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Regioni del Sud cialtrone? Ecco la verità sulla gestione dei fondi Ue

bandiere_pdQuesta mattina si è tenuta presso la sede del Pd al Largo del Nazareno una conferenza stampa con il capogruppo del Pd al Parlamento Europeo, David Sassoli, il suo vice, Andrea Cozzolino, il vice-presidente dell’Assemblea di Strasburgo, Gianni Pittella e il capogruppo in commissione Bilancio della Camera, Pier Paolo Baretta nel corso della quale gli esponenti del Pd hanno risposto agli insulti di Tremonti alle regioni del Sud -accusate di “cialtroneria” per il mancato utilizzo dei Fondi strutturali europei-chiarendo alcuni punti sull’andamento della spesa dei fondi strutturali nei 27 paesi dell’Unione.

Per Sassoli l’attacco di Tremonti ai leader delle regioni meridionali la scorsa settimana mostra che “c’è un ministro che non vuole bene a larga parte del Paese, anche perché ha taciuto sulla decisione del Parlamento e del Consiglio europei di modificare i regolamenti per l’utilizzo dei fondi del Quadro 2007-2013; decisione che lui stesso ha concorso a prendere e che quindi conosceva”.
“L’accusa di inefficienza alle regioni meridionali –ha sottolineato Cozzolino – non trova riscontro nei fatti. Esse infatti hanno utilizzato il 99,7% dei Fondi Ue della Programmazione 2000-2006, conclusa nel dicembre 2009. Le difficoltà nell’utilizzo dei finanziamenti europei, dunque, riguarda le regioni italiane al pari di quelle di altri Paesi. Al Parlamento europeo siamo abituati a discutere su dati reali e non a campagne mediatiche che durano un giorno”.
“Se il ministro Tremonti non vuole far perdere alle regioni del Sud in Fondi europei dei prossimi anni, smetta di fare il gioco delle tre carte e ripristini i miliardi tagliati al Fas”, ha concluso Cozzolino.
Secondo Pittella le accuse del ministro dell’Economia hanno una ragione politica: “Tremonti è un ministro intelligente. Se ha detto delle cose palesemente false, ci deve essere una ragione politica. Evidentemente ha voluto creare un clima di disdoro verso tutte le regioni per rendere più accettabile all’opinione pubblica il taglio della manovra alle Regioni e ha voluto delegittimare le Regioni del Sud per preparare il piatto avvelenato del federalismo senza solidarietà”.
“Perfino l’indice del costo della vita dell’Istat, che per come è costruito dà un’immagine assolutamente falsata di come stanno le cose a Nord e a Sud del Paese – ha aggiunto Pittella – viene utilizzato per giustificare la riduzione delle risorse da destinare al Mezzogiorno”.
Il Pd avanza tre proposte per non perdere i finanziamenti 2007-2013: creare una Cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio, soprattutto per i progetti sovra regionali, in cui mettano soldi non solo le Regioni ma anche ministeri come le Infrastrutture o la Ricerca; in secondo luogo rinunciare all’idea del ministro Fitto di una totale riprogrammazione, perché l’azzeramento dei piani fin qui approvati comporterebbe uno slittamento di tempi tali da far perdere molti finanziamenti europei; infine eliminare i vincoli del Patto di stabilità interno che impedisce agli enti locali di spendere soldi che pure hanno.
Ma la richiesta più importante è il ripristino dei soldi del Fondo aree Sottoutilizzate (Fas). Baretta ha sottolineato che “il Documento Strategico del dicembre 2009 realizzato dal Dipartimento per lo sviluppo e la coesione ammette, a pagina 24, che è del 27% la differenza tra la previsione di spesa ex ante e quanto al momento prevedibile nell’arco temporale 2007-2013”. Prodi, ha ricordato Baretta, aveva portato il Fas a 64 miliardi, l’85% dei quali destinati al Sud. Ma da lì sono stati presi via via 25 miliardi per operazioni estranee all’obiettivo del Fas, come il salvataggio di Alitalia o le infrastrutture nel Nord. Se dunque non verranno ripristinati almeno una decina di miliardi, verranno persi molti dei Fondi Ue per mancato cofinanziamento.
Scarica qui il documento del Pd sui fondi Ue
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