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Silvia Costa (S&D): “Inserire nel negoziato con gli USA cultura e audiovisivo metterà in ginocchio la nostra industria culturale”

sc strasburgo maggio 2013Ecco il testo dell’intervento dell’europarlamentare Silvia Costa (Pd/S&D) in Parlamento europeo a Strasburgo nell’ambito del dibattito sui negoziati relativi all’accordo UE-USA su commercio e investimenti.

Il mondo della cultura e dell’audiovisivo europeo apprezzano che la relazione Moreira abbia recepito nel mandato al negoziato UE-USA la tutela e promozione della diversità culturale e la conseguente esclusione dei prodotti e servizi culturali e audiovisivi dal negoziato.A differenza della Commissione e del Ministro, riteniamo (come 14 ministri europei) che non vada abbandonata questa linea, da sempre tenuta dalla UE in ambito WTO e in tutti i negoziati commerciali bilaterali fuori e dentro la UE.Inserire nel negoziato con gli USA cultura e audiovisivo metterà in ginocchio la nostra industria culturale già dominata dagli Usa nell’audiovisivo soprattutto on line e produrrà una ulteriore colonizzazione culturale dell’Europa mentre continuerà l’ ulteriore protezionismo Made in Usa.

Gli operatori globali della rete (Google, Amazon, Apple) seguono il diritto USA, applicano royalties ai contenuti culturali europei, non pagano tasse in Europa (o utilizzano i paradisi fiscali), non investono nella produzione culturale europea, ma condizionano la nascita di nuovi attori europei.

La normativa UE in questo campo, anche nella definizione del prodotto culturale on line, è ancora inadeguata alla fase di crescente convergenza tecnologica e si andrebbe al negoziato a mani nude.

Ricordiamoci che l’industria dell’audiovisivo è la prima negli States, e che la quota di mercato dei film USA in  Europa è di oltre il 60% a fronte dello scarso 20%  della distribuzione delle pellicole europee negli States. Ricordiamo anche che le major nordamericane hanno imposto alle sale europee il Switch off tecnologico a favore del digitale, con il fondato rischoi di chiusura per il 25% delle sale, soprattutto quelle delle piccole città e delle associazioni culturali.

Va quindi mantenuta la non negoziabilità della eccezione culturale, come hanno chiesto alla presidenza irlandese 14 Ministri della Cultura europei ma anche grandi artisti come Wenders, Costa Gavras e Almodovar.

Silvia Costa
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