accoglienza Maria Chiera- le donne sono vittime di violenze, che non sono solo fisiche o sessuali, ma possono riguardare l’ambito lavorativo, limitazioni del diritto all’istruzione, difficoltà ad avere tutela giudiziaria, oppure in alcuni Paesi persino mutilazioni fisiche”.

Nel documento redatto, che verrà presentato al Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani con sede a Ginevra e all’europarlamentare Silvia Costa con l’intento di essere inserito nella Carta dei Diritti Umani, le donne hanno avanzato alcune richieste, illustrate dall’Assessore Maria Antonia Cucuzza: “Si chiede che vengano estesi e riconosciuti a tutti i Paesi del mondo il diritto delle donne alla salute fisica e psichica, il diritto all’istruzione e alla formazione personale, il diritto a non essere discriminate e a non subire abusi di potere in ambito lavorativo. Intendiamo chiedere inoltre che in tutti gli Stati siano attivati programmi di monitoraggio della violazione dei diritti delle donne in ogni ambito della violenza fisica e psicologica: violenza familiare e domestica, religiosa, sociale, politica, lavorativa”.

Inoltre la conferenza è stata l’occasione per dare il via a nuovi ed importanti progetti, tra cui uno di respiro internazionale: “Abbiamo ricevuto un invito dall’Argentina – ha concluso Maria Chiera – a prendere parte ad un evento che si terrà il prossimo anno, nel quale portare testimonianze di donne come già fatto a Fano. Ovviamente non ci fermeremo qui, ma riporteremo anche in Italia i risultati”.

Silvia Falcioni*

*Articolo pubblicato su viverefano.com il 19 marzo 2010

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