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La Caritas corregge l’Istat, dati allarmanti: i poveri in Italia sono quasi 8 milioni e mezzo

povertàIl 17 ottobre si è celebrata la Giornata mondiale contro la povertà. E proprio in questi giorni l’Italia si scopre più povera. Tra chi fatica ad arrivare a fine mese, chi non ci arriva proprio e chi ha dovuto cambiare il proprio tenore di vita. La fotografia arriva dal X Rapporto su poverta’ ed esclusione sociale in Italia, curato da Caritas Italia e Fondazione Zancan.

”Non e’ vero che siamo meno poveri, come gli ultimi dati ufficiali sulla poverta’ (luglio 2010) farebbero pensare”, denuncia il Rapporto. Secondo l’Istat lo scorso anno l’incidenza della poverta’ relativa e’ stata pari al 10,8% (era 11,3% nel 2008), mentre quella della poverta’ assoluta risulta del 4,7%. L’istituto di statistica parla di dati ”stabili” rispetto al 2008. In realta’, spiega il rapporto, si tratta di ”un’illusione ottica: succede che, visto che tutti stanno peggio, la linea della poverta’ relativa si e’ abbassata, passando da 999,67 euro del 2008 a 983,01 euro del 2009 per un nucleo di due persone. Se pero’ aggiornassimo la linea di poverta’ del 2008 sulla base della variazione dei prezzi tra il 2008 e il 2009, il valore di riferimento non calerebbe, ma al contrario salirebbe a 1.007,67 euro”.

Con questa operazione di ricalcolo, si legge ancora nel Rapporto, ”alzando la linea di poverta’ relativa di soli 25 euro mensili, circa 223 mila famiglie ridiventano povere relative: sono circa 560 mila persone da sommare a quelle gia’ considerate dall’Istat (cioe’ 7 milioni e 810 mila poveri) con un risultato ben piu’ amaro rispetto ai dati ufficiali: sarebbero 8 milioni e 370 mila i poveri nel 2009 (+3,7%)”.

La poverta’ si conferma un fenomeno che riguarda soprattutto il Mezzogiorno, le famiglie numerose, quelle con 3 o piu’ figli (soprattutto se minori), quelle monogenitoriali e coloro che hanno bassi livelli di istruzione. Inoltre, sempre piu’ famiglie, in cui uno o piu’ membri lavorano, sono povere.

Poi, spiega ancora l’indagine, accanto ai poveri ufficiali, ci sono le persone impoverite che, pur non essendo povere, vivono in una situazione di forte fragilita’ economica. Sono persone che, soprattutto in questo periodo di crisi, hanno dovuto modificare, in modo anche sostanziale, il proprio tenore di vita, privandosi di una serie di beni e di servizi, precedentemente ritenuti necessari.

Il fenomeno e’ confermato anche da alcuni dati: nel 2009 il credito al consumo e’ sceso dell’11%, i prestiti personali hanno registrato un -13% e la cessione del quinto a settembre 2009 ha raggiunto il +8%. Facendo una media di questi indicatori, si puo’ calcolare un 10% in piu’ di poveri, da sommare agli oltre 8 milioni stimati.

Nella vita di tutti i giorni la crisi si traduce in difficolta’ a pagare la spesa, il mutuo, le cambiali (+14% nel 2009). Nei primi mesi del 2010 alcuni sostenevano che la crisi economica era in via di superamento, ma ”ancora oggi il problema appare in tutta la sua gravita’, ci presenta le difficolta’ delle persone disoccupate, delle famiglie impoverite, di quelle che sanno che prima o dopo finiranno gli ammortizzatori sociali. Lo sanno le Caritas, i Centri di ascolto, le parrocchie. Gli ammortizzatori sociali non bastano, sono costati nel 2009 ben 18 miliardi di euro, una cifra enorme per un argine utile, ma fragile”. (Asca)

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