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“L’Italia difenda il budget UE 2014-2020 per la cultura e la creatività in Europa”

L’europarlamentare italiana relatrice del programma Europa Creativa chiede al Governo Italiano di impegnarsi nella difesa del budget 2014-2020 in discussione all’imminente summit tra i capi dei governi degli Stati membri.

Con l’adesione all’appello della rete We are more – Act for culture per la difesa del budget per la programmazione comunitaria 2014-2020 al summit del 7 e 8 febbraio prossimi, Silvia Costa (S&D) rilancia in chiave europea il dibattito sulla cultura: “Il nostro Paese deve avvertire la responsabilità di farsi portatore in Europa della sua battaglia per la cultura, difendendo in particolare il budget previsto da Europa Creativa nel Consiglio dei Ministri europeo e battendosi per l’inserimento dei settori cultura e creatività nell’ambito delle priorità dei fondi strutturali” – ha dichiarato l’eurodeputata, che ha così commentato l’approfondimento seguito alla proposta di Ernesto Galli Della Loggia apparsa la scorsa settimana sul Corriere della Sera e la rinnovata attenzione per questo tema, oggi ribadita dallo studio presentato dallo IEM della Fondazione Rosselli coordinato da Flavia Barca: “Auspichiamo che l’Italia, per il suo patrimonio e per l’importanza che la cultura riveste per la sua economia, a dispetto di maldestri teoremi sostenuti in un passato non lontano che spingevano a considerarla quasi una “passività” dello Stato, si impegni nelle sfide che la aspettano, a fronte delle risorse che il programma stanzia, e che includono misure e finanziamenti aumentati del 37% rispetto al passato settennio per i settori culturale, creativo e audiovisivo, il cui futuro è oggi in discussione in diverse sedi. Risorse che vanno difese in Europa e messe a frutto in Italia”.

Basti pensare, ad esempio – ha proseguito Costa –  alla scadenza che attende le sale cinematografiche  con il passaggio al digitale, con il 45% del parco ancora da attrezzare per lo switch off imminente annunciato dalle major, o agli appelli nazionali che riguardano il patrimonio culturale, come “Ripartire dalla cultura” che abbiamo sottoscritto e rilanciato immediatamente e  che si rivolge direttamente ai candidati alle prossime elezioni. Ancora, la partecipazione alle “Primarie della cultura” organizzate dal FAI testimoniano sensibilità e attese anche da parte dei cittadini”.

A fronte di tutto questo – ha concluso l’eurodeputata PDil nostro Governo deve affrontare con consapevolezza questa battaglia, prima di tutto in occasione dell’appuntamento del 7 e 8 febbraio prossimi. E nella prossima legislatura, i temi della cultura dovranno essere affrontati da Governo e Parlamento con l’urgenza che il Paese mostra di richiedere”.
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