Home > Donne, Primo piano

La nuova liberazione femminile

MAU_4183.jpg Ph. M.Riccardi (C)«Adesso!». Con questo grido liberatorio che si è levato come un aquilone dalle 250 piazze d’Italia, e dalle oltre 30 all’estero, le donne (e tanti uomini) hanno risposto all’interrogativo posto dalla straordinaria manifestazione di popolo di domenica: “Se non ora, quando?”. Adesso – hanno detto dal palco le più giovani – perché la misura è colma, perché non è più accettabile confrontarsi con quell’immagine deturpata, umiliata delle donne che da troppo tempo il nostro anomalo sistema mediatico ci rimanda, prima dalle tv private, ma da tempo anche da quelle pubbliche, né con lo scialo delle competenze e dei talenti femminili.
Adesso, perché – lo hanno ricordato in tante – nell’agenda del paese non c’è ombra delle priorità che sono in discussione in Europa. E cioè: la crisi e la ripresa, l’occupazione e la riduzione della precarietà, soprattutto dei giovani e delle donne, le politiche di conciliazione e un nuovo welfare familiare, la lotta alla povertà (il 2010 era l’anno europeo dedicato, risultati in Italia: zero) e l’investimento nell’istruzione e nell’innovazione, il riconoscimento del merito, ma sulla base di pari opportunità.
Adesso, perché l’indignazione diffusa verso un premier che legittima con i suoi comportamenti la tragica spirale sesso/denaro/potere nei confronti delle giovani donne (aldilà del verdetto che emetterà la magistratura) offende soprattutto chi – come suor Eugenia ha detto con forza – è da anni impegnata di giorno e di notte nella restituzione di dignità e nel riscatto delle donne straniere, ingannate e sottoposte alla schiavitù moderna della tratta degli esseri umani nella nostra “civile” Europa.
Adesso, perché dopo questa ola che, di appello in appello, si è formata, ha dilagato nei social network, negli sms, nei volantinaggi spontanei, negli articoli di giornale, fino a creare una marea rifluita in piazze frementi e pacifiche, non solo non si può tornare indietro, ma si deve decidere insieme come e dove andare. Trovando vie e modalità che non disperdano questa ricchezza e questa risorsa di forze fresche e pulite per la democrazia del paese.
Ha scritto Concita De Gregorio che serve «un progetto di rinascita che sia capace di diventare progetto politico, perché la politica è qui, nelle cose: la politica è dove i cittadini chiedono rispetto per il loro futuro».
Chi come me ha dato un convinto contributo all’iniziativa del 13 senza occupare la scena, sente forte il dovere che adesso ciascuna faccia la sua parte. Un primo risultato è la nascita del Comitato “Se non ora quando? 13 febbraio” con le promotrici dell’iniziativa. Come donne del Pd abbiamo però una grande, immediata occasione per riprendere le questioni emerse: la conferenza nazionale delle donne, venerdì e sabato prossimi. Vorrei che questo nostro incontro, superando un percorso preparatorio un po’ asfittico e poco partecipato, assumesse la sfida delle attese delle donne italiane avanzando proposte su cui aprire in modo creativo forme di confronto e di dialogo, per condividere priorità che non possono più attendere.
In particolare emergono tre questioni su cui assumere una forte iniziativa politica e programmatica, a partire dalla condizione femminile: – il riequilibrio tra potere e responsabilità nel sistema della comunicazione, a partire dall’attuazione del nuovo contratto di servizio Rai per quanto attiene alla rappresentazione delle donne, alla loro presenza autorevole nella programmazione, allo spazio da dare alle problematiche sociali, alla cultura italiana ed europea. Niente sembra ancora essere stato fatto per l’avvio dell’Osservatorio ad hoc approvato in commissione Vigilanza. Chiamare l’Authority a una più efficace azione di indirizzo e richiamo. E sulla pubblicità l’attivazione di canali di segnalazione e di denuncia, a partire dalle normative nei Comuni. La questione risorse per sviluppo/istruzione/lavoro, a partire dai giovani uomini e donne, che coinvolga gli amministratori per un uso mirato e innovativo dei fondi strutturali.
Va aperta una discussione pubblica, usando i social network e altre forme di dialogo, come si è detto all’Assemblea nazionale. Infine, l’individuazione di modalità che tengano vivo il rapporto con chi il Comitato, creando una forte alleanza con le donne della cultura, delle professioni, dell’università e dell’associazionismo, insieme al sindacato, cercando di tenere aperto un canale di costante comunicazione, invitando alla nostra conferenza alcune delle protagoniste della giornata del 13, facendo del nostro appuntamento l’occasione di una nuova fase della vita delle donne democratiche.
Silvia Costa

Articolo pubblicato dal quotidiano “Europa” il 16 febbraio 2011
La foto è di Maurizio Riccardi
Guarda anche:
Condividi:

    Scrivi un commento

    ARGOMENTI

    Ufficio di Bruxelles Parlamento Europeo

    Bât. Altiero Spinelli 15G309, Rue Wiertz / Wiertzstraat 60, B-1047
    Bruxelles
    Tel. +32 (0)2 2845514
    Fax +32 (0)2 2849514
    E-mail: silvia.costa@europarl.europa.eu
    Assistente parlamentare: Ambra Sabatelli

    Ufficio di Strasburgo Parlamento Europeo

    Bât. Louise Weiss - T06129 - 1, avenue du Président Robert Schuman, F-67070 Strasbourg
    Tel. +33 (0)3 88 1 75514
    Fax +33 (0)3 88 1 79514
    Ufficio di Roma

    Tel. 06 6793557

    Tel. 06 92916547
    Email: info@silviacosta.it

    Copyright © 2010-2014 Silvia Costa - Powered by PicSrl.it - Collegati