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La green economy per uscire dalla crisi

Copenhagen. La disfatta, il compromesso, o il punto di partenza. All’indomani del piu’ importante vertice sul clima dai tempi di Kyoto, le questioni irrisolte sono ancora tante. Le aspettative, deluse o meno, ci sono ancora ed e’ tempo che qualcuno cominci a soddisfarle. Toccherebbe al governo, che sembra però troppo impegnato a sonnecchiare o, peggio, a negare la responsabilità dell’uomo nel global warming. Il PD non ci sta e riparte da qui: dalle proposte.

L’analisi di Bersani. Nel corso della conferenza stampa sul dopo-Copenhagen, tenuta insieme a Stella Bianchi, responsabile Ambiente della segreteria nazionale, Laura Puppato, responsabile forum Ambiente, Roberto Della Seta, capogruppo in commissione Ambiente ed Ermete Realacci, il segretario Pier Luigi Bersani a presentare la green economy come “l’unica carta anticiclica che potremo giocare anche in termini di mobilitazione del risparmio privato”. Non serve solo a preservare l’ambiente, “ma e’ una fonte di occupazione certa e immediata”. Il risultato di Copenhagen non soddisfa, Bersani non ha difficolt” ad ammetterlo, ma “da qui si puo’ partire. A Kyoto erano presenti 40 paesi in meno rispetto a Copenhagen. l’accordo fu vincolante, e’ vero, ma i paesi che assunsero l’impegno rappresentavano in tutto il 30% delle emissioni. A Copenhagen, invece, i paesi presenti erano causa dell’80% delle emissioni. Quantomeno un bel passo in avanti per quanto riguarda la consapevolezza”. Un”analisi, quella del segretario democratico, che concede per” ampi spazi anche alle dolenti note, prima fra tutte l’Europa. Nella difficolt” di imporsi del vecchio continente, il leader PD scorge “il palese isolamento dell’Unione europea, che ha mostrato un deficit di peso politico. Il che conferma che la
dimensione intergovernativa non ci porta da nessuna parte”. Altro problema e’ che “alcuni paesi europei hanno ancora una visione troppo arretrata. E l’Italia rappresentata da questo governo e’ senza dubbio fra quelli. Sento da parte del governo un po’ di lacrime di coccodrillo. Sull’ambiente ha avuto sempre una posizione molto tiepida con sfumature negazioniste”. Nonostante l’incertezza del vertice appena concluso, il governo non deve dimenticare che l’obiettivo del 20-20-20 e’ ancora in vigore e l’Italia e’ distante anni luce”.

Le proposte del PD. A presentare l’alternativa, del PD in materia di green Economy e’ Stella Bianchi, responsabile Ambiente della segreteria nazionale. “Le nostre proposte sono gia’ in campo da tempo e le abbiamo ribadite anche nel corso dell’ultima finanziaria. ” precisa Bianchi ” Il piano del PD, strutturato in 8 punti, ” capace di creare un milione di posti di lavoro in cinque anni”.
Efficienza Energetica. “Puntiamo a risparmiare energia con la riqualificazione delle abitazioni e degli edifici privati e pubblici, con la sostituzione delle auto e degli elettrodomestici piu’ inquinanti” spiega il membro della segreteria. In particolare l’obiettivo e’ “rendere permanente ed estendere le agevolazioni fiscali al 55% per gli interventi di efficienza energetica voluto dal governo Prodi. Vogliamo consentire ai comuni di spendere risorse nelle loro casse, in modo da migliorare subito l’ambiente e creare occupazione.

Fonti rinnovabili. Lo scopo e’ raddoppiare nei prossimi dieci anni l’energia prodotta dalle fonti rinnovabili. Costruire un”industria nazionale del settore e promuovere nuove imprese che producano impianti, tecnologie, pannelli solari, nuovi materiali per l’edilizia etc.. come evidenziato dalla Bianchi e dallo stesso Bersani: “Il ritorno al nucleare e’ impensabile e dispendioso. l’unica cosa che si puo’ fare e’ proiettarsi nella ricerca sul nucleare di ultima generazione. e’ inutile concentrarsi su cose difficili se non si riesce neanche a fare quelle facili”.

Trasporto pubblico. “Nel nostro piano ” spiega Stella Bianchi ” e’ previsto l’investimento pubblico per il rinnovo del parco mezzi con acquisto di autobus a metano. Lo scopo e’ avviare un piano di 1000 treni per i pendolari, con 300 milioni di euro all’anno per 5 anni”. Si prevede inoltre l’introduzione dei ticket tran sport, buoni di trasporto che le aziende potranno fornire ai dipendenti per il tragitto casa-lavoro.

Ricerca. Si prevede il sostegno alla ricerca per le auto ecologiche del futuro e il ripristino del credito di imposta per la ricerca come base dell’economia che punta sull’innovazione, sulla conoscenza e sulla qualit” legata all’ambiente. Si vuole inoltre proseguire il lavoro avviato con Industria 2015.
Territorio, turismo agricoltura di qualit”. Si vogliono favorire le imprese e le economie che si basano sul nostro straordinario patrimonio ambientale e storico culturale, promuovendo il made in italy. Prioritario diventa, pertanto, il ripristino dei fondi per la difesa del suolo dimezzati dal governo.

Rifiuti. Si a incentivare il riciclo dei rifiuti e l’industria ad esso collegati. Come spiega il Pd in una nota, un incremento del 15% in dieci anni rispetto ai livelli attuali rappresenterebbe il 18% rispetto dell’obiettivo nazionale di riduzione delle emissioni di Co2, con una conseguente riduzione dei consumi energetici di 5 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti.
Regole e procedure semplici e certe. Obiettivo del Pd e’ rendere piu’ semplici le procedure delle autorizzazioni degli impianti che utilizzano fonti rinnovabili e garantiscono risparmio energetico.

Infrastrutture. Come precisa Stella Bianchi, “allentare il patto di stabilit” permetter” di aprire subito i cantieri per piccole e medie opere di riqualificazione del territorio e delle citt”, per la manutenzione di scuole, ferrovie e strade”.
Ispra, parla uno dei ricercatori. Presente alla conferenza PD, Paolo Versili, ricercatore Ispra, che racconta qualcosa che le Tv e i giornali non dicono, e forse non sanno: “I licenziamenti riguardano anche le unit” operative, motivo per cui si sta mettendo l’ente in condizione di non funzionare. Quello che in pochi sanno e’ che il nostro ente monitora lo smantellamento nucleare, ma in queste condizioni i livelli di sicurezza ne risentono.

Roberto della Seta ha parlato di “esito molto deludente d Copenhagen rispetto alle attese e alle necessit” del pianeta. Molti paesi hanno assegnato ingenti risorse alla green economy in risposta alla crisi. l’Italia manca all’appello, non solo non sono state destinate risorse, ma addirittura ne sono state tagliate. A Copenhagen non abbiamo contato nulla non per l’assenza del premier, ma perch” a livello internazionale siamo poco credibili. Questo governo deve cambiare rotta e noi staremo col fiato sul collo affinch” lo faccia”.

Il deputato Ermete Realacci attacca il governo: “Mi vergogno quando Berlusconi dichiara che 600 mln in tre anni e’ un contributo generoso, dimenticando che Francia, Germania e gran Bretagna hanno dato il doppio”.

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